martedì 10 novembre 2009

Quando ci vuole...

Come sempre, cito nomi e testate quando c'è da elogiare, perché il merito va riconosciuto, mentre nelle mie frequenti critiche ometto i peccatori perché al centro della questione non c'è il diretto responsabile ma il sistema vigente, cioé la faciloneria e la frettolosità superficiale con cui molti media trattano vicende importanti, sulle quali ricevono, spesso immeritatamente, la fiducia di lettori e telespettatori. Dunque, oggi un elogio, su due annotazioni di calcio inglese, entrambe riguardanti il Corriere della Sera. La prima: esattissimo e correttissimo rilevare la maleducazione e la crescente prosopopea di Alex Ferguson (mai scriverei "Sir", siamo in Italia e i titoli onorifici non contano nulla) nell'accusare gli arbitri ad ogni partita persa o pareggiata, mania orrenda che speravo confinata a luoghi sportivamente privi di cultura, situati in genere lungo meridiani diversi. Seconda cosa: pagina 18, argomento gli errori dei laburisti sulla politica per l'immigrazione, la foto ritrae un anziano seduto alla stazione di Upton Park, ed è visibile la scritta che indica lo stadio del West Ham (nota: il marciapiede è quello in direzione Londra centro, come dimostra la freccia che indica verso sinistra, cioé est). Quel che è curioso è che la foto, credo involontariamente, centra la questione. Il quartiere che si sviluppa appena fuori da Upton Park, infatti, colpisce i tanti visitatori stranieri in quanto solo l'architettura delle case ricorda che siamo in Inghilterra: negozi, il mercato, bar, saloni di parrucchieri, agenzie sono, nella stragrande maggioranza dei casi, di proprietà di immigrati e modellati a loro gusto, fornendo così un panorama - sto parlando del puro aspetto esteriore, sia chiaro - piuttosto sorprendente per chi avesse ancora l'idea del West Ham United, e della sua zona di crescita, come caposaldo del proletariato (si dice ancora?) anglosassone. Una foto, un documento, anche se probabilmente involontario.

lunedì 9 novembre 2009

Mentalità

Chris Snee, guardia dei New York Giants, ha commentato così una penalità cruciale fischiata ai suoi danni in una situazione, nel finale, che ha poi deciso la partita a favore dei San Diego Chargers: «Non ho eseguito il blocco (come avrei dovuto, ndr), per cui era fallo. Ho mancato al mio dovere verso i compagni di squadra ed è una cosa con cui dovrò fare i conti per tutta la settimana che viene. Se non ti metti in una buona posizione sul campo, ti fischiano una penalità. Me l'hanno data, ed è stata probabilmente una decisione arbitrale corretta». Il candidato esamini la suddetta dichiarazione, e ne cerchi una corrispondente, o anche solo simile, rilasciata da un qualsiasi sportivo operante in Italia, in qualsiasi sport, dopo una sconfitta della propria squadra.

sabato 24 ottobre 2009

Massì

Dal sito web di un quotidiano:
"Gran Bretagna
Negoziante irlandese:
scariche elettriche contro i vandali"
Peccato che la Repubblica di Irlanda, dove il fatto è avvenuto, non c'entri nulla con la Gran Bretagna.

Snob

Il fatto che venga considerata notizia importante quella, elitaria, dell'apertura a Milano di un negozio di una nota catena di abbigliamento, con commessi selezionati anche per l'aspetto fisico, è sintomo della connivenza di alcune testate con la parte "trendy" della società, completamente e snobisticamente slegata dal resto. Così come titolare - visto la scorsa settimana, e parlo di copertina perché mai andrei oltre - "Cliniche Rehab": linguaggio elitario e snob, per pochi eletti "trendy", da poteri forti travestiti in paladini della gente. Quante persone comuni sanno che, per motivi non identificabili, da qualche anno le cliniche di recupero e/o disintossicazione sono, in Italia, chiamate "rehab" da chi non ha neppure voglia di sforzarsi a tradurre?

giovedì 22 ottobre 2009

Finto stupore

Ma davvero c'è qualcuno che possa dirsi sorpreso di quel che è emerso a proposito dell'Udeur in Campania? No, sul serio.

domenica 11 ottobre 2009

Classe


Splendida foto di Pat Gaines pubblicata dal Denver Post.

