<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267</id><updated>2012-02-17T03:07:49.706+01:00</updated><category term='quoti'/><category term='UESTA'/><category term='ui'/><category term='u'/><category term='au'/><title type='text'>vecchio23</title><subtitle type='html'>In viaggio, dal vivo, dalla scrivania, riflessioni, annotazioni e curiosità sullo sport americano (compreso il mio amato football) e sul calcio, con qualche escursione extrasportiva e alcuni sfoghi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://vecchio23.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>992</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4843925460307058642</id><published>2012-01-06T21:18:00.003+01:00</published><updated>2012-01-06T21:24:41.572+01:00</updated><title type='text'>Vergogna</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-K0upFQ_PHcQ/TwdW5p_QH8I/AAAAAAAAAy4/fBxUf2L-DTk/s1600/SB+comunicato.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-K0upFQ_PHcQ/TwdW5p_QH8I/AAAAAAAAAy4/fBxUf2L-DTk/s320/SB+comunicato.jpg" width="296" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Qualcuno ricorderà &lt;a href="http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/il-muro-della-vergogna.html"&gt;questo&lt;/a&gt; mio post. Qui si capisce qualcosa di più. È il comunicato pubblicato sull'ultimo numero di Superbasket. Il post che ho citato in link è riferito alla gestione precedente Acacia, nominata nel comunicato, ma quella attuale (1Plus) ha continuato nell'atteggiamento di indifferenza verso i crediti miei e di tanti fornitori e collaboratori, costretti oltretutto a pagare drammatiche somme di IVA sulle fatture emesse e mai pagate. Uno stato di cose vergognoso, che nel mio caso si è ripetuto a Dahlia Tv e ora si sta ripetendo a... no, lasciamo stare che è meglio. Roba da sbattere la testa contro il muro, o peggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4843925460307058642?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4843925460307058642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4843925460307058642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2012/01/vergogna.html' title='Vergogna'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-K0upFQ_PHcQ/TwdW5p_QH8I/AAAAAAAAAy4/fBxUf2L-DTk/s72-c/SB+comunicato.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5771259485988058817</id><published>2012-01-04T15:38:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T15:38:50.829+01:00</updated><title type='text'>L'omaggio a Mario De Sisti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ZqSLD_zBBM8/TwRkTPziA3I/AAAAAAAAAyw/1ERf78hDJp0/s1600/foto.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-ZqSLD_zBBM8/TwRkTPziA3I/AAAAAAAAAyw/1ERf78hDJp0/s320/foto.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Con ritardo che definirei organico alla mia ormai scomparsa voglia di scrivere eccoci, a un mesetto dalla sua presentazione, a parlare di "Mario De Sisti - Tutto cominciò con un gioco", il libro (106 pagine, 12,90 euro e non sappiamo perché 12,90 e non 12,85 o 13) edito da La Carmelina Edizioni (&lt;a href="http://www.edizionilacarmelina.it/"&gt;www.edizionilacarmelina.it&lt;/a&gt;) e scritto dall'amico e collega Daniele Vecchi, che qui nella foto posa alla sua maniera con coach De Sisti. Ora, sarebbe procedura saggia cambiare subito pagina, o sito web, leggendo che il recensore definisce amico l'autore di un libro di cui sta scrivendo un commento; lo faccio io stesso, in genere, anche perché ho la netta impressione che il giro delle recensioni sia un pietoso do-ut-des a uso e consumo di scrittori, saggisti e critici letterari a puro danno del lettore. E allora parto da un paio di critiche, per capovolgere i termini: c'è qualche refuso (=errore di battitura dei testi) e graficamente il libro non è irresistibile, ma è un difetto abbastanza diffuso, per la scarsa volontà (quando è volontà e non obbligo) di molti editori di investire in bellezza. Il testo è invece molto godibile, ed è la narrazione degli oltre 50 anni di basket di Mario De Sisti, coach, insegnante, divulgatore le cui doti vennero per un certo periodo involontariamente fatte passare in secondo piano dalla definizione di "coach ballerino" che di lui dava Aldo Giordani, il più noto dei giornalisti di basket della generazione più bella, e fondatore di Superbasket. Da Ferrara, di cui si porta appresso la parlata e la cadenza che il resto della regione NON invidia ai ferraresi (ah ah!), De Sisti è andato ad allenare e insegnare basket ovunque, divenendo anche ambasciatore della FIBA, la federazione internazionale, per poi tornare a casa negli ultimi anni, alla 4Torri di Ferrara. Forse un po' lunga la parte con l'omaggio di tanti vip del basket, tantissimi e godibili però gli aneddoti, tra i quali ci è piaciuto quello relativo a Davide Turel, giocatore il cui nome è ben noto a chi seguiva il basket negli anni Ottanta: durante un timeout di una partita in cui la squadra avversaria aveva in campo quattro giocatori di pelle bianca e un afro-americano, De Sisti assegnò le marcature a uomo, menzionando per numero i quattro bianchi e dicendo a Turel "tu marchi quello nero", salvo sentirsi rispondere dal suo giocatore "coach, ma che numero ha?". Ecco, appunto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5771259485988058817?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5771259485988058817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5771259485988058817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2012/01/lomaggio-mario-de-sisti.html' title='L&apos;omaggio a Mario De Sisti'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ZqSLD_zBBM8/TwRkTPziA3I/AAAAAAAAAyw/1ERf78hDJp0/s72-c/foto.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7291173490471626894</id><published>2011-12-03T16:23:00.000+01:00</published><updated>2011-12-03T16:23:59.188+01:00</updated><title type='text'>Una storia americana</title><content type='html'>E io mi ostino a chiamarla così, una storia americana, anche se poteva - forse - avvenire altrove. Uno strato di casualità che ne ricopre delicatamente un altro invcce programmato, fino ad avvolgerlo di una luce differente, quasi sconvolgente, se si accetta il termine nel suo significato meno trucido. Perché la sostanza di questo rapido giro americano è rimasta inalterata, ma il contorno si è modificato radicalmente. Il giro, prima di tutto: due giorni pieni, giovedì e venerdì, e due a metà, cioé il mercoledì e il sabato, impiegati principalmente nel viaggio. Bologna-Parigi-Seattle-Spokane per assistere a Gonzaga-Notre Dame, rivincita dell'analoga sfida, a campo invertito, dello scorso anno. Non era lo scopo primario del viaggio, anzi era diventata una piacevole diversione una volta stabilito l'itinerario iniziale, incentrato su Seattle Seahawaks-Philadelphia Eagles, partita di presumibile basso interesse, ma scusa ottima per vedere uno stadio mai visto prima, e molto bello.&lt;br /&gt;E allora uno sale sul piccolo aereo che collega Seattle a Spokane e poco prima dell'atterraggio risponde alla cordiale domanda del cordiale vicino di posto, e lì cambia tutto. Perché il vicino - chiamiamolo Harry, niente cognome - si illumina a sentir nominare Gonzaga. «Sa, mio padre ci ha lavorato 38 anni come dirigente, e in un paio di occasioni è stato anche reggente temporaneo. Io ho studiato alla Gonzaga Prep, la high school legata al college, due anni prima di John Stockton. Sono contento che lei venga a vedere i Bulldogs, anche se io stasera non sarò alla partita perché tra poche ore devo ripartire. Ma mi dica, in che hotel alloggia?». Un piccolo motel, 38 euro di costo, giusto per quella notte. Vicino al campus, così non serve l'auto. «No, guardi, ecco il mio biglietto da visita, io sono Executive Director of Sales and Marketing per la **** [catena di hotel di qualità molto diffusi tra Oregon, Washington e Idaho], disdica l'altro hotel e per riconoscenza per il suo sforzo di arrivare in giornata dall'Italia fino a qui la faccio ospitare gratis presso il nostro migliore hotel di Spokane». Senza parole. Senza pudore, io, nell'accettare subito, ma la natura del viaggio era fin dall'inizio estremamente risparmiosa e un'offerta del genere non poteva essere rifiutata. Anche perché Harry sapeva benissimo che non avrei potuto né voluto fare pubblicità alla sua catena, e dunque la sua offerta era completamente priva di secondi fini. Dalla stanza di motel - dignitosa - il viaggiatore italiano è finito dunque nella royal suite di un bell'hotel, anche se è stato quasi uno spreco: terminata la partita e rientrato in stanza era già mezzanotte, e con la sveglia alle 2.45 per il volo non c'è stato neanche il tempo di esplorarla tutta, la suite.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kb6SVjNHyeQ/Tto-4daeiwI/AAAAAAAAAyI/y0ypmnE3d50/s1600/DSCN8925.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-kb6SVjNHyeQ/Tto-4daeiwI/AAAAAAAAAyI/y0ypmnE3d50/s320/DSCN8925.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ah, la partita. In un ambiente splendido. Superiore al previsto, forse per la presenza delle telecamere di ESPN che trasmettevano in diretta. E questo per gli studenti, che costituiscono un buon 40% delle presenze e in posti di grande visibilità sia attiva sia passiva, era uno stimolo troppo grande. Per cui hanno messo in piedi una memorabile serata di tifo, anche se i rituali - musica compresa, con un'intera tribuna a ballare - sono i medesimi, e vissuti con medesima partecipazione, delle partite in cui ESPN non è presente. Inutile qui il racconto di una gara che si è vista persino in Italia. Mi era stato consigliato di seguire alcuni giocatori, ed ho cercato di farlo, ma non posso andare oltre un giudizio rapido, perché non è serio emettere sentenze su gente che hai visto giocare una volta sola. E premetto che ho osservato solo quelli di Gonzaga, per scelta, squadra che ha giocato prevalentemente con tre guardie, come avviene da anni per la maggioranza dei college. Allora, mi è piaciuto molto Kevin Pangos, guardia canadese al primo anno, che ha preso 3-4 sfondamenti, buon trattamento di palla e bel tiro da tre, anche se con tecnica non del tutto ortodossa (ma sarò pignolo io). Idem David Stockton, guardia al terzo anno di college ma secondo come giocatore, più playmaker che guardia, belle mani, fisico esile ma solido, rapido in palleggio, buona visione di gioco, mani rapide nel tenere vivo un paio di palleggi sotto pressione. Anche lui ha un tiro da tre con caricamento strano, ma andrà bene così, immagino. Degli altri, mi ha colpito il gioco in post basso di Elias Harris, ala forte di 6-7 dunque piccolo per il ruolo, nato in Germania: movimento di piedi, compreso il piede perno, e istinto lo collocano in post basso, così come alcuni tiri scivolando lungo la linea di fondo e concludendo con un piccolo gancio, tutta roba difficile da marcare se il tuo uomo non ha la capacità di stare al passo. Tutto qui, anche perché sono ormai passati due giorni, ma l'episodio della camera di hotel offerta al visitatore è parte di quelli che una nota compagnia aerea chiama random acts of kindness verso sconosciuti, quei piccoli gesti di gentilezza che illuminano una giornata. Non li fa quasi mai nessuno, e ci dev'essere un perché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7291173490471626894?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7291173490471626894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7291173490471626894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/12/una-storia-americana.html' title='Una storia americana'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kb6SVjNHyeQ/Tto-4daeiwI/AAAAAAAAAyI/y0ypmnE3d50/s72-c/DSCN8925.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4548890275997089311</id><published>2011-11-24T10:16:00.001+01:00</published><updated>2011-11-24T11:14:54.136+01:00</updated><title type='text'>London Calling (tratto da blog.guerinsportivo.it)</title><content type='html'>E quando Londra chiama siamo tutti sull'attenti, anche se la capitale  si sta un po' involgarendo. London Calling nella sua accezione migliore  dal punto di vista calcistico, partendo dall'Arsenal ed estendendosi al  resto della metropoli, è però il titolo dell'ultimo libro  dell'accoppiata Luca Manes-Max Troiani, già autori di Celtic Forever, e  un filo che collega due grandi squadre (e due grandi città di calcio)  identificabili per qualcosa di più che non il nome e la notorietà si  nota immediatamente.&lt;br /&gt;Sarebbe disonesto recensire un libro che non abbiamo (ancora) letto,  ma vi potete fidare del giudizio di Mister Football, perché dietro a  London Calling c'è la garanzia di studio, serietà e passione da parte  degli autori. E su questo ribadiamo il concetto a costo di essere  pedanti e scontrosi: troppo facile negli ultimi tempi gettarsi a denti  scoperti sul calcio inglese, divenuto una sorta di passione collettiva  (che raramente hanno basi solide), troppi che vi si dedicano per puro  cinismo e calcolo commerciale, mentre va molto più seguito chi, come  Luca e Max, l'attrazione verso quel calcio la prova da quando qui in  Italia essere appassionati di calcio britannico voleva dire sentirsi  mosche bianche, sportivi quasi bizzarri, persino sospetti. Erano i tempi  in cui i media di una nazione in cui alle partite si sparavano razzi  assassini e petardi da marina preferiva ironizzare sugli hooligans  (orrendi, per carità) e qualsiasi accenno di simpatia verso quel tipo di  calcio, che vinceva coppe europee senza stranieri se non altri  britannici, zero argentini e zero brasiliani, veniva osservato con  perplessità quando andava bene. È un calcio non perfetto e non del tutto  pulito in alcuni aspetti (alcuni dei personaggi che vi circolano non ci  piacciono per nulla), ma non ha ancora prodotto scandali come  Calciopoli, ed è già qualcosa, anzi molto. Luca e Max, anche se più  giovani dell'estensore di Mister Football, hanno compreso questa realtà  prima che il calcio inglese fosse accessibile a tutti, e per questo  motivo ogni loro opera è, ci ripetiamo, una garanzia.&lt;br /&gt;Per completezza e correttezza, infine, ecco l'auto-descrizione del  libro, alias sinossi, anche se Mister Football, che è un po' ignorante,  non sa cosa voglia dire, esattamente.&lt;br /&gt;"Monarchia, ma anche mode e sottoculture giovanili. Democrazia  parlamentare e pure gruppi musicali. E ancora finanza e musical. Londra è  sinonimo di queste e di un'infinità di altre cose. Non poteva allora  non essere sinonimo di football. Nella capitale inglese sono state  codificate le regole poi adottate in giro per il globo, sono nate la  prima federazione nazionale, la prima lega e la prima competizione a  squadre. Nessuna città al mondo può vantare così tante squadre  professionistiche, così tanti derby, così tanti stadi. L’Arsenal, la  squadra più amata a Londra, vanta in Italia un nutrito numero di fan  club. Inoltre, sono decine di migliaia gli italiani appassionati del  calcio inglese"...&lt;br /&gt;... anche se, e qui si reinserisce il parere di Mister Football sulle  ultime parole della sinossi, una volta scremato chi lo segue per moda  senza averne compreso il reale spirito il numero scenderebbe di  parecchio. Ma non è un peccato.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-UM230BM9MnI/Ts4LbkoYjwI/AAAAAAAAAx4/uAE5fahGDTQ/s1600/cover+london+calling_ok.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-UM230BM9MnI/Ts4LbkoYjwI/AAAAAAAAAx4/uAE5fahGDTQ/s320/cover+london+calling_ok.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Per informazioni, &lt;a href="http://www.bradipolibri.com/"&gt;www.bradipolibri.com&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://londoncallingbook.blogspot.com/"&gt;http://londoncallingbook.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4548890275997089311?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4548890275997089311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4548890275997089311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/11/london-calling-tratto-da.html' title='London Calling (tratto da blog.guerinsportivo.it)'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-UM230BM9MnI/Ts4LbkoYjwI/AAAAAAAAAx4/uAE5fahGDTQ/s72-c/cover+london+calling_ok.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4322010585642925724</id><published>2011-11-14T15:56:00.000+01:00</published><updated>2011-11-14T15:56:45.990+01:00</updated><title type='text'>la maglia della Nazionale (italiana)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-doCgnw1g2kQ/TsEr2Q-F3DI/AAAAAAAAAxo/4SpskI-DriI/s1600/132682192CV002_Italy_Unveil.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="173" src="http://2.bp.blogspot.com/-doCgnw1g2kQ/TsEr2Q-F3DI/AAAAAAAAAxo/4SpskI-DriI/s320/132682192CV002_Italy_Unveil.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;L'hanno presentata oggi. Non tra le migliori, ad occhio e croce, ma alla fine conta poco. Quella dei Mondiali 2006 era bruttina, con quelle zone nere, ma alla fine il ricordo di chi ha esultato la sera della finale di Berlino va oltre l'estetica precaria. (foto via Image.net)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4322010585642925724?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4322010585642925724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4322010585642925724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/11/la-maglia-della-nazionale-italiana.html' title='la maglia della Nazionale (italiana)'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-doCgnw1g2kQ/TsEr2Q-F3DI/AAAAAAAAAxo/4SpskI-DriI/s72-c/132682192CV002_Italy_Unveil.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-3017462751181778542</id><published>2011-10-13T15:32:00.004+01:00</published><updated>2011-10-13T18:21:16.176+01:00</updated><title type='text'>Un parere dalla NBA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fPmbnFz3MrI/Tpb2AybLEAI/AAAAAAAAAxE/IG-rBBdgB0k/s1600/DSCN0202.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-fPmbnFz3MrI/Tpb2AybLEAI/AAAAAAAAAxE/IG-rBBdgB0k/s320/DSCN0202.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un componente di primaria importanza dello staff di una nota squadra NBA, dietro la (ovvia, e assicurata in partenza dal sottoscritto) garanzia di anonimato, mi ha inviato il suo parere su alcune situazioni emerse nelle ultime settimane. Concordo in particolar modo sulla inadeguatezza di alcuni giocatori NBA di grido al basket europeo, e fossi un GM mai li avrei firmati. Ecco il testo, virgolettato, con una precisazione: risale a 4-5 giorni fa. &lt;br /&gt;«Non perdo il sonno per le cose su cui non ho alcun controllo. Aspetto che finisca il lockout e basta. I coach sono in balia delle vicende in situazioni come queste. Quando sarà il momento di ricominciare ci diranno che non potranno darci un aumento perché per via del lockout nel frattempo avranno perso soldi. Solita storia. Per cui in questo periodo sto cercando di passarmela bene e lavorare come se l'attività dovesse riprendere presto... La storia di Kobe è interessante e triste. L'ACB non ha praticamente voluto avere nulla a che fare con i giocatori NBA a meno che non firmassero per tutta la stagione, e questo dimostra che è una lega seria. La vicenda-Kobe è puro teatro. Non so nemmeno cosa potrebbe realmente fare in Italia. Guarda Deron Williams e Lawson. Il basket europeo è diverso e devi impegnarti al cento per cento ad adattarti ad esso. Vedo poi che Williams si è lamentato degli arbitri: beh, deve sapere che lì non è come da noi, non danno sempre ragione alla superstar come nella NBA con i nostri pessimi arbitri. Per cui credo che gran parte di coloro [americani, ndr] che hanno minacciato di andare in Europa o altre parti del mondo l'abbia fatto solo per mettere pressione alla NBA. E però non penso che alla NBA faccia un baffo di tutto ciò. Ultima cosa, da parte della superstar è presuntuoso dire "vado in Europa". Prima di tutto, ti deve chiamare un club, non puoi decidere tu e basta; poi devi acconsentire a diventare parte della squadra, e la permanenza di un giocatore di alto livello in una squadra per un mese o due va contro qualsiasi formula di costruzione di un gruppo che io conosca»&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Interessante, vero?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;PS: la foto del parquet di Dallas è totalmente casuale e slegata dal contenuto del pezzo. Non utilizzo mai immagini altrui prese dal web e questa era la prima che ho trovato, tra quelle che ho scattato personalmente. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-3017462751181778542?