Sono curioso praticamente di tutto quel che è conoscenza, ma non ho mai avuto il desiderio di apprendere fino in fondo il funzionamento del corpo umano né ho mai provato alcun desiderio di fare il medico. Anzi, a causa di grane avute da piccolo, con un paio di ricoveri prima dei 10 anni di età, ho sviluppato una forte diffidenza verso i medici. Diffidenza illogica, ovviamente, visto che si suppone siano lì per guarirci. Un aspetto che però mi ha sempre affascinato è quello legato ai meccanismi della memoria, specialmente dello sviluppo delle prime forme di ricordo. In parole povere, quand'è, da bambini, che si cominciano a ricordare le cose? Ognuno di noi può indicare il proprio primo ricordo, anche se a volte ci può essere la mediazione fuorviante di immagini successive, ma relative a quel periodo e dunque facilmente confondibili con ricordi originali. Io ad esempio ricordo una "merenda" fuori porta su una collina dell'Appennino tra Liguria e Piemonte ma ho il sospetto di avere in realtà assimilato immagini di un filmino super 8 girato in quei giorni da mio padre e visto successivamente. Di certo, ricordo una partita allo Stadio Comunale di Bologna nel 1968 (quattro anni) e l'annuncio dello scudetto della Fiorentina, sempre 1968. Ma indelebile è il primo ricordo complesso, di quando avevo poco più di 5 anni: lo sbarco sulla Luna. La diretta televisiva, Tito Stagno, le immagini in bianco e nero. Dire che mi hanno influenzato è poco: da piccolo costruii diversi modellini di razzo vettore (Saturn) e di navicelle spaziali, Lem compreso, utilizzando le scatole della Airfix e di qualche altra ditta, e chissà purtroppo dove sono finite. Appassionato di astronomia e astronautica (in quinta elementare la mia ricerca d'esame fu proprio sulle spedizioni spaziali), compresi che non avrei mai potuto fare né l'astronauta né l'astronomo perché entrambe le professioni richiedevano un'attitudine ai numeri che non ho mai avuto, ma la passione è rimasta, e non di rado, a chi mi sta ancora a sentire, dico che andare nello spazio è (sarebbe) il mio desiderio più grande, e che uno dei 2-3 film che ho rivisto più di una volta è Apollo 13. Dove voglio arrivare? A questo: trovandomi a Orlando per la finale NBA, avevo previsto di tornare a visitare il Kennedy Space Center, sede operativa della NASA, ma solo quando sono arrivato negli USA ho appreso che oggi alle 13.17 era previsto il decollo di uno Shuttle. IL DECOLLO DI UNO SHUTTLE! Una volta accertato che c'erano ancora posti liberi per il tour con pacchetto vip (che significa solo pagare di più per vedere meglio, non che si è vip...), ho prenotato, sono salito sul bus a Orlando alle 23, siamo arrivati a Cape Canaveral verso mezzanotte e 15, e alle 3.45 era previsto l'imbarco... non sullo Shuttle, purtroppo, ma sul bus interno che avrebbe portato nella zona di osservazione del lancio, a circa 8 chilometri dalla rampa (tra l'altro, stare a meno di 600 metri può comportare danni fisici gravissimi per le vibrazioni, più vicino e ti fanno fuori il rumore e le fiamme). Purtroppo, alle 00.26 è arrivato l'annuncio che il lancio era rinviato a data da destinarsi causa fuga di idrogeno da un serbatoio. Ci sono rimasto male perché non mi capiterà più l'occasione di vedere da vicino il dispiegarsi di un mio sogno antico, ma è ovvio che la sicurezza degli astronauti è quel che conta di più. Mi sono "consolato" con il simulatore di decollo che in occasione dell'altra mia visita, nel 2005, ancora non c'era, e devo dire che è un'esperienza che sembra piuttosto realistica ("sembra", perché ovviamente il decollo vero io non l'ho mai fatto) e coinvolgente, anche nelle vibrazioni e nella sensazione di pressione sul petto che si prova. Ora sono qui sul bus per il ritorno, alle 3.10 di notte anche se l'orario di questo post è successivo perché dovevo prima tornare in stanza e ricollegarmi al web, e... niente, peccato, proprio peccato.
(è vietato commentare il fatto che io avessi il computer durante il tour: quando uno è bacato è bacato...)
Iowa sfida Ohio State
1 settimana fa
