Un mese tondo senza scrivere. Facile da spiegare, ricordando sempre che l'umanità va avanti anche senza sapere quel che penso io. Prima di tutto, scrivere non mi viene per nulla facile. E' così almeno da 7-8 anni, direi dal periodo 2001-02, quando ho verificato che la bella scrittura, o perlomeno l'aspirazione alla bella scrittura, non porta da nessuna parte, perlomeno in certi ambienti. La botta è stata tale che da quel momento ho faticato in quel che prima mi veniva facile, anche se non necessariamente brillante. Non so come sia l'esito per chi legge, so quanto sia ora arduo scrivere, per me, se si va oltre le 140 battute di scemenze su Twitter.
L'indignazione, che smuove buona parte di quel che faccio, ogni tanto si sfoga anche qui, però. L'indignazione, ad esempio, verso un aspetto bivalente, schizofrenico, del nostro modo di essere. Ci lamentiamo cioé dei ritardi e delle disfunzioni dello Stato e degli enti parastatali, ed è corretto farlo. Ci dimentichiamo però che il concetto di cosa pubblica funziona anche nella direzione opposta: non si può solo pretendere, dallo stato e da enti pubblici o semi-pubblici, senza dare nulla in cambio. Uscendo dalla teoria fumosa, un piccolo esempio: nella provincia di Bologna è da poco entrata in funzione una nuova serie di treni, piuttosto belli, moderni. Chi li ha visti arrivare, ai primi di settembre, non poteva credere ai propri occhi: da anni veniva invocato un ammodernamento, anche perché i treni precedenti erano sporchi, puzzolenti, malmessi e completamente - ho pubblicato una foto, tempo fa - rovinati e coperti dai cosiddetti graffiti, orrendi e antiestetici. Bene, alla graditissima novità ha subito fatto seguito, nei viaggiatori più responsabili, la preoccupazione che quei treni nuovi e finalmente comodi venissero rapidamente lordati dai passeggeri meno scrupolosi, quelli cioé che pretendono solamente senza dare nulla in cambio, e so di almeno tre episodi in cui controllori attenti hanno rischiato l'insulto da personaggi - età e caratteristiche intuibili, ma non riferibili per decenza e correttezza politica, però ci siamo capiti - cui avevano fatto osservare che non era il caso di lasciare lattine sul sedile o appoggiarvi oggetti che avrebbero potuto sporcarli. E allora cadono le braccia. E' allora estremista dire che sogno un giorno in cui uno di questi personaggi mette i piedi sul sedile o appoggia una borsa lercia e la maggioranza degli altri passeggeri gliela canta chiaramente? Forse no. Certamente è utopia, purtroppo.