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3017462751181778542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3017462751181778542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/10/un-parere-dalla-nba.html' title='Un parere dalla NBA'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fPmbnFz3MrI/Tpb2AybLEAI/AAAAAAAAAxE/IG-rBBdgB0k/s72-c/DSCN0202.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-369361340303849198</id><published>2011-09-06T10:16:00.001+01:00</published><updated>2011-09-06T18:25:53.240+01:00</updated><title type='text'>Raisport, l'omaggio ad Alex Liddi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WuqJBWKOX9o/TmXk8RZ5NUI/AAAAAAAAAwk/CWH2p1IlISw/s1600/Schermata+09-2455811+alle+11.14.23.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" src="http://2.bp.blogspot.com/-WuqJBWKOX9o/TmXk8RZ5NUI/AAAAAAAAAwk/CWH2p1IlISw/s320/Schermata+09-2455811+alle+11.14.23.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si trova a &lt;a href="http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/speciali/Articoli/ContentItem-515456b4-d70f-4800-84e7-cdf0c99ebd40.html"&gt;questo&lt;/a&gt; link&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-369361340303849198?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/369361340303849198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/369361340303849198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/09/raisport-lomaggio-ad-alex-liddi.html' title='Raisport, l&apos;omaggio ad Alex Liddi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WuqJBWKOX9o/TmXk8RZ5NUI/AAAAAAAAAwk/CWH2p1IlISw/s72-c/Schermata+09-2455811+alle+11.14.23.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-451690091251420645</id><published>2011-08-13T22:22:00.002+01:00</published><updated>2011-10-13T18:20:59.614+01:00</updated><title type='text'>Come Bosman?</title><content type='html'>Nella prima metà degli anni Novanta, quando avevo iniziato la mia collaborazione con il Guerin Sportivo - a "soli" 15 anni di distanza dal periodo in cui avevo preso confidenza con il calcio inglese, ma del resto "vendermi" non è mai stato il mio forte - avevo l'abitudine di passare in redazione il venerdì sera e portarmi a casa, con il permesso dei colleghi, i quotidiani inglesi della settimana precedente; alla domenica, poi, avevo un accordo verbale con il caposcalo di una compagnia aerea, il quale all'arrivo del volo da Londra recuperava dalla carlinga una copia non distribuita di uno dei giornali e me la passava. In un'epoca in cui Internet come strumento di massa non esisteva ancora, questo voleva dire poter leggere un quotidiano straniero fresco, impresa altrimenti impossibile. Dai quotidiani e dalla lettura del mensile When Saturday Comes, ben fatto anche se lontanuccio dalle mie idee, avevo presto appreso che in Belgio si stava svolgendo un processo che avrebbe cambiato il calcio. Ma non capivo come mai di quella controversia giudiziaria non si parlasse mai in Italia, nei nostri media scritti e parlati: possibile che da noi nessuno si accorgesse di un evento che poteva modificare il modo in cui il calcio viene condotto fuori dal campo, e di conseguenza sul campo? Era ovviamente il processo relativo alla causa intentata da Jean-Marc Bosman, giocatore che agli inglesi era sconosciuto per virtù tecniche ma conosciuto fin dall'inizio della vertenza in tribunale. Cosa sia poi successo in seguito lo si sa: la cosiddetta sentenza Bosman ha radicalmente trasformato le pratiche del mercato calcistico e dunque la composizione delle squadre, un cambiamento che certamente si può definire epocale. Ebbene, ora, sempre attraverso la stampa inglese, apprendo che potrebbe presto esserci un altro sommovimento causato da una vicenda giudiziaria. Copio e traduco, per massima onestà, senza volermi attribuire alcun merito se non, appunto, quello del copia-traduci. Si parla di Roberto Jiménez, portiere passato di recente dal Benfica al Real Saragozza per 8,6 milioni di euro. Problema: il Real Saragozza aveva chiesto qualche tempo fa l'amministrazione controllata perché incapace di sostenere un debito cresciuto a 110 milioni. E allora come è stato possibile un acquisto da 8,6? Secondo il quotidiano Guardian, come società quotata in borsa il Benfica ha dovuto dichiarare le modalità del pagamento, ed è emerso che il club spagnolo avrebbe pagato solo 86.000 euro, mentre i restanti 8.514.000 euro sono stati versati da un fondo di investimenti che avrà il controllo del cartellino di Jiménez. Secondo El Paìs, il fondo di investimenti è il Quality sport Investment, apparentemente controllato da Jorge Mendes e Peter Kenyon, ovvero uno degli agenti più noti e l'ex presidente esecutivo del Manchester United e del Chelsea. Come spiega il Guardian, non è vietata la proprietà dei cartellini da parte di terzi, in Spagna e Portogallo (lo è invece in Inghilterra da qualche anno, dopo l'oscura vicenda legata a Tevez e Mascherano nel 2006), ma ci sono altri dettagli non limpidi: il fondo ha sede nell'isola di Jersey, paradiso fiscale dove gli investitori non sono tenuti a rivelare il proprio nome, e nessuno è stato in grado di rintracciare alcuna persona ad esso legata, dato che la sede è in un edificio di cinque piani di uffici senza che uno solo di essi sia identificato da una tahghetta. Il problema che il Guardian si pone è questo: chi garantisce che i "terzi" che controllano la maggior parte del cartellino di un giocatore, e dunque il giocatore stesso, non abbiano interessi legati alle scommesse e non portino dunque a potenziali e gravi conseguenze sul piano della pulizia del gioco? Vedremo. Ma il timore che questa vicenda passi inosservata ai media italiani, impegnati su fumose operazioni di mercato e ad amplificare senza ritegno amichevoli estive, c'è.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-451690091251420645?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/451690091251420645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/451690091251420645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/08/come-bosman.html' title='Come Bosman?'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8963587547706667599</id><published>2011-08-05T10:02:00.001+01:00</published><updated>2011-08-05T10:02:42.042+01:00</updated><title type='text'>Dal Guardian - sui diritti tv</title><content type='html'>Copio e incollo da &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/football/2011/aug/02/roger-burden-reform-fa"&gt;questo &lt;/a&gt;pezzo. Roba interessante.&lt;br /&gt;Publican's Eurovision&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Karen Murphy is the Portsmouth publican who tackled the Premier League all the way to the European courts in a fight over using foreign decoders to broadcast matches banned in the UK. Her case is not just one about saving money in a Pompey pub: now some believe she may have set the ball rolling on a European super league.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Juliane Kokott, an advocate general of the European court of justice, delivered advice in February recommending that football competitions should not be permitted to sell broadcast rights to individual territories, saying this contravenes the principle of free movement of goods.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When it releases its final judgment on the matter on 4 October the ECJ may well find against the advocate general's advice. But then it may not: about 80% of verdicts go with the grain of the prior advocacy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If the ECJ finds with Kokott then football competitions will be forced to market their rights through a single, pan-European point of sale. And as one well-known football administrator told Digger: "If you can't restrict the rights to a single territory then it leads to their sale on a pan-European basis and what that would mean is a pan-European competition."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As the Guardian reported in 2008, European parliamentarians have been predicting a European super league for years. Apart from language, international football is the most visible delineator of sovereignty among eurozone countries and anything that takes down those boundaries would be viewed favourably among some European politicians. Hence the Premier League's response to the Kolkott advice: if Europe wants a continent-wide licensing model for sport then it should hold a proper consultation process, not rely on case law. The stakes now are higher.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8963587547706667599?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8963587547706667599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8963587547706667599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/08/dal-guardian-sui-diritti-tv.html' title='Dal Guardian - sui diritti tv'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5201631602856251979</id><published>2011-08-03T22:05:00.000+01:00</published><updated>2011-08-03T22:05:01.118+01:00</updated><title type='text'>Intervallo</title><content type='html'>Questo non è un annuncio di qualcosa che verrà, ma la semplice constatazione di qualcosa che sta già avvenendo. Non fraintendete. Questo blog continua ad esistere, ma è da un po' che non riesco ad aggiornarlo se non con link a contributi (in genere miei, naturalmente) apparsi altrove. La fatica di scrivere, per me, è un macigno sulla schiena da almeno un decennio, da quando cioé mi sono accorto che non serviva a nulla (provare a) scrivere bene, in maniera dettagliata, ricercata e approfondita: c'è sempre qualcuno in alto o fuori che ti fa passare la voglia di crescere, di applicarti, di proseguire nella tua corsa non ad una carriera - della carriera in senso classico a me non è mai fregato nulla - ma alla semplice espressione completa di quel che sai. Che può essere ristretto o settoriale, ma interessa a gruppi di persone che si affezionano a te e al suo modo di fare. Il gioco è valso la candela, ma di poco, fino a che la situazione è rimasta "normale" (le virgolette sono il minimo che potessi usare), ma quando ti rubano soldi (vedi un post di qualche mese fa) e ti prendono in giro la soglia di sopportazione si abbassa e la fatica si fa doppia. Grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5201631602856251979?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5201631602856251979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5201631602856251979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/08/intervallo.html' title='Intervallo'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2182869919408426689</id><published>2011-06-28T09:47:00.000+01:00</published><updated>2011-06-28T09:47:55.301+01:00</updated><title type='text'>Raisport, il ricordo di Lorenzo Charles</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KDnLPYOXxv8/TgmUmojw-MI/AAAAAAAAAvQ/4HskRjZAbkU/s1600/Schermata+2011-06-28+a+10.37.29.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="199" src="http://1.bp.blogspot.com/-KDnLPYOXxv8/TgmUmojw-MI/AAAAAAAAAvQ/4HskRjZAbkU/s320/Schermata+2011-06-28+a+10.37.29.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si trova a &lt;a href="http://tinyurl.com/65f753o"&gt;questo&lt;/a&gt; URL.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2182869919408426689?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2182869919408426689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2182869919408426689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/raisport-il-ricordo-di-lorenzo-charles.html' title='Raisport, il ricordo di Lorenzo Charles'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-KDnLPYOXxv8/TgmUmojw-MI/AAAAAAAAAvQ/4HskRjZAbkU/s72-c/Schermata+2011-06-28+a+10.37.29.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1108569379706652828</id><published>2011-06-28T09:05:00.000+01:00</published><updated>2011-06-28T09:05:13.204+01:00</updated><title type='text'>Articolo su Gian Piero Gasperini su ESPN Soccernet</title><content type='html'>Uscito oggi &lt;a href="http://t.co/NgZCcpj"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuesday, June 28, 2011&lt;br /&gt;Inter turn to 'Gasperson'&lt;br /&gt;Roberto Gotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When Genoa unmercifully sacked Gian Piero Gasperini last November, after a defeat at Palermo left them with just 11 points from ten matches, it marked the end of an era for what is now the city's only Serie A side. Genoa had played arguably their best football in decades in getting promoted from the Serie B at the end of the 2006-07 season then finishing 2008-09 in fourth place, when only a worse head-to-head record to Fiorentina prevented them from gaining a place in the Champions League preliminary round. Their rapid, flamboyant rise had sent the red-and-blue half of town into rapture and inspired owner Enrico Preziosi to generate a nickname for Gasperini (who signed a two-year contract with Inter on Saturday) that spread like bushfire among the Genoa fans: "Gasperson". In a nod to Sir Alex Ferguson, it was meant as a creative form of praise for a coach that seemed to have given Genoa a system which, for the first time in years, produced both brilliant play and consistent results. No one expected the side to challenge for trophies on the domestic and international front, but Gasperini had provided psychological components that had been missing for a while, pride and a different perspective for the future. The system, though, did not survive the constant comings and goings that are part of the life of a selling club: after Preziosi sold Thiago Motta and top scorer Diego Milito to Inter, Genoa regressed to 9th place in 2009-10. Interestingly for a side that had been praised for its attacking flair out of a 3-4-3 base formation, defensive frailties were at the root of Genoa's fall: they managed to score one more goal than in the previous season, 57, but shipped an enormous 61 at the other end - 22 more than in 2008-09. Part of the reason was that the defence was not getting enough help from midfielders and forwards, something which flew in the face of everything Gasperini had been preaching since he started his coaching career on the lowest rung of the ladder in the Juventus youth system. Gasperini 's background is predominantly black-and-white, after all, and this has caused some discomfort to a few Inter fans, judging from their reactions on some social networking sites. He was born just outside Turin, is a self-confessed Juve supporter whose dream, as revealed to Gazzetta dello Sport in 2009, was to ''win the Champions League with Juve'' and started his playing career with the Bianconeri when he was nine years old, progressing through all the youth levels - he played alongside Paolo Rossi with the Primavera (the last stage before the first team). Despite being given his full debut at 18 by Giovanni Trapattoni in an Italian Cup match in 1976, Gasperini failed to break into the great Juve side of the late 70s and left to start a 17-year path as a midfielder with good vision and an unselfish attitude. In the latter stages of his career he just missed being a team-mate of Milan coach Max Allegri at Pescara, which gave him an opportunity to play Serie A football at last, then returned to Juventus to begin his second life as a manager. As a much-respected youth coach, he led the Primavera to success in the Viareggio Tournament, one of the world's best, in 2003 before surprising even himself by trekking all the way South to Serie C Crotone, which he first led to promotion to the Serie B then to safety, twice, before Genoa came calling in the summer of 2006. Coaching players as young as 12 taught him patience and the virtues of good communication and role-defining, while blending the teaching of basic skills with tactical indoctrination also shaped his vision of how football should be played and, more importantly, how the players should respond to instructions. This is why, while at Crotone and Genoa, he insisted members of the squad learn all positions on the pitch, so that they could readily replace a team-mate in the event of an injury. And whenever technology could help him, he utilised it extensively, whether it was filming, then reviewing, training sessions or monitoring the player's fitness through frequent in-season testing. While none of this qualifies him as a genius or a standout innovator, it paints the picture of a man who strongly believes in what he does and is not afraid to take risks in order to accomplish his goals. Taking the Serie A by storm with a formation that superficially looks weak at the rear was one of them, but his 3-4-3 was never a monolith he burns incense to in blind faith. Having left-back Mimmo Criscito at his disposal at Genoa for so long, a player whose morale he helped rebuild after a horrific game at Roma doomed his Juventus career at centre-back, meant Gasperini could constantly change the 3-4-3 into a 4-3-3 by drawing him back alongside the back three. The same thing could be done on the right with captain Marco Rossi, the quintessential Gasperini player for his versatility and energy: Rossi could be seen - and still can - shifting from right centre-back to right-back to right winger to central midfielder in a single game, leading his teammates into chasing opponents in possession or overlapping to provide crosses. The quality of ball movement and counter-attack once the ball was recovered was such that in 2008-09, according to an unofficial count, Genoa scored just two of their 51 goals from open play from outside the area. All the others came as a result of quick passing, one-twos and neat crosses provided by the likes of Rossi, Beppe Sculli - another player whose value and versatility improved under Gasperini - Raffaele Palladino, Andrea Gasbarroni, Giandomenico Mesto, yet another of the Gasperson boys who could be called upon to fill multiple positions. The same qualities that Genoa showed in abundance before the squad lost quality and injuries undermined the start of the 2010-11 season were being put under the microscope by Inter insiders and fans as soon as word of Gasperini's potential arrival emerged last week, though. At first and perhaps second sight, the current Inter squad does not look suited to the kind of football Gasperini prefers, but it may be too soon to draw conclusions, and there's still two months to go before the transfer window closes. One of the names that have been mentioned is Rodrigo Palacio's, the 30-year old forward who had an excellent season for Genoa in 2010-11 and can be seen as yet another typical Gasperini player for his versatility - he started on the right flank in the 3-4-3 or 4-3-3 before reverting to what had been his regular position at Boca Juniors under new coach Davide Ballardini as Antonio Floro Flores' partner in Genoa's 4-4-2 in the second half of the season. While Palacio may not be the glamorous and forward-looking signing Inter fans are hoping for, his addition would give the new coach an added, versatile weapon in the strikers' rotation. Much speculation has also centred over Wesley Sneijder, whose main contribution to Inter's cause has so far been in the trequartista role which does not seem to be part of the coach's philosophy. However, it was not uncommon at Genoa to see Thiago Motta - who by the way was Gasperini's eyes on the pitch and will be reunited with his former coach now - hold a position a few yards in front of his central midfield partner when the side had possession, and although the Italian-Brazilian and Sneijder are extremely different players, there's a chance the Dutchman will be given a chance to keep his current role. Another question mark is whether the many Inter veterans will adapt to a style of football that requires constant energy and perspiration after a few of them showed some wear and tear at last in 2010-11, but again, Gasperini is not going to walk into the training centre at Appiano Gentile and start tearing paint off the walls and whip the current group of players into something they could never become. At 53 - "young" by Italian standards - and born bizarrely on the same day as Jose Mourinho (January 26), only five years earlier, he has come in as the manager with a sound professionalism and polished methods, but little of "international mentality" (i.e. the ability to step into the Champions League stage as if you've been there before), and he will need the full backing of owner Massimo Moratti, who must be sick of having to introduce a new manager (Gasperini is No. 16 since he became the owner in 1995) and start all over again every year. After going through the process of seeing Leonardo leave; Marcelo Bielsa, Fabio Capello, Andre Villas-Boas, Sinisa Mihajlovic and apparently Guus Hiddink turn Inter down, fans of the Nerazzurri, may have felt the same. They have a new man at the helm now, though, and considering Inter's recent history and Gasperini's energy, the coming months will be all but boring.