Certo!

Da fonte autorevole, ieri: "sul gol di Camoranesi, Given tradisce Trapattoni che lo aveva lanciato in nazionale". Given ha debuttato in nazionale nel 1996, e ne è titolare dal 2002. Il Trap è arrivato nel 2008, quando il suo portiere aveva già superato le 80 presenze. Proprio "lanciato" da Trapattoni, Given...

sabato 10 ottobre 2009

Incivili

Un mese tondo senza scrivere. Facile da spiegare, ricordando sempre che l'umanità va avanti anche senza sapere quel che penso io. Prima di tutto, scrivere non mi viene per nulla facile. E' così almeno da 7-8 anni, direi dal periodo 2001-02, quando ho verificato che la bella scrittura, o perlomeno l'aspirazione alla bella scrittura, non porta da nessuna parte, perlomeno in certi ambienti. La botta è stata tale che da quel momento ho faticato in quel che prima mi veniva facile, anche se non necessariamente brillante. Non so come sia l'esito per chi legge, so quanto sia ora arduo scrivere, per me, se si va oltre le 140 battute di scemenze su Twitter.
L'indignazione, che smuove buona parte di quel che faccio, ogni tanto si sfoga anche qui, però. L'indignazione, ad esempio, verso un aspetto bivalente, schizofrenico, del nostro modo di essere. Ci lamentiamo cioé dei ritardi e delle disfunzioni dello Stato e degli enti parastatali, ed è corretto farlo. Ci dimentichiamo però che il concetto di cosa pubblica funziona anche nella direzione opposta: non si può solo pretendere, dallo stato e da enti pubblici o semi-pubblici, senza dare nulla in cambio. Uscendo dalla teoria fumosa, un piccolo esempio: nella provincia di Bologna è da poco entrata in funzione una nuova serie di treni, piuttosto belli, moderni. Chi li ha visti arrivare, ai primi di settembre, non poteva credere ai propri occhi: da anni veniva invocato un ammodernamento, anche perché i treni precedenti erano sporchi, puzzolenti, malmessi e completamente - ho pubblicato una foto, tempo fa - rovinati e coperti dai cosiddetti graffiti, orrendi e antiestetici. Bene, alla graditissima novità ha subito fatto seguito, nei viaggiatori più responsabili, la preoccupazione che quei treni nuovi e finalmente comodi venissero rapidamente lordati dai passeggeri meno scrupolosi, quelli cioé che pretendono solamente senza dare nulla in cambio, e so di almeno tre episodi in cui controllori attenti hanno rischiato l'insulto da personaggi - età e caratteristiche intuibili, ma non riferibili per decenza e correttezza politica, però ci siamo capiti - cui avevano fatto osservare che non era il caso di lasciare lattine sul sedile o appoggiarvi oggetti che avrebbero potuto sporcarli. E allora cadono le braccia. E' allora estremista dire che sogno un giorno in cui uno di questi personaggi mette i piedi sul sedile o appoggia una borsa lercia e la maggioranza degli altri passeggeri gliela canta chiaramente? Forse no. Certamente è utopia, purtroppo.

domenica 27 settembre 2009

Arridaje

Non capisco tutto il baccano per l'aggettivo "abbronzato/a". Era stato usato da Vittorio Zucconi mesi fa, a proposito di Obama, e pochi giorni fa Michael Jordan, a chi gli chiedeva come si potesse diventare come lui, ha risposto "intanto ci vogliono un taglio netto di capelli e una bella abbronzatura". Insomma, non è offensivo, se viene usato così. Poi è chiaro che l'uso ripetuto diventa monotono e banale.