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1108569379706652828?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1108569379706652828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1108569379706652828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/articolo-su-gian-piero-gasperini-su.html' title='Articolo su Gian Piero Gasperini su ESPN Soccernet'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1140345280836557699</id><published>2011-06-24T11:39:00.000+01:00</published><updated>2011-06-24T11:39:12.956+01:00</updated><title type='text'>Draft NBA, dal sito di Raisport</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-u7LmSOiK6xA/TgRpLILAphI/AAAAAAAAAvE/VO4n1IcBTP8/s1600/Schermata+2011-06-24+a+12.35.52.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="205" src="http://3.bp.blogspot.com/-u7LmSOiK6xA/TgRpLILAphI/AAAAAAAAAvE/VO4n1IcBTP8/s320/Schermata+2011-06-24+a+12.35.52.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il pezzo è &lt;a href="http://tinyurl.com/6jjmrv5"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1140345280836557699?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1140345280836557699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1140345280836557699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/draft-nba-dal-sito-di-raisport.html' title='Draft NBA, dal sito di Raisport'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-u7LmSOiK6xA/TgRpLILAphI/AAAAAAAAAvE/VO4n1IcBTP8/s72-c/Schermata+2011-06-24+a+12.35.52.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2153266379785926852</id><published>2011-06-22T20:23:00.001+01:00</published><updated>2011-06-22T20:25:13.330+01:00</updated><title type='text'>Il futuro della NBA</title><content type='html'>Nel penultimo numero di ESPN Magazine, l'ottima rivista mensile ormai al suo decimo anno, molto interessante il parere di Player X, ovvero un anonimo giocatore NBA, afro-americano e veterano, che in ogni numero fornisce una sua visione della situazione della lega e dei colleghi. Pesante, due mesi fa, la critica a Kevin Garnett, accusato di essere un bullo contro giocatori più deboli e piccoli ma di distogliere lo sguardo quando lo affronti direttamente; e significativo, appunto, il suo parere sul possibile lockout e sulle conseguenze che potrebbe avere. Positive. Lascio la parola direttamente a lui, ovviamente in traduzione, e saltando qualche passo con l'artificio dei puntini a collegare.&lt;br /&gt;«Ci sarà il lockout? Vorrà dire che io e tanti altri ce ne andremo all'estero. E alcuni di noi non torneranno più indietro... Il motivo più importante non saranno i soldi, che pure in certi posti sarebbero tanti, ma le conseguenze sul nostro modo di giocare. Vi dico il piccolo segreto che nessuno rivela mai: i nostri coach sono pessimi, e non solo nella NBA. Lo sono i coach a tutti i livelli, dal liceo all'AAU al college. Si sono adagiati sul fatto che abbiamo enormi doti atletiche e hanno perso la voglia di lavorare. Nessuno insegna più i fondamentali. Sarebbe addirittura il caso di cambiare nome alla NBA e chiamarla AABA, African-American Basketball Association (sono afro-americano anch'io, sappiatelo). La NBA è diventata un campionato di strada, solo con tanto talento. I giocatori americani non sanno palleggiare, non sanno passare la palla, lavorare in post basso o tirare come i loro colleghi europei, tipo Dirk Nowitzki. E il merito va ai loro allenatori. Gli allenatori europei fanno svolgere esercizi sui fondamentali e insegnano ai giocatori come si gioca a basket. Uno come Chris Wilcox - che non sa quasi palleggiare o tirare dopo tutti questi anni di NBA - non sfuggirebbe alla loro rete, in Europa. Fosse nato e cresciuto là, anzi, ora sarebbe un fenomeno, con il fisico che ha. E sempre più giocatori stanno capendo che anche un solo anno in Europa li arricchirebbe sul piano dei fondamentali, e questo vorrebbe dire rendimento migliore e contratti più ricchi... Ecco le mie previsioni. Da qui a dieci anni... 1) La NCAA sarà inguardabile. Bisogna ringraziare Brandon Jennings per tutto ciò: ha saltato il college per andare a giocare in Italia e ora è tra le migliori guardie NBA. Sempre più ragazzi seguiranno il suo esempio e rimanderanno gli studi. Perché lavorare gratis [come accade nella NCAA, ndr] e far però guadagnare milioni di dollari a un college se puoi evitarlo? 2) Il campionato cinese sarà una specie di fotocopia della NBA. Ognuna delle squadre avrà almeno due ex grandi giocatori NBA. Il basket cinese non è male, i contratti sono generosi e la gente è cordiale - in più, non vede l'ora di comprare le scarpe che pubblicizziamo. 3) La NBA avrà una division di cinque squadre europee. Una delle migliori idee di David Stern. 4) Gli stranieri comporranno metà del roster di ogni squadra NBA. È inevitabile, anche se la nostra associazione giocatori probabilmente cercherà di far passare regole come quelle europee, con limitazione del numero di stranieri. Come conseguenza... 5) La NBA vivrà la sua età dell'oro. Il basket si evolve, rispetto alle origini in cui era giocato solo da bianchi ha aggiunto elementi del gioco di strada e dello stile europeo. I giocatori americani devono continuare ad adattarsi o diverranno obsoleti. I primi a sparire saranno i nostri lunghi, che dovranno diventare come i Gasol. Mi vengono i brividi al pensiero di come potrebbe essere Dwight Howard con i fondamentali di Marc o Pau Gasol. E non vedo l'ora di giocarci contro - a Pechino".&lt;br /&gt;Che dire? Nulla. Basta questo. Sul piano personale però aggiungo che sono sempre più orgoglioso di avere dedicato un articolo e la copertina dell'ultimo numero della rivista di cui ero direttore a Steve Nash e ai giocatori che curano i fondamentali, invece dei Nate Robinson che si curano solo della gara delle schiacciate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2153266379785926852?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2153266379785926852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2153266379785926852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/il-futuro-della-nba.html' title='Il futuro della NBA'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1798407095673102207</id><published>2011-06-17T10:14:00.002+01:00</published><updated>2011-06-17T10:33:34.921+01:00</updated><title type='text'>Rick Carlisle, dal sito di Raisport</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-lE4P9s_UWK8/TfsazhQw_QI/AAAAAAAAAu8/6LeG6TKxkt0/s1600/Schermata+2011-06-17+a+11.03.03.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="175" src="http://2.bp.blogspot.com/-lE4P9s_UWK8/TfsazhQw_QI/AAAAAAAAAu8/6LeG6TKxkt0/s320/Schermata+2011-06-17+a+11.03.03.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si trova &lt;a href="http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/speciali/Articoli/ContentItem-c52422db-b495-4fa7-b91b-efa5053528ca.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1798407095673102207?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1798407095673102207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1798407095673102207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/rick-carlisle-dal-sito-di-raisport.html' title='Rick Carlisle, dal sito di Raisport'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-lE4P9s_UWK8/TfsazhQw_QI/AAAAAAAAAu8/6LeG6TKxkt0/s72-c/Schermata+2011-06-17+a+11.03.03.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1184250196270421156</id><published>2011-06-15T19:49:00.000+01:00</published><updated>2011-06-15T19:49:38.172+01:00</updated><title type='text'>Articolo di oggi su ESPN Soccernet</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.blogger.com/%EF%BB%BF%EF%BB%BF%EF%BB%BF%EF%BB%BFhttp://soccernet.espn.go.com/columns/story/_/id/928309/gotta:-managing-expectations-in-serie-a?cc=5739"&gt;Questo&lt;/a&gt; è il link&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wednesday, June 15, 2011&lt;br /&gt;Managing expectations&lt;br /&gt;Roberto Gotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In spite of what may have transpired over the past century or so, Italians do not love authority figures. We pay them some sort of superficial respect, especially if they pretend to have all the solutions, but we then turn around and think up every possible way of circumventing the rules they set and mock the very authority we fake our loyalty to. From chasing after the traffic warden begging him to cancel our parking ticket because what we did was not THAT bad to crowding around the referee trying to bully him into awarding - or not awarding - a yellow card, you can spot a common trait. But refs and traffic wardens and ticket collectors do not have it as bad as football managers - the allenatori, as we say - do. One of the oldest clichés about Italians is that we are a nation of saints, seafarers and poets, but an addition made in the late 60s also signals we all love being a commissario tecnico, the formal title given to the coach of the national team. On a smaller scale, we all feel we could coach our local side much better than the fellow who's actually doing it, even if our tactical experience does not go past constantly walking the ball into cul-de-sacs during park kickabouts. This is not exclusive to Italy, of course, but it is astonishing to see how easily coaches get criticised for reasons that should be less dependent on knee-jerk reactions. One of the most common complaints, which I heard from my father while growing up, is that a side "has no ideas": this basically means players do not know what to do with the ball at their feet, and you can never fathom what is going to happen every time the ball is brought out of defence because there does not seem to be any discernible or consistent pattern of play. Which is ironic, in a nation where tactics - as Italy coach Cesare Prandelli admitted last month - seem to matter more than individual skills. Interestingly enough, Riccardo Montolivo, a regular member of Prandelli's XIs both at Fiorentina and Italy, noted last week how his coach "gives us few set plays and allows us some freedom", a remark that shows the best side of Prandelli, who cannot really be expected to drill dozens of different plays into the minds of players he only sees a few times each year. In club football, making it through a full season without being questioned at least once a week is surely utopia for a coach. Scudetto-winner Massimiliano Allegri was under fire early and then often during the campaign, even as Milan were pulling away from a weak competition, so you can imagine the kind of pressure coaches of less successful sides were. Horribly, Gigi Del Neri was treated as little more than a village idiot by the media and fans, despite being praised by his players for his professionalism and attitude, while it took all of a couple of defeats - to Milan and Schalke 04 in successive matches - for Leonardo to have a metaphorical donkey hat lowered onto his head. Lower still in the table, most of the coaches involved in a relegation struggle from the start were criticised so constantly and blindly - or put in a difficult position they felt they could no longer hold - that the majority of them left even after lifting their sides above the danger area, and that is a relatively new occurrence. The most glaring instance occurred at Cesena, who had been promoted in 2009-10 under Pierpaolo Bisoli, who then left to take over Cagliari and has now been hired by Bologna. Massimo Ficcadenti, a former journeyman player, was handed the reins of a side widely predicted to drop back to the Serie B like a stone. Ficcadenti started well, Cesena winning seven points from their first three matches, but then reality set in and they began to struggle at the bottom. Nothing surprising here, considering their mediocre squad. Nevertheless, grumbles began to be heard at the Stadio Manuzzi whenever Ficcadenti made a substitution or changed tactics: crowd favourites Luis Jimenez and January loanee Alessandro Rosina were frequently taken off, to the dismay of fans who saw them as the only creative, whippet-like figures on the pitch. Never mind that Ficcadenti always seemed to have a rational, pointed explanation for his actions: Jimenez was short of match-fitness in the first half of the season, and Rosina would sometimes stray away from defensive duties on the right side, an especially serious offence when you consider Cesena's 4-3-3 (or 4-3-2-1) relied heavily on becoming a well-spaced 4-5-1 when opponents had possession. Ficcadenti, who was at one point criticised for being "too reclusive", eschewing local TV call-in shows and even for choosing not to live in the centre of town, was supported by chairman Igor Campedelli throughout, although when a couple of hundred angry fans masses outside the main stand after a bad 3-0 defeat to Udinese Campedelli made the mistake of allowing them in and hearing their grievances - something that never leads to good things over here, as fans then believe they can actually interfere with team affairs. After the season ended, Ficcadenti took the moral high ground and left, saying "we reached our goal, but I will not miss all the controversies, things that were said and done to hurt me on a personal level". He's now one of the candidates to take over at Lecce, another side whose coach, Gigi De Canio, chose to leave after probably overachieving in saving them from relegation. De Canio had already tendered his resignation on the way home from a bad defeat at Cagliari in late November, only for chairman Pierandrea Semeraro to make him reconsider. Ironic, as Semeraro's suspicion that De Canio had misused some players and tinkered too much with the starting line-up and tactics was apparently the original reason for the coach's resignation. De Canio held on, survived some bad defeats and the customary meeting with fans who demanded more commitment then slammed the door behind him, saying he did not feel he could fulfil the expectations for 2011-12. Clichés, perhaps, to cover the naked reality that as both a coach and general manager he would be limited by Lecce's inability to buy well in the transfer market and thus be unable to save the Giallorossi again. Whatever the real reason, De Canio walked away from a decent wage packet and jumped into the unknown, and you have to respect that. At Bologna, Diego Simeone left in what must be the most bizarre situation of coaches leaving the clubs they had just saved. While going through four different chairmen and two different sets of owners since July, players were left without wages for months as the club was hit with successive two- and one-point penalties that left them mired in the relegation zone through two-thirds of the season. Wins at Juventus and Lecce in late February and early March propelled the Rossoblu well above safety and prompted a revival of enthusiasm around town. Or more a sigh of relief, perhaps. The new board of directors deliberated on contract extensions for coach Alberto Malesani and iconic centre-forward Marco Di Vaio, and more than 25,000 attended the home draw against Cagliari on March 6 - you'd expect no more than 15,000 in normal circumstances, although special prices were set for that day. As late as mid-March, one of the directors felt compelled to say "these players have given us a wonderful season", noting how both the team and the coach had performed admirably during a time when neither knew where the next salary or next points would came from. Then, the bottom fell out. Bologna drew 1-1 with Genoa on March 20, a result that all but wiped out any thought of challenging for a place in Europe as some optimistic souls had predicted, and the Rossoblu went on to lose five consecutive matches and six of eight to close out the season, scoring only twice in the process and suffering the ignominy of a 4-0 home defeat to last-place Bari on the final day. By then, things had taken an embarrassing turn for the worse: Di Vaio and other players were involved in an investigation on the use of disabled access passes to illegally enter the centre of town - ironically, Di Vaio had received the 'Nettuno d'Oro' award for being a model citizen only hours before. He gave it back - and Malesani baulked at signing his new contract. His close ally Carmine Longo, the sporting director who'd made some good signings last summer, had announced his departure after feeling his position was not as strong as it had been before, and Malesani felt Bologna would not be able to give him the resources to go through another season without losing sleep. He's now signed for Genoa, where he's taking his outgoing, sometimes slightly manic act (watch his foul-mouthed rant when he was coaching Panathinaikos here, made all the funnier for Italians by his heavy Veronese accent), minus his suit jacket. While most of the players shunned the fans in embarrassment at the end of the Bari match, Malesani made his customary jog at the foot of the home end and threw his finest garment to the crowd as a gesture of thanks for their support. What you could not tell is whether the fans who pounced on the jacket were hoping he'd forgotten his wallet or not.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1184250196270421156?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1184250196270421156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1184250196270421156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/articolo-di-oggi-su-espn-soccernet.html' title='Articolo di oggi su ESPN Soccernet'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2285027394833061784</id><published>2011-06-08T10:06:00.002+01:00</published><updated>2011-06-08T10:08:19.546+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ui'/><title type='text'>MLB baseball, dal sito di Raisport</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NNYoKN0xvZ4/Te8723UIk-I/AAAAAAAAAuw/OH8r-6_m2zg/s1600/Schermata+2011-06-08+a+11.02.50.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="194" src="http://3.bp.blogspot.com/-NNYoKN0xvZ4/Te8723UIk-I/AAAAAAAAAuw/OH8r-6_m2zg/s320/Schermata+2011-06-08+a+11.02.50.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;Si trova &lt;a href="http://tinyurl.com/677utla"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2285027394833061784?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2285027394833061784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2285027394833061784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/mlb-baseball-dal-sito-raisport.html' title='MLB baseball, dal sito di Raisport'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NNYoKN0xvZ4/Te8723UIk-I/AAAAAAAAAuw/OH8r-6_m2zg/s72-c/Schermata+2011-06-08+a+11.02.50.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1291535744943999159</id><published>2011-06-06T10:14:00.000+01:00</published><updated>2011-06-06T10:14:01.258+01:00</updated><title type='text'>NBA Finals, dal sito di Raisport</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ihPWJaCKtW8/TeyaTYYMV6I/AAAAAAAAAuc/f08dz6PRCes/s1600/Schermata+2011-06-06+a+11.11.24.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="178" src="http://1.bp.blogspot.com/-ihPWJaCKtW8/TeyaTYYMV6I/AAAAAAAAAuc/f08dz6PRCes/s320/Schermata+2011-06-06+a+11.11.24.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si trova &lt;a href="http://tinyurl.com/69lhurw"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1291535744943999159?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1291535744943999159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1291535744943999159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/nba-finals-dal-sito-di-raisport.html' title='NBA Finals, dal sito di Raisport'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ihPWJaCKtW8/TeyaTYYMV6I/AAAAAAAAAuc/f08dz6PRCes/s72-c/Schermata+2011-06-06+a+11.11.24.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8953215548114071059</id><published>2011-06-01T16:00:00.002+01:00</published><updated>2011-06-01T16:00:34.548+01:00</updated><title type='text'>Esce il mio libro</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-J08hrL12xbg/TeZO8gnUI8I/AAAAAAAAAt8/p9tMfdHvGWo/s1600/Football%252526Texas-Copertina.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-J08hrL12xbg/TeZO8gnUI8I/AAAAAAAAAt8/p9tMfdHvGWo/s320/Football%252526Texas-Copertina.jpg" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si  chiama Football &amp;amp; Texas, 300 pagine su cui ho perso la vista, o  quasi. Un anno di lavoro, una quantità di materiale immensa concentrata  in quelle pagine e... altrettanta rimasta fuori altrimenti sarebbe  venuto un libro di 1000 pagine e più. Potete trovare informazioni più  complete &lt;a href="http://www.footballetexas.com/"&gt;qui&lt;/a&gt;, se volete. E grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8953215548114071059?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8953215548114071059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8953215548114071059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/esce-il-mio-libro.html' title='Esce il mio libro'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-J08hrL12xbg/TeZO8gnUI8I/AAAAAAAAAt8/p9tMfdHvGWo/s72-c/Football%252526Texas-Copertina.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8873462806151117850</id><published>2011-06-01T11:04:00.000+01:00</published><updated>2011-06-01T11:04:22.243+01:00</updated><title type='text'>Articolo uscito oggi su ESPN Soccernet</title><content type='html'>&lt;span class="date"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://tinyurl.com/42ukuss"&gt;Questo&lt;/a&gt; il link&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="headline"&gt;Sampdoria's fall from grace&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr noshade="noshade" size="1" width="100%" /&gt; &lt;span class="byline"&gt; Roberto Gotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Genoa owner Enrico Preziosi is a sometimes abrasive character who  has frequently fallen foul of football's authorities and his own fans.  You wouldn't trust him to be gracious to losers, but he was - and it was  not just any loser. It was Sampdoria, Genoa's local rivals and the  subject of much scorn, grief and disbelief across the nation after their  unexpected plunge to Serie B just 12 months after qualifying for the  Champions League preliminary round.     "Those of us on the other side of town can't really celebrate in a  situation like this," Preziosi said. "I am happy Genoa are above Samp,  but I don't like this." Preziosi went on to praise Samp captain Angelo  Palombo, the rugged Italian international midfielder who had apologised  to his fans by bowing in front of them right after a home defeat to  Palermo on May 15 that sealed his side's fate.  Palombo had played far below his usual standard in several matches, but  you could say the disease spread far further than central midfield,  which he usually patrols in that hunched posture and busy style of his.  In fact, it would be hard to find anything that really worked for Samp  after Giampaolo Pazzini joined Inter and Antonio Cassano, who'd clashed  with and insulted owner Riccardo Garrone in late October, left for AC  Milan during the winter market. Readers may remember a story &lt;i&gt;ESPNsoccernet&lt;/i&gt; published in mid-February with the headline &lt;a href="http://soccernet.espn.go.com/columns/story/_/id/880788/gotta:-heaven-or-hell-for-sampdoria?cc=5739"&gt;'Heaven or hell for Sampdoria'&lt;/a&gt;:  at that stage, more than one month after the 2009-10 strike duo had  left, it was clear the side would either find the inner resources to  lift themselves out of the mental and technical depression they had  fallen into, or crumble. It was to be the latter, in a way that was  almost too painful to watch.  After beating Bologna 3-1 on February 13 in a bizarre match that saw  them score three times within the first quarter of an hour, Sampdoria  did not win again at home and won just once more overall as they took a  1-0 victory at Bari on April 23. The list of home matches between  February and the end of the season beggars belief: a 1-0 defeat to  Genoa, a 2-0 defeat to Inter, a 3-2 defeat to Cesena, a 1-0 defeat to  Parma, a 2-1 defeat to Lecce, a 3-3 draw with Brescia and a 2-1 defeat  to Palermo.   Compare this to the previous season, when Samp had never lost at home,  beating Inter, Milan, Juventus and Napoli along the way and showcasing a  brilliant style of football under the direction of Gigi Del Neri. You  could say what happened next was bad both for the club and the now  unemployed former coach, and this may be at the root of the current  problems.  Del Neri was replaced by Mimmo Di Carlo, a good manager who had done  well with Chievo. Di Carlo's favourite formation is 4-3-1-2, a radical  change from his predecessor's 4-4-2, which Di Carlo tried to smooth by  using basically the same players with a twist: Stefano Guberti, while  nominally starting several matches in left midfield, often drifted  behind the two strikers to play the &lt;i&gt;trequartista&lt;/i&gt; role, but any  coach worth his UEFA Pro Licence knows it's not as simple as that.  Franco Semioli, a frequent starter, is much better as a wide man in a  4-4-2 than as the third midfielder in the 4-3-1-2, something that jumped  out at the viewer as early as mid-August, when Werder Bremen's  three-man midfield dominated in the first leg of the Champions League  preliminary round.   With Semioli soon taking himself out of consideration because of a  series of injuries, Di Carlo tried different players - Koman, Mannini -  at the position and often went back to a straight 4-4-2 with Guberti  moving inside only when specific tactical situations so required.  Results were not great, but as long as Pazzini was there his goals  papered over the widening cracks: after opening his account late, on  October 31 at Cesena, the Italy striker then scored a hat-trick at  Lecce, an equaliser against Milan and the opening goal against Bari and  Roma (both wins). He was then sold to Inter - so Samp can't say their  plight isn't of their own making - and the bottom fell out. Simple as  that. Federico Macheda and Massimo Maccarone, who arrived in January,  were huge disappointments - Big Mac scored three goals, Kiko none - and  the side never recovered a semblance of attacking power after that.  Maccarone, in fact, quickly attracted the ire of fans for his profligacy  and what was seen by some as lack of effort, an accusation that should  always be taken with a pinch of salt whenever it is directed at any  athlete. But it is significant that before Sampdoria played at Bari, one  of the supporters was overheard pleading with Maccarone, and Macheda,  to "get a yellow card", which would at least show the sort of aggression  fans thought was lacking.  Di Carlo's sacking on March 7, the day after the disastrous home defeat  to a Cesena side who'd been ineffective on the road all season, changed  little. His replacement, Alberto Cavasin, immediately tinkered with the  side, bringing along his favourite 3-5-2 which he sometimes adapted to  3-4-1-2 then turned to 4-4-2 late in the season. You could say none of  this mattered, though. Tactics and substitutions seemed less important  than spirit, and while Samp battled and fought their way through the  first part of matches, as soon as opponents scored you could see heads  drop and the body language get worse.    Nothing you could point out on the tactical side can explain what went  on during those excruciatingly painful home matches in March, April and  May. Missed penalties, fluffed goal chances, mis-kicked clearances, and  the wrong type of spirit. The last time Samp were leading a game all  season came against Bologna on February 13, and there was one curious  effect of the negative attitude that gripped the side every time it went  behind: actual effort was never lacking, but it was often channelled in  the wrong direction, resulting in the Genovese version of headless  chickens running around with attitude but little discipline. The goal  that effectively sent Samp down, for example, was scored by Palermo on a  three-on-one break late in the game when the &lt;i&gt;Blucerchiati&lt;/i&gt; were  throwing everything but one of Garrone's oil derricks into the visitors'  penalty area. One clearance, one missed tackle in midfield and Abel  Hernandez and Mauricio Pinilla were able to finish them off.  By that time, Genoa, the team across town had already made its changes  and benefitted from them. Gian Piero Gasperini, the coach, had been  sacked on November 7 and replaced by Davide Ballardini, a silent,  pragmatic type who made things safer at the back by going from a  three-man to a four-man defence - he had the players for that, of course  - and steering the side to a comfortable position despite the January  sale of defender Andrea Ranocchia to Inter. The move, which boosted the  club's coffers, was countered by the arrival of Antonio Floro Flores  from Udinese, who ended up scoring an impressive ten goals in the second  half of the season and forming an excellent partnership with  Argentinean Rodrigo Palacio.  One of those goals helped determine Samp's fate. Genoa played Samp at  home on May 8 in a match that was always going to be controversial, but  really blew up late. Floro Flores scored in first-half injury time, then  Nicola Pozzi equalised 21 minutes into the second half. At that point,  Samp seemed to be ready to raise their game and push for a winner, and  Genoa appeared tired. This irritated some of their fans, who'd already  had mixed feelings when Genoa, beating Brescia and Lecce in successive  weeks, had indirectly helped Samp's chances of staying up.  In a crescendo of booing and discomfort for the home side, who were down  to ten men after Giandomenico Mesto had been sent off in the first  minute of added time, Mauro Boselli, the little-used Argentinean striker  on loan from Wigan, collected a long pass inside the Samp penalty area,  turned and fired a low shot in the far corner for a 97th-minute derby  winner. You could at once hear the Genoa fans' anger turn into delight  and the air leaving their opponents' deflated tires and lungs.  That contentious evening in Genoa was probably when Samp's fate was  really sealed. The "too good to go down" syndrome will now dissolve as  soon as the rebuilding takes place. As Edoardo Garrone, the son of the  owner, said, it's time now for some house-cleaning.   A new sporting director, Pasquale Sensibile, has already been hired, but  his current side, Novara, are still involved in the Serie B play-offs  so he's not allowed to talk to Sampdoria players yet. He has hinted,  though, that Palombo, Pozzi and Daniele Gastaldello may be on higher  wages than a Serie B club can afford and this may lead to their exit,  while most of the loanees wouldn't have been invited back even if Samp  had somehow managed to stay up. In addition, the value of young players  like Andrea Poli and the less-rated Daniele Dessena has decreased after  an indifferent season and the club may have to settle for less for them,  if they're sold, while out-of-contract Reto Ziegler has already  rejoined former sporting director Beppe Marotta at Juventus.   Cavasin was not retained, and Samp have apparently lined up Gianluca  Atzori, a 40-year old former player who was not given enough time at  Catania last year and has now brilliantly led Reggina to the Serie B  playoffs. Reggina's opponents in the two-legged semi-finals? Sensibile's  Novara. Interesting.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8873462806151117850?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8873462806151117850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8873462806151117850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/06/articolo-uscito-oggi-su-espn-soccernet.html' title='Articolo uscito oggi su ESPN Soccernet'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1587413527004643176</id><published>2011-05-25T14:35:00.000+01:00</published><updated>2011-05-25T14:35:43.721+01:00</updated><title type='text'>Premier League, la distribuzione degli utili</title><content type='html'>&lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/"&gt;http://blog.guerinsportivo.it/&lt;/a&gt;Roba di ieri, la pubblicazione da parte della Premier League delle cifre relative alla distribuzione  dei proventi dalla vendita dei diritti Tv. Roba ufficiale dunque  estremamente noiosa, ma che vale la pena di riportare, copiando pari  pari, con qualche considerazione finale. La squadra che ha ricevuto di  più è il Manchester United, con 60.429.052 sterline. Dietro, il Chelsea  (57.740.444), l'Arsenal (56.226.932), il Manchester City (55.534.799).  Ultime: West Ham United (40.255.132), Birmingham City (39.836.792),  Blackpool (39.080.036). Secondo quanto dichiarato dalla Premier League,  il rapporto tra la prima e l'ultima, che è di 1,54 a 1, è il più  positivo - cioé il più ridotto - tra quelli dei grandi campionati  europei, se riferito ai dati più recenti per la Liga (12,5 a 1), Serie A  (10 a 1), Ligue francese (3,5 a 1) e Bundesliga (2 a 1). La  ripartizione delle somme erogate dalla Lega è la seguente: il 50% dei  diritti televisivi viene distribuito in maniera eguale tra i 20 club, il  25% in base alla posizione finale in classifica (ogni posto vale  756.756 sterline: il West Ham ultimo ha avuto quella somma, il  Manchester United primo ha avuto 20 volte tanto, 15.135.120) e l'ultimo  25% in base al numero di presenze in partite televisive. Per lo United,  dunque, la distribuzione è questa: 13.819.031 di quota diritti tv  identica a tutte le altre squadre, i 15.135.120 per il primo posto e  13.548.306 di "facility fees", cioé 582.000 sterline per ogni passagio  tv in diretta (26, il conto torna). Il totale dà 42.502.457 sterline:  per arrivare alle 60.429.052 complessive bisogna aggiungere i 17.926.595  derivanti dalla distribuzione in parti uguali delle somme ottenute con  la vendita dei diritti all'estero. In teoria, dunque, chi disputa un  campionato di Premier League incassa come minimo 32.501.626 sterline  (quota diritti nazionali più quota diritti internazionali più "premio"  per l'ultimo posto) anche se per assurdo non andasse mai una volta in  diretta tv. In aggiunta a questi numeri, proseguono i pagamenti  triennali alle squadre retrocesse negli anni precedenti, chiamiamoli "di  solidarietà": nel 2010-11 15.031.094 a Hull City, Burnley, Portsmouth e  Middlesbrough, ovvero 7.600.476 come quota uguale dei diritti nazionali  e 7.430.627 di quelli internazionali. Cosa c'entrano però tre  retrocesse nel 2009-10 con una (il Boro) che era scesa l'anno prima?  Nulla: i 7.600.476 del Boro rappresentano il frutto del secondo anno di  pagamenti secondo l'accordo iniziale che prevedeva un totale di 16  milioni in due anni, mentre Hull City, Burnley e Portsmouth ricevono  cifra uguale ma come parte del nuovo regime quadriennale da 48 milioni.  Cosa può insegnare questa struttura alla Lega di Serie A? Nulla, a dire  il vero: perché per insegnare bisogna che ci sia qualcuno che vuole  imparare, e perché, nonostante tutto, il divario nel rapporto di incassi  tra prima e ultima, decisamente più alto da noi che non nella Premier  League, non è stato accompagnato da un analoga separazione di valori sul  campo. Il Genoa, decimo in Serie A, non ha più possibilità di vincere  il campionato italiano di quante non ne abbia il Sunderland, decimo in  Premier League, di vincere quello inglese, ma non ne ha certamente di  meno; e anzi il Genoa certamente ha più possibilità in una partita  singola di mettere in difficoltà il Milan che non il Sunderland di  battere il Manchester United. E allora il divario nella distribuzione di  denari resta più una questione di differenze di etica e di buon senso  che non di separazione competitiva, almeno in campo nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pubblicato mercoledì 25 maggio su &lt;a href="http://blog.guerinsportivo.it/"&gt;blog.guerinsportivo.it&lt;/a&gt;&lt;span id="goog_184349314"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_184349315"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1587413527004643176?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1587413527004643176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1587413527004643176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/05/premier-league-la-distribuzione-degli.html' title='Premier League, la distribuzione degli utili'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4066881836383171118</id><published>2011-05-25T10:26:00.001+01:00</published><updated>2011-06-08T10:09:25.093+01:00</updated><title type='text'>NHL hockey, dal sito di Raisport</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-R2H7ZvNz6Co/TdzLKpr6IVI/AAAAAAAAAtU/6vqC_3m5rGM/s1600/Schermata+2011-05-25+a+11.24.36.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="237" src="http://4.bp.blogspot.com/-R2H7ZvNz6Co/TdzLKpr6IVI/AAAAAAAAAtU/6vqC_3m5rGM/s320/Schermata+2011-05-25+a+11.24.36.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si trova &lt;a href="http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-c2f24ed8-0c2e-4cb7-acf1-11bc1ef558e4.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4066881836383171118?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4066881836383171118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4066881836383171118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/05/hockey-nhl-dal-sito-di-raisport.html' title='NHL hockey, dal sito di Raisport'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-R2H7ZvNz6Co/TdzLKpr6IVI/AAAAAAAAAtU/6vqC_3m5rGM/s72-c/Schermata+2011-05-25+a+11.24.36.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1293837679470023183</id><published>2011-05-20T15:52:00.000+01:00</published><updated>2011-05-20T15:52:16.550+01:00</updated><title type='text'>Max Allegri - uscito su ESPN Soccernet mercoledì 18 maggio</title><content type='html'>&lt;a href="http://soccernet.espn.go.com/columns/story/_/id/921066/mr-cheerful-makes-his-mark-at-milan?cc=5739"&gt;Mr Cheerful makes his mark at Milan&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Roberto Gotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There was a time, back in the summer of 1991, when Massimiliano Allegri was "the other guy" in a deal that took Frederic Massara from Pavia to Serie B Pescara. As then-Pescara sporting director Pierpaolo Marino wrote last March in a column for Italian website Tuttomercatoweb, the Pavia owners had already promised Massara to Venezia (then owned by Maurizio Zamparini, the current Palermo chairman), but adding another player and valuing him at nearly half a million lira would increase the total value of the transfer and thus allow Pavia a good excuse to back away from the verbal agreement with Venezia. Allegri was that makeweight player. At 24 he'd already played for Cuoiopelli, his native Livorno and local rivals Pisa (usually a no-no if you want to show your face around town again) before joining Pavia, and had started to display the skills that subsequently made him perhaps Italy's best uncapped midfielder in the 1990s. Possibly inspired by his boyhood hero Michel Platini, he was blessed with great feet, good vision and a tendency to excel in bursts then fall back into a more indifferent state until a sublime, defence-splitting pass would again alert opponents of the danger he may pose. He scored his first Serie A goal inside the first minute of an early season home clash against the great Milan side coached by Fabio Capello in September 1992, then bagged two against Juventus in a memorable 5-1 win later that year, which he ended with 12 goals. It was a fantastic feat for a midfielder, although Pescara's wide-open style was conducive to such exploits. Allegri later played for seven different sides in the Serie A, Serie B or C, with a one-year ban (later rescinded on appeal) for match-fixing, along with six other players, in an Italian Cup game between Atlanta and his side, Pistoiese, the only black mark. (That was perhaps the first time an Italian Cup game played in August ever meant something to anybody, by the way.) A good penalty taker who would sometimes chip the goalkeeper instead of just blasting it, he was known as a quirky character, and it was perhaps fitting that his best years were at Pescara under another flamboyant coach, Giovanni Galeone, a proponent of attacking football with his 4-3-3 and a mentor to other future Serie A managers like Gian Piero Gasperini and Marco Giampaolo. As a former teammate, Giancarlo Boldini, revealed in an interview a few weeks ago, he would march to the beat of a different drum: he once left a defensive wall a moment before opponents took a free kick because, he said, "I am not going to have my face smashed in for you'' and later, in June 1992, he did not show up for his own wedding to long time girlfriend Erika. Quirky, creative, unpredictable. And something else. 'Allegri', by the way, is the plural of allegro, in Italian, which means 'cheerful'. Not as evocative as the NFL kicker who went by the name of 'Happy Feller', but close. And as a surname, it's obviously an easy subject of jokes. When the Cagliari side he coached lost the opening five Serie A games of the 2008-09 season, fans displayed a sign which said C'è poco da stare Allegri ('There's little to be cheerful about'), which may not go down as the best pun of all time, but you get the idea. That Massimo Cellino stuck with him instead of giving him his marching orders after that torrid start is a credit to the Cagliari owner, who'd otherwise always had a quick trigger with managers. Allegri ended up keeping the Rossoblu up with weeks to spare, repeating the feat 12 months later, after yet another indifferent start with just one draw and four defeats in the first five matches. Cagliari let up after confirming their Serie A spot as early as February, though, and Cellino sacked Allegri out of frustration in April, all but guaranteeing his availability when Milan came calling in June. Unlike some of his predecessors, Allegri had no links with the Rossoneri. As a player he had been invited to be part of Milan's 1994 post-season tour but had been sent home by Fabio Capello because of an ankle injury and, reportedly, a lazy attitude. His previous experience as a coach, before Cagliari, had been with lower league sides Aglianese, Spal, Grosseto (which sacked him twice) and Sassuolo, an unfashionable side located 25 miles east of Bologna whom he led to promotion to Serie B for the first time in their history. In his previous coaching efforts he'd used the 4-3-3 formation, but the current Scudetto-winning season showed he can be flexible, as all good coaches are. Milan are not going to be remembered as one of the best sides to ever win the Italian title, but they were good enough to overcome flawed opponents like Napoli and Inter by adapting on the run. After starting with a formation which included at least three attacking players, indifferent results and a vulnerability to counter-attacks led Allegri to reshape the side and ultimately settle for a more balanced 4-3-1-2 with an important twist: the central man in the midfield three would not be a creative player like Andrea Pirlo but a defensive type, and this is where the January acquisition of Mark van Bommel from Bayern Munich made a difference; much more so than the arrival of striker Antonio Cassano. With Pirlo out injured, Clarence Seedorf was often moved to the left and Kevin-Prince Boateng pushed forward in an unusual version of the trequartista role which had him both sneak into the penalty area for crucial goal and chase ball-carriers around while the defence reorganised. Allegri even showed his diplomatic skills by gradually shoving aside Ronaldinho, whom owner Silvio Berlusconi had termed "the world's best player" as late as August 2010, but that must not come as a surprise. By mostly sticking to a Christmas tree formation (4-3-2-1) after Berlusconi had reprimanded him for not fielding enough strikers, Carlo Ancelotti had already shown years ago the Milan owner is more bark than bite when it comes to tactical matters. Ronaldinho eventually left for Flamengo with anyone barely noticing and Allegri probably felt even more liberated by that. Not that it showed much: he's rarely, if ever, raised his voice in public or made headlines with his statements, but he's stood his ground whenever he's felt he needed to. In the days leading up to the return derby against rivals Inter in early April, which followed an international break, he pointed out he'd taken a look at the league table from time to time "to check whether we were still first or whether someone had overtaken us" a subtle quip at the fact most of the media had been talking up Inter's revival in a way that seemed to disregard Milan's own achievements. That was perhaps one of the few times the stereotype of the sarcastic Tuscan surfaced. Tuscans, after all, are known throughout Italy for their hot temper and their quick, venomous wit, coupled with an accent that makes them stand out in a crowd of speakers. Although the accent varies as you travel across the region, one common feature is that "c" in front of "a, o, u" is pronounced more like an English or German "h" as in home or heim - and according to a time-worn, silly joke you should test a Tuscan by asking him to say he wants to sip a Coca Cola con la cannuccia (a Coke with a straw). Tuscans generally make good comedians - think Roberto Benigni and countless others - and people from Livorno in particular are seen as especially caustic and hot-tempered, but you wouldn't know it by looking at Allegri now. He's a poacher turned gamekeeper in saying the right things without being insincere and insisting midfielders do what he himself did not like to, by not forgoing their defensive duties. What has the world come to?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1293837679470023183?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1293837679470023183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1293837679470023183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/05/max-allegri-uscito-su-espn-soccernet.html' title='Max Allegri - uscito su ESPN Soccernet mercoledì 18 maggio'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5767158431033692449</id><published>2011-05-17T10:03:00.004+01:00</published><updated>2011-05-17T10:05:40.524+01:00</updated><title type='text'>Dal sito Raisport</title><content type='html'>&lt;a href="http://tinyurl.com/6jxx4kl"&gt;Major League Baseball&lt;/a&gt;, stavolta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5767158431033692449?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5767158431033692449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5767158431033692449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/05/baseball-mlb-al-sito-raisport.html' title='Dal sito Raisport'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5629618930963102246</id><published>2011-05-07T07:19:00.002+01:00</published><updated>2011-05-07T07:19:55.719+01:00</updated><title type='text'>Antonella Clerici in Premier League!</title><content type='html'>Ma no, non è proprio come nel titolo, che è un mezzo scherzo.  Potevamo anche scrivere Benedetta Parodi, o salendo di competenza  Gianfranco Vissani, Simone Rugiati e altri. Però qualcuno avrà capito,  speriamo. Il riferimento è al Norwich City: che per i nostalgici è la  squadra con la cui maglia nel febbraio del 1980 Justin Fashanu segnò  quello stupendo &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=owCt1dGrK2E"&gt;gol&lt;/a&gt;  (controllo di esterno destro ad alzarsi la palla e tiro al volo di  sinistro nell'angolo lontano) contro il Liverpool, per altri il gruppo  che in due anni, con la promozione ottenuta l'altro giorno, è passata  dalla terza serie alla Premier League. Ovvero il campionato che  nell'anno della nascita (1992) - o del semplice passaggio di  denominazione da First Division - vide i Canaries addirittura terzi dopo  essere stati in testa a lungo (l'anno dopo eliminarono il Bayern in  Coppa Uefa poi furono sbattuti fuori dall'Inter). Norwich è una  deliziosa cittadina fuori dai soliti giri - devi insomma andartela a  cercare, al massimo la scorgi da lontano in fase di arrivo o partenza  dall'aeroporto di Stansted se proprio è sereno e hai l'occhio acuto - e  orgogliosa della propria collocazione provinciale, costruita su morbide  colline, arricchita da un centro storico di livello scenico superiore  alla norma delle località inglesi di tale dimensione (135.000 abitanti) e  da una bella cattedrale medioevale, elementi che oltre alla nutrita  scena culturale l'hanno posta tra le quattro candidate ad essere eletta  nel 2013 "Città britannica della cultura", per quel che questo, come  altri titoli decisi da politici, può valere. Intorno, tanto verde,  paesaggi bucolici e vita tranquilla, per chi può permettersela. Si sta  bene, insomma. Ma che c'entra la cucina-show televisiva? C'entra, perché  maggiori azionisti del Norwich City sono i coniugi Delia Smith e  Michael Wynn-Jones, cognome palesemente gallese lui, origini gallesi  pure lei, ma nata in Inghilterra. Nel Regno Unito però basta la parola:  Delia. E tutti capiscono. Perché la Smith, 69 anni, è da almeno tre  decenni il volto televisivo più noto nel campo della gastronomia, più  sostanza che spettacolo, a dire il vero, perché è una cuoca vera, non  una presentatrice travestita da esperta. In poche parole, la Smith è  stata all'origine del fenomeno, invero più modaiolo che pratico, che ha  portato negli ultimi anni gli abitanti del Regno Unito a costruirsi una  cultura gastronomica prima inesistente. Vai nei supermercati e trovi una  sezione di piatti pronti che si chiama gastropub, con un richiamo ai  locali in cui si tende a servire un cibo più variegato e complesso  rispetto alla tradizione: e anche se il piatto solo da infornare e  mettere nel microonde è agli antipodi degli insegnamenti di Delia, che  partivano dal semplice uovo alla coque (eh beh...) cotto però alla  perfezione cronometrica, l'idea generale è che i suoi articoli e  soprattutto i suoi programmi tv abbiano contribuito all'elevazione del  gusto, certo non facilmente riscontrabile se si gira semplicemente per  strada o si frequentano stadi senza andare nei ristoranti interni.  Norwich City, davvero il benvenuto: bello stadio, bei tifosi, bella  città, e pazienza se l'anno prossimo i Canaries verranno trattati dai  media e dalle tv, non solo britanniche, come comprimari, fastidiose  formiche sulla strada del titolo per le varie Manchester United, Chelsea  e Arsenal. Non è nemmeno detto che saranno tali, tra l'altro:  l'allenatore è Paul Lambert, che ricorderete giocatore al Celtic e anche  al Borussia Dortmund (vinse la Champions League nella finale del 1997  contro la Juventus), e l'impronta che ha dato alla squadra negli ultimi  diciotto mesi è impressionante. Curiose le circostanze del suo arrivo,  nel'agosto del 2009: in League One, i Canaries, allenati dall'ex  portiere Bryan Gunn (il titolare in quelle annate di debutto in Premier  League e Coppa Uefa) avevano perso in casa per... 7-1 contro il  Colchester United, la Smith e il marito persero la pazienza e  costrinsero Gunn a lasciare, sostituendolo con Lambert... che era  l'allenatore di quel Colchester U. Appena ottenuta la promozione, la  seconda appunto in dodici mesi, Lambert ha ringraziato Delia e il  marito, «persone per cui sarei disposto a dare la vita». Chi lo sa:  magari alla prima partita contro il Chelsea risentiremo i cori, invero  poco urbani, che nell'ultimo giro del Norwich C. in Premier League,  conclusosi (male) con uno 0-6 sul campo del Fulham all'ultima giornata  della stagione 2004-05, deliziarono gli amanti dell'orrido: irriferibile  lo slogan nella sua interezza, ma diciamo che i tifosi giallo canarino  fecero un gioco di parole tra la loro super cook (cuoca) e il Russian  crook (malvivente russo) proprietario dei londinesi. E a proposito di  cucina, uno che voglia farsi il delizioso e lungo viaggio per Norwich  può davvero approfittarne per mangiare bene, visto che nei ristoranti  interni Delia ha fatto in modo che venisse servito il meglio dei  prodotti britannici e stranieri: c'è persino il pesce affumicato di  Grimsby, da poco certificato dall'Unione Europea come prodotto genuino e  doc come il prosciutto di Parma. (pubblicato su blog.guerinsportivo.it venerdì 6 maggio 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5629618930963102246?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5629618930963102246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5629618930963102246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/05/antonella-clerici-in-premier-league.html' title='Antonella Clerici in Premier League!'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-968015282355469867</id><published>2011-05-04T11:24:00.000+01:00</published><updated>2011-05-04T11:24:34.277+01:00</updated><title type='text'>Best. Video. Ever.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BKBS08rm14s/TcEpM4j9OGI/AAAAAAAAAr0/mJiLYREkOWU/s1600/IMG_0280.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-BKBS08rm14s/TcEpM4j9OGI/AAAAAAAAAr0/mJiLYREkOWU/s320/IMG_0280.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;D'accordo, lamentele senza un fine, perché non cambieranno nulla. Ma mi pare che sia sempre più riscontrabile un fenomeno a mio avviso piuttosto fastidioso, quello dell'uso di iperboli per identificare situazioni poco più che normali, magari divertenti ma, di norma, certamente non indimenticabili. Capita ogni giorno, per chi gira sul web o è attento a segnalazioni altrui. Ti arriva il link al "Best.Video.Ever.", con punteggiatura atta a conferire solennità all'enunciato. O la "picture of the century" (la foto del secolo, tra l'altro iniziato da poco più di un decennio). Funniest video ever. Funniest joke. Ci si prende la briga, pur di far cliccare l'amico, di utilizzare queste definizioni assolute che riflettono i nostri tempi in cui tutto quel che succede davanti ai tuoi occhi diventa automaticamente l'evento più importante che sia mai avvenuto. Stessa mentalità sbrigativa e facilona che ti porta ad andare a pranzo in uno dei 400 ristoranti di pesce della tua regione e raccontare agli amici che "come si mangia lì non si mangia da nessuna parte",&amp;nbsp; a veder sfilare la signorina (all'epoca) Kate Middleton e definirla - così fece un giornalista, noto peraltro per la sua cialtroneria e leggerezza - "le più belle gambe del Regno Unito", come se nel frattempo si fosse provveduto all'analisi delle appendici deambulatorie di tutte le ragazze del reame, e a votare nella squadra ideale della storia un calciatore certamente inferiore ad altri ma che hai visto giocare nella tua epoca. Quando la voglia della frase a effetto sovrasta anche il buon senso. Non ce ne faremo una ragione, ma alla fine conta meno di zero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-968015282355469867?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/968015282355469867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/968015282355469867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/05/best-video-ever.html' title='Best. Video. Ever.'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-BKBS08rm14s/TcEpM4j9OGI/AAAAAAAAAr0/mJiLYREkOWU/s72-c/IMG_0280.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2746070367565626882</id><published>2011-04-11T15:39:00.000+01:00</published><updated>2011-04-11T15:39:54.500+01:00</updated><title type='text'>Millwall-Leeds United</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-b9e04bab525fb9a1" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v3.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Db9e04bab525fb9a1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331901444%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2E537935BB15AF2811200372B9F038D70F4FD0B6.80E87FA0FA6A5CB032C931738FB566F7CAE885DA%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Db9e04bab525fb9a1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DbnuPSxeC-xN1WAOvlAoZoaH7f0w&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v3.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Db9e04bab525fb9a1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331901444%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2E537935BB15AF2811200372B9F038D70F4FD0B6.80E87FA0FA6A5CB032C931738FB566F7CAE885DA%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Db9e04bab525fb9a1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DbnuPSxeC-xN1WAOvlAoZoaH7f0w&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; 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Grazie della pazienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-3361680088607628139?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3361680088607628139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3361680088607628139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/03/qualcosa-di-nuovo-oggi.html' title='Qualcosa di nuovo, oggi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2641358965985645764</id><published>2011-03-16T16:15:00.001+01:00</published><updated>2011-03-16T16:16:43.197+01:00</updated><title type='text'>E adesso si parla di football</title><content type='html'>Qui: &lt;a href="http://www.pigskin.it/"&gt;www.pigskin.it&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://americanbowl.blogspot.com/"&gt;americanbowl.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2641358965985645764?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2641358965985645764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2641358965985645764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/03/e-adesso-si-parla-di-football.html' title='E adesso si parla di football'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7939233675868677358</id><published>2011-03-10T11:37:00.003+01:00</published><updated>2011-03-10T12:46:41.441+01:00</updated><title type='text'>Dammi un virgolettato</title><content type='html'>Jonathan Wilson, eccellente giornalista inglese autore del bellissimo libro Inverting the Pyramid, ha fondato una &lt;a href="http://www.blogger.com/www.theblizzard.co.uk/"&gt;rivista&lt;/a&gt; quadrimestrale dal titolo The Blizzard, che si prefigge uno scopo nobile: parlare di calcio senza limiti di spazio, senza indicazioni dall'alto, senza vincoli o freni, senza controllo, se non ortografico. Bella notizia, di per sé, anche se pensando ad analoghe iniziative italiane spunta il timore che il tutto diventi solo una vetrina per scrittori frustrati che si parlano addosso e si rivolgono inconsciamente l'un l'altro, così come accade in genere in blog (pure questo!) e fanzine. Interessante, perché corrisponde quasi parola per parola al concetto ispiratore del blog che state leggendo e ai dettagli che trovate nel profilo di chi scrive, un passo del testo che Wilson ha scritto per illustrare la genesi della rivista e le motivazioni che lo hanno portato a crearla. Eccolo, in traduzione libera: «a causa della determinazione da parte dei quotidiani di dimostrare di avere un canale preferenziale che i blogger non hanno, l'appetito per un virgolettato [nel gergo, una dichiarazione di un giocatore, un allenatore, un dirigente, chiunque NdR], non importa quanto stupido o banale, e la sete di "notizie" che spesso non sono altro che voci che non possono essere subito smentite hanno travolto qualsiasi altra cosa, e la situazione sta peggiorando». Non è forse quel che scrivo da quando c'è questo blog e dico da molto tempo prima, cioé che l'appiattimento, la ricerca di una dichiarazione a tutti i costi, la frenesia di dire una cretinata, spacciata per notizia, mezzo minuto prima del tuo rivale stanno massacrando il (poco) buonsenso che sopravviveva nel giornalismo (sportivo, ma non solo)? La lettura di certe testate specializzate richiede ormai pochi minuti, ogni giorno, perché se si eliminano i virgolettati senza senso - a volte tratti dai siti web ufficiali dei giocatori, ovvero da una fonte che più diplomatica e demagogica non potrebbe essere - non resta quasi nulla di utile: ieri un pezzo di quasi mezza pagina su una pericolante di serie A avrebbe in realtà potuto consistere nella semplice frase, di un giocatore, «possiamo salvarci», risparmiandoci le altre tre colonne di aria fritta. E non è poi che «possiamo salvarci» sia molto utile. Di tattica si parla poco «perché alla gente interessa altro», e allora vai con le fotogallery di fidanzate o modelle. Ma non c'è altro da aggiungere, perché di questi temi ho parlato anche troppo, e non ci sarei ritornato se non me ne avesse dato spunto Wilson, dimostrando che siamo in pochi, ma non pochissimi, ad avere ribrezzo di come stiano andando le cose. Che poi si riesca a risollevare la situazione è altro discorso. E' impossibile, per la precisione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7939233675868677358?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7939233675868677358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7939233675868677358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/03/dammi-un-virgolettato.html' title='Dammi un virgolettato'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2267222503818169837</id><published>2011-02-25T20:35:00.005+01:00</published><updated>2011-02-25T20:46:34.781+01:00</updated><title type='text'>Son fischi ma scrivon fiaschi</title><content type='html'>Non ho seguito minimamente la vicenda di CalTech, università che ricordo solo per un divertente pezzo di Sports Illustrated di una ventina di anni fa sulla squadra di football, inetta. Mi segnala però il solito brillante Andrea, che - più furbo di tutti noi - è all'estero ormai da un po', che i quotidiani italiani hanno parlato all'unanimità di CalTech finalmente vittoriosa dopo 310 sconfitte consecutive. Non avendo nemmeno letto la notizia sui siti americani, è solo grazie ad Andrea che ho scoperto che hanno sbagliato tutti quelli che in Italia l'hanno riportata: perché le sconfitte erano quelle contro squadre della propria conference, non in assoluto. Bastava guardare il sito del college, operazione che richiederà un paio di minuti al massimo, per verificare che in questi 26 anni CalTech di partite in realtà ne ha vinte; semplicemente, non all'interno della propria conference. Come fa osservare Andrea, "in USA se uno fa una cosa così perde il lavoro". Da noi non solo non lo perde (magari neanche ce l'ha, perché certe notizie vengono appaltate agli ultimi arrivati, agli stagisti a costo zero), ma non verrà mai neppure ripreso dai propri capi. Che a loro volta dovrebbero accorgersi dell'errore, per farlo notare a chi l'ha commesso. Figuriamoci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2267222503818169837?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2267222503818169837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2267222503818169837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/son-fischi-ma-scrivon-fiaschi.html' title='Son fischi ma scrivon fiaschi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8580022068260879027</id><published>2011-02-22T17:01:00.004+01:00</published><updated>2011-02-22T19:20:43.551+01:00</updated><title type='text'>Fammi felice. Retwittami!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-7IPQnmX4h7A/TWP7Trjz4RI/AAAAAAAAAqs/PVVqt_tyFP4/s1600/tweet.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 107px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-7IPQnmX4h7A/TWP7Trjz4RI/AAAAAAAAAqs/PVVqt_tyFP4/s200/tweet.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576577079143817490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'illusione del contatto diretto, quasi amichevole, con il proprio idolo è una delle ossessioni del tifoso comune, quello cioé che in genere non ha mai afferrato il concetto secondo il quale più vicini si è all'oggetto della propria adorazione più facile è che tale adorazione svanisca. Perché si scopre la semplice umanità di chi si riteneva un semidio. E la semplice umanità, nei difetti e nelle quotidianità, rischia di essere uno schiaffo per chi immaginava scenari idilliaci per il proprio idolo, che viene idealizzato come sempre buono, sempre bello, sempre gentile e, quando va male, quando cioé mostra doti opposte, come anima tormentata in giustificata lotta contro il Sistema, qualunque sia la sostanza di tale Sistema: se giocatori di basket al limite dell'illegalità diventano eroi popolari solo per convenienti ed espliciti atteggiamenti anti-establishment, si comprende come i meccanismi di creazione dell'affetto siano a volte parecchio contorti.&lt;br /&gt;L'adorazione spesso si traduceva (e si traduce) nella ricerca di una stretta di mano; di una foto in posa; di un autografo; di una maglia lanciata. Ma la tecnologia ha aumentato le opzioni: ora si può diventare amici su Facebook, e followers su Twitter. Nuova frontiera, apparentemente diretta ma subdola: perché se avere una risposta personale e circostanziata da un vip di cui si è follower è una chimera, avere un retweet, cioé sostanzialmente la reimmissione in circolo del messaggio che si è inviato, è la frontiera più accessibile e al tempo stesso più esaltante, apparentemente. "Please retweet me" è diventata l'implorazione più abituale: per un compleanno, un onomastico, un'occasione speciale, un retweet è diventato la metaforica asticella alla cui altezza viene misurato il grado di familiarità e ascolto che un vip può darti. Ma è un'asticella vuota come una cannuccia: perché un vip (continuo per comodità ad usare questa orrida sigla) che retwitta non fa altro che cliccare su una parolina, e dunque compie uno sforzo microscopico, certamente inferiore a quello di un finto sorriso in una foto in posa o di un lieve spasmo muscolare per un cinque alto o una stretta di mano. Si crea dunque l'illusione della prossimità emotiva, quando invece il distacco è ancora maggiore che non in passato ma ben mascherato: perché nello spazio dei social network a tenere lontano il vip dall'ammiratore, cioé da quello senza il quale nessun vip sarebbe tale, non ci sono guardie del corpo con auricolare ascellare, c'è solo (solo?) il mondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8580022068260879027?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8580022068260879027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8580022068260879027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/fammi-felice-retwittami.html' title='Fammi felice. Retwittami!'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-7IPQnmX4h7A/TWP7Trjz4RI/AAAAAAAAAqs/PVVqt_tyFP4/s72-c/tweet.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6235389581164738652</id><published>2011-02-22T11:35:00.006+01:00</published><updated>2011-02-22T11:58:20.625+01:00</updated><title type='text'>Il muro della vergogna</title><content type='html'>Due delle ultime quattro case editrici/emittenti per cui ho lavorato o collaborato (per basket e football USA) mi devono complessivamente, ormai da mesi, alcune decine di migliaia di euro - una somma per me (e per chiunque) spaventosa ed estremamente condizionante nella vita di tutti i giorni... quando non c'è. Che fare, considerando che le vie legali, già percorse grazie a professionisti/amici di grande umanità e competenza, hanno avuto (prevedibile) successo ma non hanno prodotto che miseri risultati pratici? E' una domanda retorica, ovviamente. Chiamiamolo sfogo, tanto per cambiare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6235389581164738652?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6235389581164738652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6235389581164738652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/il-muro-della-vergogna.html' title='Il muro della vergogna'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4042896858042110325</id><published>2011-02-21T17:32:00.004+01:00</published><updated>2011-02-21T17:45:39.564+01:00</updated><title type='text'>West Coast Offense</title><content type='html'>Brano da Los Angeles di cronaca non specialistica ma di testata prestigiosa, giratomi da un amico e collega che, purtroppo per lui, la pensa come me sulle questioni di cui ho recentemente parlato, e dunque nel leggere certe cose si infuria: "Lo chiamano 'Black Mambà perché il suo basket ha qualcosa di magico, incanta spettatori e avversari. È grazie a questa sua 'magia nerà che Kobe Bryant per la quarta volta in carriera si è aggiudicato il titolo di Miglior Giocatore nell'All Star Game, la partita-spettacolo che vede ogni anno negli Stati Uniti una selezione di eccellenze della East Conference giocare contro quella della West Conference. Bryant allo Staples Center di Los Angeles ha portato al successo la West Coast per 148-143. James è stato l'unico giocatore in campo a realizzare - come si dice in gergo - una 'triple double digit’"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4042896858042110325?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4042896858042110325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4042896858042110325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/west-coast-offense.html' title='West Coast Offense'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1983540252286738302</id><published>2011-02-14T17:58:00.009+01:00</published><updated>2011-02-14T18:20:06.386+01:00</updated><title type='text'>Il corrispondente imballato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ZSjhzUiNbw4/TVli_9ZRiZI/AAAAAAAAAqk/DkFfmy84kyw/s1600/DSCN9737.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZSjhzUiNbw4/TVli_9ZRiZI/AAAAAAAAAqk/DkFfmy84kyw/s200/DSCN9737.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573594864799549842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Terza puntata di un piccolo pamphlet online sul mondo dei media, privo di scientificità (e inutile come tutti gli approfondimenti basati, almeno nelle intenzioni, sul buon senso) ma zeppo di esperienze dirette o indirette, ovvero raccontate da persone fidate che hanno commesso come me, per ingenuità o false informazioni ricevute, l'errore di intraprendere una professione nel campo della comunicazione neutrale.&lt;br /&gt;Raccontando un banale ma significativo aneddoto, verificatosi non in ambito italiano - per carità! - ma in quello di una nazione sottosviluppata come la Stupidia, che certo con l'Italia ha poco a che fare. Mettiamo che A e B siano due corrispondenti da una importante capitale straniera di altrettante grandi testate con sede proprio in Stupidia. Per motivi legati al fuso orario iniziano la giornata già con il fiatone, perché quando da loro è ora di colazione in Stupidia è già mattina inoltrata e le redazioni sono già in attività, specialmente quelle televisive. A e B si alzano, sfogliano tutti i giornali, consultano le loro fonti e inviano ai capiservizio o ai capiredattori le proposte della giornata. A volte serie, a volte più leggere. Sono persone coscienziose e si sono preparate rapidamente ad analizzare la situazione politica ed economica locale, della quale erano ignare, in quanto paracadutate in quelle sedi non per competenza precedente dei luoghi ma per - come dire? - decisione dall'alto, resa più accettabile all'opinione pubblica, se mai fosse interessata a tali risvolti, dal fatto che si tratta di giornalisti di esperienza e bravura. Solo che A e B sono insofferenti: inviano ai loro capi proposte interessanti, magari un servizio sulla degenerazione dei comportamenti giovanili o quello dell'afflusso di residenti russi in determinate aree della capitale, salvo vederseli respingere, e chiedere invece la notizia del gattino che canta l'inno nazionale o la vecchietta che gira di notte vestita da Wonder Woman. Scemenze assolute, mortificanti per chi abbia un po' di professionalità. Ma perché vengono chieste al posto di servizi seri? Perché in Stupidia - nazione che fortunatamente non ha nulla a che fare con la serissima Italia, dove certe cose MAI accadrebbero - alcune prestigiose testate, nella loro versione online, già da metà mattinata hanno parlato del gatto che canta e della vecchietta che si traveste, copiando pari pari, a volte senza neppure citare la fonte o citandola trasversalmente (il trucco è riportare una dichiarazione e aggiungere "ha detto al [nome del giornale]"), da quotidiani locali letti sul web, magari da uno di quelli popolari cui tali testate vip guardano con disprezzo, salvo saccheggiarli per curiosità e idee. Stufi di questo andazzo, che penalizza il loro lavoro e li costringe a pezzi o servizi che mortificano la loro professionalità e li ridicolizzano di fronte a telespettatori e lettori ignari dei retroscena, A e B fanno visita a C, che di una di quelle testate è corrispondente dalla medesima città, e gli fanno questa richiesta: «per favore, di' ai tuoi capi in Stupidia che la smettano di infilare nel sito quei pezzi cretini  e copiati. I nostri capi li leggono e invece di accettare le nostre proposte un po' più serie ci chiedono di riprenderli». Com'è andata a finire? Non si sa. A Stupidia - certamente non in Italia, dove si supporta in ogni modo il lavoro dei corrispondenti e li si pone in condizione di lavorare al meglio senza farli correre a intervistare il politico stupidiano in visita - conta soprattutto risparmiare, e allora sarebbe anche logico decidersi: o si tiene un corrispondente e lo si mette in grado di lavorare dignitosamente, o lo si riporta a casa e si sceglie la strada del copia-traduci (non sempre bene)-incolla, praticabile anche da chi non abbia mai messo piede nella nazione in questione. In Italia, per fortuna, non abbiamo di questi dilemmi. Poveracci, però, quelli di Stupidia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1983540252286738302?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1983540252286738302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1983540252286738302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/il-corrispondente-imballato.html' title='Il corrispondente imballato'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ZSjhzUiNbw4/TVli_9ZRiZI/AAAAAAAAAqk/DkFfmy84kyw/s72-c/DSCN9737.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-543236091588508460</id><published>2011-02-14T08:20:00.006+01:00</published><updated>2011-02-21T17:38:06.051+01:00</updated><title type='text'>E' passata la cometa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-uILbgCIsOk4/TVld0iLfaTI/AAAAAAAAAqc/NUxfmOKJ1ts/s1600/cometa00.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 158px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-uILbgCIsOk4/TVld0iLfaTI/AAAAAAAAAqc/NUxfmOKJ1ts/s200/cometa00.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573589170957281586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da bambino mai cresciuto, e zavorrato da una fortissima nostalgia dei primi anni Settanta, amo astronomia, astronautica e spazio come facevo a 5 anni, salvo avere rinunciato ad una carriera lassù una volta che scoprii che non bastava guardare dentro ad un telescopio e saper saltellare a gambe larghe sulla Luna, per fare l'astronomo e l'astronauta. Ancora oggi sogno il giorno in cui si potrà viaggiare nello spazio a costo irrisorio (un sogno, appunto) e una delle emozioni più grandi degli ultimi decenni avrebbe potuto essere, per me, il decollo dello Shuttle cui ero andato ad assistere nel giugno del 2009 a Cape Canaveral, trovandomi fortuitamente in zona per la finale NBA. Il verbo riflette quel che fu, anzi non fu: partenza della navetta annullata per cattive condizioni atmosferiche, ed esperienza limitata ad un finto decollo in simulatore, pochi secondi nei quali capii che forse per salire oltre l'atmosfera terrestre non basta nemmeno avere uno stomaco ben blindato. Nell'aprile del 1997, di ritorno da una trasferta americana, scelsi per il volo Boston-Francoforte un posto sul lato sinistro, a finestrino, appositamente per poter vedere per tutta la notte lì fuori, come se potessi toccarla, la cometa Hale-Bopp, che mi fece compagnia splendida per tutto il viaggio, fino a che l'alba non la sciolse alla vista. Le comete, quelle visibili, quelle belle, quelle che vorrei che mi portassero con sé anche se sono antiestetici grumi di materia, passano ad anni, anche decenni di distanza, e ricordo ancora il turbamento nel 1986 quando seppi che la cometa di Halley, una sorta di mito della mia infanzia, non l'avrei mai più rivista, dato che il suo prossimo passaggio è previsto nel 2061 e che le ci vorranno ancora 12 anni per raggiungere (2023) l'afelio, ovvero il punto di massima distanza dal sole. E' facile pensare che al sopraggiungere di Halley, magari già nel 2059 o 2060, riprenderà sui media l'interesse per questo esaltante fenomeno celeste, e ci sarà l'equivalente odierno di speciali tv (esisterà?), inserti nei giornali (esisteranno?) e tutto quanto possa servire a informare e a preparare gli esseri umani, a partire dagli scolari e dagli studenti, all'evento in arrivo. Una cometa, in fondo, è una cosa importante.&lt;br /&gt;Il Super Bowl, invece, non dev'esserlo, a giudicare dall'attenzione dei media. Che lo trattano proprio come un corpo celeste che periodicamente compaia quasi all'improvviso poi scompaia, repentinamente come è arrivato, forse più meteorite che cometa, che se non altro è (relativamente) lenta. Solo che al contrario di un corpo celeste o di un'elezione politica in un importante paese straniero, che qualche testata si degna ancora di coprire con qualche giorno di anticipo, il Super Bowl pare non avere né origine né seguito, per chi lo conosce solo attraverso i media generalisti italiani. Spunta, una volta l'anno, poi svanisce. Nessuno che provi mai a spiegare al lettore medio come sia nato, come si sia evoluto, come risalti nel panorama sportivo e sociale americano; nessuno che vada mai oltre la caratterizzazione istantanea dei protagonisti, per cui James Jones è l'ex senzatetto e Troy Polamalu è quello con i capelli lunghi e coperti da polizza assicurativa (che è poi già qualcosa, come approfodimento); nessuno che, nel fervore dei titoli da "l'America si ferma", si renda mai conto che i dati di ascolto, seppur esaltanti, indicano che MENO del 50% delle abitazioni americane è sintonizzato ogni anno sul canale della partita. La cometa passa, e non si fa in tempo ad etichettarla, né se ne ha la voglia: programmando pezzi da 40 righe o servizi da neanche due minuti, le testate generaliste non possono spingersi più in là dei pezzi preconfezionabili da chiunque, anche non esperto di football. Basta buttare dentro i dati sugli ascolti, sul costo degli spot pubblicitari, su quello dei biglietti, citare il palmarés delle due finaliste e i loro migliori giocatori, infilarci l'identità degli artisti cui è affidata l'esecuzione dell'inno nazionale e dello spettacolo all'intervallo e le 40 righe sono già finite, senza andare più in là di dati copiabili da qualsiasi volonteroso, e forse non serve nemmeno una particolare volontà.&lt;br /&gt;Mai che si vada oltre, appunto. E non sarebbe impossibile farlo, non solo perché qualche esperto in giro, gente che suda da anni per restare al passo, c'è: ci sarebbero anche gli spazi, se esistessero capiredattori o capiservizio dotati del minimo di coraggio per andare oltre pezzi di aria fritta su argomenti scontati, contando magari sul fatto che una domenica mattina di inizio febbraio ci può essere una vasta fetta di popolazione che, chiusa in casa per il freddo, avrebbe anche tempo di leggere qualcosa di lievemente approfondito. Eppure, chi spera in un cambiamento della situazione, in futuro, si rassegni: una volta, per paradosso, andava meglio. Conservo ancora una INTERA pagina, ed erano pagine di giornale tradizionale, non quelle ridotte-tabloid di oggi, che un quotidiano sportivo riservò nel 1986 al Super Bowl tra Bears e Patriots. 1986, ripeto. Sono passati 25 anni tondi, il Super Bowl lo vediamo bene o male su tre canali diversi, siamo in grado di non perderci una sola partita di regular season grazie a GamePass ma sul piano generalista siamo ridotti al passaggio della cometa, una volta l'anno, per sentirci dire che è luminosa, e poco più. Lo può fare anche un bambino delle elementari, e a leggere certi pezzi viene il sospetto che sia così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-543236091588508460?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/543236091588508460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/543236091588508460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/e-passata-la-cometa.html' title='E&apos; passata la cometa'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-uILbgCIsOk4/TVld0iLfaTI/AAAAAAAAAqc/NUxfmOKJ1ts/s72-c/cometa00.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7490378459791733878</id><published>2011-02-11T06:49:00.012+01:00</published><updated>2011-06-17T09:15:51.439+01:00</updated><title type='text'>Gli occhi del cronista al tempo di Internet</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-nFxKXQgBXxM/TVi_R3lAhpI/AAAAAAAAAqU/V1xVgle23L8/s1600/DSCN9763.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573414852568843922" src="http://2.bp.blogspot.com/-nFxKXQgBXxM/TVi_R3lAhpI/AAAAAAAAAqU/V1xVgle23L8/s200/DSCN9763.JPG" style="cursor: pointer; float: right; height: 150px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con tante scuse a chi questi discorsi li sente ormai da più di 15 anni, mi ritrovo ora, al termine della trasferta probabilmente più esaltante e più faticosa delle 17 che ho fatto al Super Bowl dal 1988 ad oggi, a riprendere concetti di fine secolo scorso per approfondire quanto emerso nei giorni passati. Giorni in cui ho trascorso una quantità di tempo insana al computer ma ho prodotto pochissima scrittura ad uso esterno, dedicandomi piuttosto alla trasmissione su Twitter di decine, forse centinaia, di messaggi con e senza fotografie allegate. Che sono piaciuti, pare molto. Il primo punto è questo, e da esso discende tutto il resto: raramente si è trattato di foto "esclusive", foto cioé che con un'accurata ricerca non sarebbe stato possibile trovare altrove. Ma quel che, credo, ha fatto la differenza non era la loro qualità artistica, spesso invisibile, né la documentazione di momenti rari: era che le avevo fatte io, cioé una persona con nome e cognome precisi, e che alle poche decine di Tweeps che le hanno viste è dunque parso di ricevere qualcosa di prezioso, con un filo diretto tra l'Italia e Dallas. Non ci vuole un artista o un genio a fotografare Tramon Williams con indosso due cappellini uno sopra l'altro, per il freddo, o a riferire per iscritto la scena. Ma quando lo fa una persona fisicamente identificabile l'esperienza neutra diventa esperienza viva, e si trasfigura nella banale conferma del freddo cane che faceva in quei giorni.&lt;br /&gt;E dunque vado ad una quindicina di anni fa, quando il web divenne parte abituale della vita e nacque in molti - specialmente amministratori, direttori editoriali e direttori - l'idea che i giornali, da quel momento in poi, non avrebbero avuto più la necessità di mandare inviati in giro per il mondo, perché l'informazione era già accessibile via web; e dunque sarebbe arrivata semmai l'era del commento, più che del reportage. Io espressi subito parere contrario a questa mentalità. La mia idea era questa: se la medesima notizia è accessibile a tutti, se non è più importante essere i primi a sapere com'è finita Kansas City-Oakland perché puoi avere le statistiche in tempo reale e leggere il tabellino dieci minuti dopo la fine della partita, se - ci volle qualche anno, però, con l'arrivo del video in streaming - non fa più la differenza avere visto la gara stessa perché la può vedere chiunque, se dunque il fatto in sé (statistiche, tabellini, svolgimento della partita) è accessibile a tutti, diventa non inutile ma ANCORA PIU' IMPORTANTE avere qualcuno in loco. Perché a parità di informazioni neutre e fredde, la differenza la possono fare l'occhio, la testa, il cervello di chi è lì e coglie una quantità di sfumature che nessuno altro può carpire. Ricordo che tormentai parecchie persone, del tutto disinteressate a questi concetti, proprio su questo punto: nonostante l'esperienza dica diversamente, anche un deficiente, se è ad un avvenimento sportivo, può notare piccole cose che sfuggono a chi è a casa. E allora i media, a mio avviso, avrebbero dovuto accentuare il loro impegno di copertura di un evento: prima, se avevi accesso ad una trasmissione in bassa frequenza (o con una parabola mobile, in epoca di feed non criptati) di una partita invisibile al grande pubblico potevi teoricamente anche startene a casa e scrivevi quel che nessun altro vedeva. Ora, anche Sporting Cristal-José Galvez puoi vederla sul web, e dunque che senso ha fermarsi al risultato o a due righe di commento che potrebbe fare qualsiasi lettore dal divano di casa? Perché mai - e succede MOLTO spesso nelle sale stampa degli stadi italiani, anche a causa del dominio delle televisioni sugli altri media - riportare su un giornale le parole pronunciate da un allenatore ai microfoni di Sky nel dopopartita, quando una percentuale alta di lettori le avrà già sentite in diretta?&lt;br /&gt;La mia idea era, e resta, questa: grazie al web i fatti sono noti e dunque diventa PIU' IMPORTANTE, non inutile, avere una presenza sul posto. Meglio se competente, ovvio. Una presenza che ti porti in casa qualcosa di saggio, di approfondito, semplicemente di diverso. Vivere l'esperienza dal vivo dà solo vantaggi, anche se è costoso e dunque si scontra con le risorse a disposizione dei media, specialmente della carta stampata (che dà poi però 3000 euro ad articolo ai prìncipi della banalità ben scritta, ma questo è altro discorso): dai qualcosa di tuo, di unico al lettore, che la partita l'ha vista come te e forse meglio, avendo a disposizione i replay.&lt;br /&gt;E' il motivo per cui, nonostante la crescente noia (sì, noia) di una manifestazione enormemente sopravvalutata, ho continuato ad andare alla Final Four NCAA pur avendo un posto a sedere a decine di metri dal campo e senza monitor per i replay: la partita la vedevo senz'altro peggio di qualunque spettatore italiano, ma ero già lì al giovedì sera, il venerdì mattina seguivo la premiazione del Giocatore dell'anno e subito dopo l'allenamento pubblico delle squadre, inutile dal punto di vista tattico ma accessoriato della possibilità di un colloquio con i giocatori; il sabato si poteva parlare con vincitori e sconfitti, la domenica con i finalisti, il lunedì con chiunque, avendo un po' di pazienza. Ed era quella miscela di dialoghi personali e aneddoti raccolti con le orecchie aperte e gli occhi attenti a fare la differenza, non la partita in sé.&lt;br /&gt;E allora - ma questo concetto lo riprenderò in un altro ragionamento - ecco che avere una persona in loco vuol dire produrre contenuti giornalistici unici, che piacciano o meno, e sfuggire alla logica dei pezzi-fotocopia che specialmente nelle occasioni delle grandi manifestazioni sportive americane sono atrocemente diffusi, nell'indifferenza di capiredattori e direttori unicamente intenti a non scontentare chi fa i conti e non comprende, totalmente cieco com'è alla qualità, che il risparmio di oggi, ovvero il pezzo fatto fare dal ventenne che sbrodola al solo pensiero di poter dire agli amici "ho fatto un pezzo sul Super Bowl" (quando si ricorda di scriverlo staccato) in cui generalmente butta dentro tutti i cliché possibili, si traduce nei fenomeni visibili giorno dopo giorno: la disaffezione del lettore meno rozzo, la produzione di articoli tutti uguali che anche il lettore stesso potrebbe comporre con un po' di studio, la crescente sicurezza nelle proprie tesi di chi, nell'era moderna, sostiene che ormai a distinguere chi genera informazione e chi la consuma sia solo uno status spesso predeterminato da contratti e privilegi, piuttosto che la messa in pratica, in loco e con i meccanismi razionali giusti, di una competenza maturata nel tempo. La barca affonda, l'orchestrina suona sempre le stesse note, in fotocopia sbiadita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7490378459791733878?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7490378459791733878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7490378459791733878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/02/gli-occhi-del-cronista-al-tempo-di.html' title='Gli occhi del cronista al tempo di Internet'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-nFxKXQgBXxM/TVi_R3lAhpI/AAAAAAAAAqU/V1xVgle23L8/s72-c/DSCN9763.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8803440279392273992</id><published>2011-01-30T14:53:00.006+01:00</published><updated>2011-02-01T18:58:02.283+01:00</updated><title type='text'>Forza, vieni a Dallas</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TUYEyo1sCAI/AAAAAAAAAqI/SFTkierO6CM/s1600/J.R.-Ewing.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 156px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TUYEyo1sCAI/AAAAAAAAAqI/SFTkierO6CM/s200/J.R.-Ewing.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568143257292769282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Due considerazioni di segno opposto, che nascono dal viaggio che sto per intraprendere, in condizioni invero particolari, al Super Bowl. Segno opposto ma identica radice, in una parolina che è alla base di ogni vera sciagura del mondo: ignoranza. Interpretata di volta in volta come assenza di cultura, di sensibilità, di buon gusto, di rispetto.&lt;br /&gt;Marketing vuole che questo sia il "North Texas Super Bowl", dal consorzio di città (Dallas, Arlington, Fort Worth, Denton, Frisco, Irving e altre) che contribuiranno in varie forme alla settimana di manifestazioni e alla partita, ma si fa prima a dire Dallas, come epicentro di tutto. E qui incominciano a farsi sentire le dolenti note. Perché a sentire "Dallas" quasi tutte le persone pensano alla serie di telefilm di quasi 30 anni fa; oppure si immaginano uno scenario di colline brulle se non in stile Monument Valley, cespugli rotolanti (i tumbleweeds), cactus, magari canyon, lunghe strade dritte sbocconcellate ai due lati dal deserto, mandrie, pozzi di petrolio, villaggi fantasma. Ultim'ora: non è vero niente. O quasi: nel senso che certi scenari si trovano, e ovviamente non tutti, nella parte occidentale del Texas, quella che come recita un'antica canzone country immette nelle "badlands of New Mexico". E qui dovrei tornare al motivo per cui pur andando abbastanza regolarmente al cinema ho un'antica diffidenza verso quel mondo, e soprattutto verso l'influenza negativa che il cinema ha sulle persone. Mi si dirà: se uno basa le proprie conoscenze su un film e non si cura mai di approfondire, che colpa ne ha il mondo del cinema? Vero: magari però si potrebbe fare maggiore attenzione a non diffondere luoghi comuni che spesso nei film vengono amplificati, piuttosto che emendati, dunque aumentano l'ignoranza, invece di soffocarla. Presente quell'impalpabile opera uscita mesi fa in Italia, in cui Julia Roberts visitava un'Italia improbabile, costituita da gente i cui pranzi durano quelle 3 ore che in mezzo mondo pensano essere abitudine italiana? Ecco: ma non è che gli stereotipi che il cinema diffonde sugli Stati Uniti siano meno biechi. E allora l'italiano medio consumatore di molti film e fumetti ma pochi libri e documentari pensa a Dallas e immagina scenari desolati alla Tex, credendo poi che in città siano tutti petrolieri e che il Southfork Ranch sia uno dei luoghi cardine del panorama locale. Qualcuno dei più anziani potrà avere in mente anche l'assassinio di John Kennedy, uno degli episodi di maggiore risonanza per la generazione cresciuta subito la Seconda Guerra Mondiale, ed è già comunque un passo avanti perché si tratta di un episodio profondamente storico, non di finzione verniciata da realtà. Ma il dato di fatto è questo: la quasi totale maggioranza delle persone di cultura media, diciamo cultura popolare, ha di Dallas e del Texas un'idea grossolana e generica.&lt;br /&gt;E grossolano e generico, per non dire offensivo, è anche l'altro atteggiamento che nasce nelle medesime circostanze segnalate all'inizio, ovvero quando del viaggio viene a sapere un interlocutore ignaro dei meccanismi del lavoro di giornalista. «Ma non ti porti anche tua moglie?» è spesso la reazione. No, caro, non la porto, e sai perché? Perché vado a lavorare e giro per tre quarti della giornata in aree riservate alla stampa: e allora dove va un'accompagnatrice o un accompagnatore che non ha accredito? Va a spasso da sola tutto il giorno? Aspetta nella hall dell'albergo? Dorme? Faccio l'esempio dello scorso anno, a Miami-Fort Lauderdale, con la spedizione RAI: la giornata, dopo la colazione, comprendeva il tragitto verso i due hotel delle finaliste, uno dopo l'altro, per poi includere un paio di ore di riprese e interviste e, dalle 15/16 circa, il ritorno nella camera destinata a sala di montaggio, o alternativamente nel box riservato nel parcheggio dello stadio. Il montaggio di 2-3 servizi, comprendente anche il doppiaggio delle voci degli intervistati, si prolungava spesso fino alle 21/22 ora locale, e solo al termine, verificato che i servizi erano arrivati a destinazione e che era stato contemporaneamente inviato per email a più persone il testo di introduzione, si poteva andare a cena, in alcuni casi rischiando di trovare chiuso perché - sorprenderà - anche nella raffinata Fort Lauderdale i ristoranti ancora aperti dopo le 23 non erano molti. Anzi, passò qualche giorno prima che la cena consistesse in qualcosa di estraneo al bar interno dell'hotel, perché una volta fattesi le 22 non è che ci fosse poi tutta questa voglia di uscire, considerando l'inevitabile alzata di primo mattino poche ore dopo. Niente di drammatico, specialmente per un non buongustaio come il sottoscritto, ma la domanda ritorna: in tutto questo scenario, che senso avrebbe trascinarsi dietro una moglie o una fidanzata sapendo di non poterla vedere per gran parte della giornata? Nessuno. Sarebbe anzi una bieca esibizione di egoismo e cattiveria, perché le si infliggerebbero lunghe ore di noia e attesa. Alla base di tutto c'è dunque l'idea, irrispettosa, che chi fa queste trasferte abbia tutto il tempo che vuole e tutta la libertà che desidera. E invece no: non si sta dicendo qui che siano compiti gravosi o odiosi, anzi rappresentano uno dei pochi momenti in cui chi fa un certo tipo di giornalismo si sente vivo e utile, ma si vuol far capire semplicemente che assumono caratteristiche ben definite, e certamente distanti dalla vacanza. Non per nulla da anni non accetto più "liste della spesa" che comprendano oggetti estranei al mondo dello sport: finché si tratta di gadget legati alla manifestazione può andare, dal momento che te li trovi sotto il naso ogni dieci passi, ma tutto il resto, dalla felpa del celebre negozio di moda alla scatola di biscotti, che richiede un'uscita dai percorsi sportivo-lavorativi, diventa un impegno gravoso perché ti sottrae tempo che in genere non hai, così come quasi mai puoi permetterti di visitare musei o vedere realmente, al di là di rapidi sguardi dal bus che ti porta allo stadio o all'hotel, un monumento celebre. Pazienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8803440279392273992?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8803440279392273992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8803440279392273992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/01/forza-vieni-dallas.html' title='Forza, vieni a Dallas'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TUYEyo1sCAI/AAAAAAAAAqI/SFTkierO6CM/s72-c/J.R.-Ewing.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8495339754577961353</id><published>2011-01-25T22:17:00.002+01:00</published><updated>2011-01-25T22:21:51.372+01:00</updated><title type='text'>Gregg Easterbrook, ancora</title><content type='html'>Nella parte finale del suo &lt;a href="http://sports.espn.go.com/espn/page2/story?page=easterbrook/110125_tuesday_morning_quarterback&amp;amp;sportCat=nfl"&gt;pezzo&lt;/a&gt; su ESPN Easterbrook fa una distinzione interessante, e condivisibile:&lt;br /&gt;&lt;p&gt;When a team has a bad season, from a marketing standpoint, it's  important to give fans reason to imagine next autumn will be different  -- bearing in mind that 90 percent of NFL ticket sales happen in the  winter. So you fire a couple of assistant coaches and bring in new ones,  as if offensive coordinator X will have some incredible knowledge that  offensive coordinator Y lacked. Or you announce a switch from a 3-4 to a  4-3, or a 4-3 to a 3-4. This gives sports radio something to talk about  through those lonely winter months and helps create hope that next  season will be dramatically different from last season. If a coach or  general manager says, "We need to acquire better players, practice  sharper and hope for good luck on game day," that doesn't have  ticket-sales appeal. If he says, "We're making a dramatic switch to the  3-4," that might inspire enthusiasm. It sounds decisive.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;The  worst is when NFL teams say, "Next year we're switching to the West  Coast offense." Once an innovation, the West Coast philosophy today is  reflected to some degree in all NFL offenses -- the term now has little  or no meaning, except in promotion. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8495339754577961353?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8495339754577961353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8495339754577961353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/01/gregg-easterbrook-ancora.html' title='Gregg Easterbrook, ancora'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8223337098429079963</id><published>2011-01-09T15:04:00.004+01:00</published><updated>2011-01-09T15:13:18.488+01:00</updated><title type='text'>Senza parole</title><content type='html'>Dio solo sa quanto siano ingiustificate, spesso, le richieste/pretese di giornalisti vip, viziati e riveriti, di cui NON si deve avere rispetto. Qui di seguito però non si parla di vip ma di gente che ha voglia di lavorare, che fa turni lunghi e spesso scomodi e che però non è messa nelle condizioni di svolgere il proprio mestiere e dunque, pur se lontano da simpatie sindacali - come sa del resto chiunque mi conosca - ricevo, come dicono quelli bravi, e volentieri pubblico questo comunicato:&lt;div&gt;&lt;div&gt;"Domani, lunedì 10 gennaio, sarà deciso il destino di Dahlia Tv e con esso quello di almeno 150 lavoratori. Una sorte che vorremmo non fosse già segnata da ciò che appare come un'incontrovertibile certezza: lunghissimi silenzi e inspiegabili interrogativi dal giorno in cui il palinsesto ha subìto un drastico ridimensionamento. Una riduzione (decisa da Filmmaster Television, l’azienda che in outsourcing produce e manda in onda l’intera offerta sportiva di Dahlia Tv e che lamenta il mancato pagamento degli emolumenti necessari per il prosieguo della produzione) che ha innescato conseguenze drammatiche come il mancato rinnovo di tutti i contratti in scadenza alla fine del 2010, il taglio di alcuni rami produttivi e la prospettiva di un futuro che ad oggi appare nerissimo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Domani il cda di Dahlia Tv potrebbe porre fine ad un’avventura iniziata, sotto ogni buon auspicio, meno di due anni fa. Una storia di lavoro animata prevalentemente dalla passione di ciascuno dei dipendenti dell’indotto, gli stessi che il 17 dicembre scorso avevano lanciato un appello che non ha avuto alcuna risposta. Nonostante la grave situazione i giornalisti e l’intero corpo produttivo hanno preferito non tradire i propri telespettatori abbonati garantendo comunque i servizi essenziali e non ricorrendo al diritto di ogni lavoratore allo sciopero che avrebbe penalizzato ulteriormente quanti hanno scelto di sottoscrivere un abbonamento a Dahlia Tv.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un’agonia iniziata in silenzio l’estate scorsa con l’inspiegabile perdita di tre squadre importantissime per il bouquet di Dahlia: Palermo, Bologna e Fiorentina, rispettivamente la quinta e la settima città d’Italia per popolazione e la squadra tra le più autorevoli fra quelle dell’offerta. Una diaspora pesantissima a favore del diretto (e potentissimo) competitor che ha innescato un’emorragia di abbonati e l’inizio della fine di un progetto che appariva ambizioso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Domani i dipendenti di Filmmaster Television e le loro famiglie [anche i collaboratori, aggiungo io!], seguiranno l’evolversi di una vicenda che potrebbe implementare la lunghissima lista di disoccupati nel settore dell’editoria radiotelevisiva. Lo faranno in silenzio, garantendo la copertura del servizio, auspicando però che almeno qualcuno raccolga questo appello".&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8223337098429079963?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8223337098429079963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8223337098429079963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/01/senza-parole.html' title='Senza parole'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1273720392173690790</id><published>2011-01-09T14:58:00.002+01:00</published><updated>2011-01-09T15:04:07.133+01:00</updated><title type='text'>Quello che la FA Cup ha perso</title><content type='html'>&lt;div&gt;Massì, la città di Sheffield è un grande centro calcistico. Per la fondazione della squadra più antica del mondo (lo Sheffield FC), per l’elaborazione delle regole base del calcio dei primordi, per il transito di personaggi che hanno fatto la storia del football. Caduta in disgrazia agli occhi di chi ritiene di parlare di calcio inglese nominando “il-Manchester-City-di-Mancini” e dunque disprezza qualsiasi cosa non abbia sapore di Premier League, Sheffield conserva una sua dolente dignità: sceso in terza categoria, lo Sheffield Wednesday è stato salvato il mese scorso da Milan Mandaric, proprietario seriale di club e personaggio che sarebbe stato adattissimo al nostro calcio, cui era stato accostato nel momento di peggior crisi del Bologna, mentre lo Sheffield United non ha accusato dissesti finanziari e ha silenziosamente potenziato il settore dirigenziale con personaggi che hanno la giusta cultura calcistica locale e dimostrate capacità come Dave McCarthy, ex Sheffield FC, ma non è più riuscito a risalire nella massima serie dopo la retrocessione del 2007. E allora cosa c’è di meglio della visita di una squadra di Premier League in crisi per stimolare la notoria passione locale, come è accaduto oggi in FA Cup? Ma c’è un problema, di cui si sarà accorto chi ha fatto un salto su uno dei canali di Sky Sport: una buona parte delle inquadrature del Bramall Lane mostrava un numero esagerato di posti vuoti, tanti “spettatori travestiti da seggiolini”,  come si dice in questi casi per soffocare la delusione con l’ironia. Deprimente, ma significativo: ai locali, in media, interesserebbe più risalire in Premier League che avanzare in FA Cup, un atteggiamento sempre più diffuso, un dilemma che un tempo non si poneva perché era tranquillamente possibile portare avanti entrambe le campagne senza preoccuparsi dell’esaurimento fisico dei giocatori (e dire che la First Division era a 22 squadre). Fino a qualche anno fa chi riteneva la coppa una competizione ormai secondaria lo dimostrava con i fatti, scegliendo di mandare in campo una formazione con parecchi giocatori di secondo piano, ma evitava di dichiararlo pubblicamente; ora è caduto anche il pudore e un allenatore di lunga carriera come Neil Warnock, nativo proprio di Sheffield e tuttora tifoso dello United, può permettersi di ribadire, nel tradizionale intervento del sabato mattina sull’Independent, che la priorità è il campionato, e tutto il resto non conta. Razionale, se vogliamo: la promozione in Premier League darebbe al QPR stabilità maggiore e i soliti introiti televisivi di alto livello, e rischiare l’infortunio di uno o due giocatori di pregio in una “inutile” sfida di FA Cup sarebbe semplicemente poco saggio. Ma allora si torna al discorso già fatto per la League Cup: che senso ha? Non per nulla la FA sta studiando misure per ravvivare la coppa stessa, per la quale le presenze medie nei turni dal primo al sesto (quello di ieri e oggi è il terzo) sono precipitate lo scorso anno a 10.968: dall’abolizione delle ripetizioni (replay) con determinazione immediata della vincitrice allo spostamento delle gare a turni infrasettimanali (e della finale ad orario serale).Nel frattempo è stato istituito un premio intitolato a Ronnie Radford, il giocatore dell’Hereford United che nel 1972 segnò il gol del pareggio nel replay contro il Newcastle United aprendo così la strada alla rete decisiva di Ricky George. Premio che andrà alla squadra autrice dell’impresa più sorprendente. Ma è un segnale di resa, più che un riconoscimento: perché va a dare ufficialità a qualcosa che in tempi normali verrebbe naturalmente riconosciuto come eccezionale, e del resto non c’è mai stato bisogno di un premio apposito perché la fucilata di Radford venisse proposta e riproposta in occasione di ciascun terzo turno di FA Cup degli ultimi 38 anni. Sa di manovra d marketing e di pubbliche relazioni, e quando sei costretto a ricorrervi vuol dire che hai perso sostanza. Perché la FA Cup in sé, come competizione, conserva la capacità di fare notizia; ma una parte del pubblico non la trova più interessante e meritevole del prezzo del biglietto (e infatti molti club hanno fatto sconti) e molti allenatori la vedono solo come un fastidio, se si pensa che dopo la mezza impresa di sabato all’Emirates Stadium il manager del Leeds United, Simon Grayson, ha ribadito che gli interessa di più la gara casalinga con lo Scunthorpe di sabato prossimo che non il replay con l’Arsenal, pure se occasione di strepitosa serata dal punto di vista dell’ambiente. E’ vero che ai tifosi dello Stevenage che hanno invaso il campo (un cretino ha pure dato un pugno ad un giocatore) non interessa sapere che i Magpies non avevano schierato la loro migliore formazione, e al ritorno a casa i fans del Notts County non si saranno sentiti sminuiti dal successo su un Sunderland che aveva tra gli undici titolari cinque giocatori che non fanno parte della formazione ideale a disposizione di Bruce, ma un osservatore neutrale non può che notare come quei successi siano parzialmente ammorbiditi. Nell’albo d’oro, è vero, non resterà traccia di queste formazioni incomplete e per lo Stevenage la vittoria varrà quanto per l’Hereford nel 1972, ma qualcosa non quadra, e l’entusiasmo di alcuni media inglesi per le moderate sorprese di sabato mi suona purtroppo parecchio costruito. Sono gli stessi media che esaltano qualsiasi partita di Champions League come se fosse un appuntamento con la storia, creando proprio in questa maniera i presupposti per un decadimento del valore percepito della FA Cup: e allora l’olezzo di ipocrisia arriva fin qui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;(pubblicato il 9 gennaio 2010 su &lt;a href="blog.guerinsportivo.com"&gt;blog.guerinsportivo.it&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1273720392173690790?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1273720392173690790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1273720392173690790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/01/quello-che-la-fa-cup-ha-perso.html' title='Quello che la FA Cup ha perso'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2067953274566864090</id><published>2011-01-04T13:39:00.004+01:00</published><updated>2011-01-04T14:38:46.607+01:00</updated><title type='text'>Questo pezzo è stato letteralmente scritto con i piedi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TSMhTFhzuyI/AAAAAAAAAqA/VRvl8cCFGXg/s1600/megaphone%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TSMhTFhzuyI/AAAAAAAAAqA/VRvl8cCFGXg/s200/megaphone%2B2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558322976890534690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Letteralmente". Poche parole (trattasi per la precisione di avverbio) vengono usate a sproposito come questa, nel giornalismo di oggi, specialmente in quello televisivo-sportivo. La beffa risiede nel fatto che si tratta di una forma che proprio per sua natura richiederebbe grande precisione d'uso: perché sposta l'espressione a cui è abbinata dal rango di metafora a quello di realtà vissuta nella sua pienezza - appunto - letterale, cioé descrittiva in senso compiuto e corrispondente al vero. Se dici che una persona ha mille problemi, si tratta di una evidente esagerazione rituale; se dici che ha "letteralmente" mille problemi, intendi dire che sono DAVVERO mille, e non 10, o 900. Aggiungere "letteralmente" ad un'espressione complessa è come cliccare ripetutamente sul punto preciso di una mappa di Google Maps: ti avvicini rapidissimamente alla realtà come è fotografata, allontanandoti dal generico. Eppure oggi quell'avverbio è spesso usato a rovescio, cioé come accompagnamento di frasi che diventano così poco credibili: "è letteralmente andato al piano di sopra per schiacciare"; "è letteralmente stato crocifisso dalla stampa"; "è stato letteralmente mangiato vivo dalle zanzare". Non solo in italiano: è stata giustamente ridicolizzata su un quotidiano inglese, nei giorni scorsi, la definizione che di Gareth Bale ha dato Jamie Redknapp, l'ex calciatore ora commentatore tv (nonché figlio di Harry): "literally has three lungs". Ah sì? Gareth Bale ha dunque DAVVERO tre polmoni? Come no! E oggi un'altra perla, su un quotidiano: si parla infatti di un calciatore che era "letteralmente prigioniero" della sua squadra precedente, con la quale era sotto contratto ma senza essere utilizzato sul campo. L'articolista intende dunque far credere ai lettori che quel calciatore era DAVVERO tenuto prigioniero dal suo club, pane acqua e un'ora d'aria al giorno. E se si usasse "virtualmente", che introduce il corretto tono di fantasia e irrealtà? Troppo difficile, troppo poco modaiolo, suppongo: perché in tv non lo usa nessuno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2067953274566864090?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2067953274566864090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2067953274566864090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2011/01/questo-pezzo-e-letteralmente-scritto.html' title='Questo pezzo è stato letteralmente scritto con i piedi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TSMhTFhzuyI/AAAAAAAAAqA/VRvl8cCFGXg/s72-c/megaphone%2B2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1654138565770105029</id><published>2010-12-23T22:27:00.002+01:00</published><updated>2010-12-23T22:54:38.514+01:00</updated><title type='text'>A Blackburn non sono polli</title><content type='html'>Lo confesso, con orgoglio: quando vedo che in una trasmissione sportiva è  ospite o collegato telefonicamente un agente cambio immediatamente  canale. Perché è vero che il telespettatore è consapevole fin  dall'inizio che le parole del personaggio in questione non potranno mai  essere credibili in quanto viziate dalla necessità di proteggere i suoi  clienti e lavorare diplomaticamente per creare situazioni favorevoli,  insomma è vero che è tutto palesemente non credibile, ma c'è un limite  anche a determinati compromessi. Siamo, è vero, un ambiente in cui venne  dato risalto ad un libro agiografico scritto su un calciatore  nientemente che dal... suo procuratore, ma insomma non siamo tutti  disposti ad accettare una situazione del genere. Per carità: è un  mestiere come altri (non tanti altri, a dire il vero), quel che non  capisco è perché chi è così palesemente parte in causa debba essere  chiamato in tv a parlare di calcio (anzi, lo capisco: per riconoscenza  ti darà per primo la soffiata). Per una volta, però, possiamo dire che  all'estero - questo "estero" generico a volte tirato in ballo a  sproposito - c'è chi è messo peggio: se noi abbiamo avuto dirigenti di  club che controllavano nemmeno troppo occultamente altre società e il  loro mercato, e mediatori misteriosamente intimi a determinate società  pur rilasciando dichiarazioni su altre, in Inghilterra è sempre più  frequente che gli agenti agiscano anche da broker, cioé da mediatori per  l'acquisto di interi club. E' quel che è appena successo al Blackburn  Rovers, passato nelle mani del gruppo indiano Venky's, che in patria ha  fatto fortuna con il pollame e con prodotti legati all'allevamento.  Personaggi discutibili dal punto di vista estetico, a giudicare da come  si sono presentati alle prime partite, ma questo non c'entra e non deve  influenzare i giudizi. Quel che c'entra, anzi angoscia, è che è  pressoché certo - non invento e non scopro nulla, ne parlano alcuni  quotidiani inglesi - che il passaggio di proprietà del Rovers sia stato  favorito e accompagnato da un'agenzia di giocatori, la SEM, consociata  della svizzera Kentaro che gestisce molti eventi a livello di diritti  televisivi. Una mossa che ricorda i movimenti di Kia Joorabchian e della  sua MSI con il Corinthians, anche se in Inghilterra le norme  impediscono ad un'agenzia la diretta proprietà di un calciatore, che  deve SEMPRE appartenere ad un club (norma palesemente violata da  Joorabchian e dal West Ham nel caso di Tevez e Mascherano, nel 2006: gli  Hammers devono tuttora baciarsi i gomiti per essere sfuggiti, non si sa  perché, alla giustizia della Football Association, che non applicò la  pena massima che avrebbe portato alla retrocessione). I nuovi  proprietari, che per loro stessa ammissione non sapevano praticamente  nulla di calcio fino a poche settimane fa, hanno immediatamente cacciato  Sam Allardyce, causando una mezza rivolta della squadra (il difensore  centrale Christopher Samba se ne vuole già andare, per questo),  promuovendo il suo vice Steve Kean (nella foto). Che guarda caso è  gestito da Jerome Anderson, principale azionista della SEM. Chi in  Inghilterra bada a queste cose attende ovviamente il mercato di gennaio,  per capire se saranno i giocatori della SEM a dominare lo scenario di  eventuali movimenti in entrata al Blackburn Rovers, che diverrebbe così  una sorta di vetrina per calciatori da valorizzare e rivendere con  profitto. Attività alla quale è legittimo, anzi necessario che si diano i  club minori, che di questo campano, ma che sarebbe altamente  inopportuno vedere intrapresa a favore di un solo uomo e di una sola  agenzia. Ricordando poi come - e questo è assurdo - in Inghilterra gli  agenti ricevano soldi sia dal club che vende sia da quello che acquista,  oltre che dal giocatore (ma non dovrebbe essere SOLO dal giocatore?):  tanto per dirne una, lo scorso anno al Manchester City ad assistere il  dirigente più operativo, Garry Cook, arrivò Brian Marwood proprio perché  il club voleva ridurre l'influenza degli agenti nella gestione di  arrivi e partenze. Marwood - ex giocatore di buon livello, anche se per  il 99% dei media italiani resta solo "l'uomo-mercato del City" e ciò è  un po' triste - deve in pratica riconoscere e suggerire giocatori  sostituendosi agli agenti: a giudicare da quel che si legge, se a  Roberto Mancini serve un laterale destro di difesa è Marwood che si  attiva, con gli osservatori, per stilare una lista di potenziali  acquisti, compito che magari altrove (o anche qui, se ci sono legami  stretti...) viene affidato ad un agente. Non per nulla il City ha visto  calare da 12,9 a 5,9 milioni di sterline, per il periodo ottobre  2009-settembre 2010, la spesa complessiva per servizi forniti da  procuratori. Una curiosità: un interessante articolo del Guardian  ricollegava la recente richiesta di trasferimento di Carlos Tevez ai  malumori creatisi tra Cook e proprio Joorabchian, che nella prima fase  della gestione di Thaksin Shinawatra, precedente proprietario del City,  aveva pressoché spadroneggiato nel club portando Mark Hughes e Robinho,  ed aveva anzi personalmente convinto l'uomo d'affari tailandese a  strappare Cook alla Nike (dalla quale - toh! - proviene anche Marwood).  Pare però che Joorabchian l'abbia giurata a Cook - riporta sempre il  Guardian, ripeto, non intendo spacciare per mie considerazioni fatte da  altri, e non solo su quel quotidiano - nel corso della fallita  trattativa con Kakà: un po' per essere stato tagliato fuori, un po'  perché le parole di Cook, che aveva accusato il Milan di non avere avuto  il coraggio di concludere l'affare (temendo rivolte dei tifosi,  immagino), potevano minare i rapporti dello stesso Joorabchian con  ambienti italiani. Sono - si può dire? - quei giochi che fanno venire  mal di stomaco a chi, come il sottoscritto e tantissimi lettori,  vorrebbe parlare solo di calcio ed è cresciuto credendo ingenuamente che  un club comprasse un giocatore solo perché utile, non per fare un  favore all'agente amico che così qualche mese dopo ti darà la precedenza  nel firmare un altro calciatore più forte. Ingenui noi, ma non è poi un  peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(pubblicato giovedì 23 dicembre su blog.GuerinSportivo.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1654138565770105029?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1654138565770105029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1654138565770105029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/12/al-blackburn-non-sono-polli.html' title='A Blackburn non sono polli'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6951990765984803646</id><published>2010-12-22T09:35:00.008+01:00</published><updated>2010-12-22T11:50:49.225+01:00</updated><title type='text'>Uno che studia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TRHBAOF1S4I/AAAAAAAAAp0/4CPlD1PDjaQ/s1600/DSCN5312.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TRHBAOF1S4I/AAAAAAAAAp0/4CPlD1PDjaQ/s200/DSCN5312.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553432025051253634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Certo, la scuola italiana (e non penso che altrove sia molto meglio) è disastrata da anni, per intromissioni politiche, designazioni comandate da esigenze clientelari e non meritocratiche, nepotismo, deviazione di molti insegnanti, scarsi mezzi a disposizione. Caratteristica, quest'ultima, cui sono stato esposto pure io, ai miei tempi, resistendo però al tentativo di indottrinamento di chi proponeva libri di testo e interpretazioni vistosamente di parte cercando di farle passare per neutrali. E devo ringraziare un compagno di scuola, ora abbastanza famoso nel suo ambito lavorativo, che mi aiutò a capire, o perlomeno a riequilibrare i concetti, perché ero cresciuto nell'ingenua convinzione che un professore o una professoressa di liceo non potessero essere altro che onesti, retti e impermeabili, nel proprio lavoro, all'ideologia, e che dunque di loro ci si dovesse fidare ciecamente: buonanotte...&lt;br /&gt;Ora, questa scuola, che credo nel frattempo peggiorata perché peggiorato l'atteggiamento di chi la frequenta e inalterato quello di chi la gestisce, a quanto pare non può essere cambiata, perché subito succede il finimondo, come si è visto.&lt;br /&gt;Bene o male che si faccia una riforma, noto però una cosa: io avevo tanta voglia di studiare (del resto non sapevo fare altro, e lo sport mi salvò dall'essere un insopportabile secchione, visto che in realtà giocavo a calcio e basket tanto quanto stavo sui libri) e ho imparato tanto, e noto che anche oggi chi cerca di isolarsi dal contesto perennemente ebolliente, dagli scioperi contro le riforme, contro la temperatura delle focacce servite (è successo pure questo, anche se non ho capito chi le vendesse dentro la scuola...), contro l'estinzione del pappagallo nano dell'Amazzonia o la soppressione di un personaggio di Lost, insomma chi va a scuola per studiare (concetto rivoluzionario!) e non per fare altro, qualcosa riesce ad ottenere. E in quel caso può ancora crearsi un futuro. Il problema è che questo futuro non può che essere all'estero, vista la situazione italiana come si è evoluta dal 1948 ad oggi, il feudalesimo imperante nel mondo del lavoro e l'impossibilità di far valere anche solo un curriculum di fronte alle precedenze date a tessere di partito, legami di famiglia, di ideologia, di opportunità e opportunismo. L'esempio che porto è quello di un ragazzo che conosco, un ragazzo serio nello studio ma allegro nella vita, uno che pur se esposto a potenziali deviazioni dalla retta via (ha fatto l'università a Bologna!), sta seguendo un percorso invidiabile. Con la brillantezza degli studi si è procurato un'opportunità in USA, e dopo il ritorno in Italia ha ricevuto proposte da varie università, che gli hanno offerto borse di studio come si fa con gli atleti e, in genere, con chiunque dimostri di valere qualcosa, in qualsiasi campo. Cosa ha trovato in USA che non trovava qui in un'università in cui studenti e professori sembravano pensare a tutto tranne che a migliorarsi e a migliorare? Ecco alcuni brani di un'email che mi ha spedito, che pubblico con il suo permesso.&lt;br /&gt;"E' stupendo arrivare a fine giornata stanchi e convinti al tempo stesso di aver fatto qualcosa di intenso e intellettualmente gratificante. La sensazione di uscire dalla biblioteca, respirare l'aria ancora gradevole della città, mangiare un Subway al volo nella mensa del campus e tornare a casa è davvero stupenda, anche se sembra banale. E' come se da questa parte dell'Oceano tutto avesse più senso, tutto fosse più equilibrato. E io, persona solitamente molto sensibile di umore, ne guadagno immensamente in termini di stabilità. Almeno dal punto di vista dello studio-lavoro. Poi so bene che tra un paio di settimane ci sarà talmente tanto da fare che mi sentirò stressato.&lt;br /&gt;Ad ogni modo oggi c'è stata presentazione ufficiale a tutto il dipartimento. Una di quelle cose in cui si capisce quanto sia largo l'Oceano, soprattutto in termini di mentalità. Hanno organizzato una specie di aperitivo pomeridiano con pollo al curry, birra, the, nachos, hummus, ranch sauce e altre diavolerie assortite. Lo chiamano il "Thursday tea", in realtà è una specie di ricorrenza settimanale che mischia, come puoi intuire, sapori americani a un tocco di classe anglosassone, richiamata dal the e dall'orario (le 5 pm), oltre che dalla tradizione accademica dell'università. Ad ogni modo, ci si trova tutti dentro a una lounge e si mangia e si beve a sazietà. Tutti i membri del dipartimento, da noi graduate students al primo anno fino ai professori più affermati, vogliono esserci, e tra una Heineken bevuta a canna (o un Earl Grey, per quelli che vogliono fare i gentlemen) e un morso di pollo si parla del più e del meno, tutti con tutti. Ormai sono abituato, eppure l'assoluta assenza di pretentiousness da parte di tutti mi lascia sempre a bocca aperta, soprattutto quando si pensa a come si comportano i loro colleghi Italiani. A un certo punto ci hanno fatto posizionare in cerchio e ci hanno fatto dire, uno alla volta, chi siamo e da dove veniamo: il bello è che non abbiamo dovuto farlo solo io e gli altri studenti nuovi, ma tutti i membri del dipartimento, professori inclusi. Un banale ma spiccato esempio di democrazia intellettuale, oltre che di spirito di squadra. Poi pensi alla nostra Penisola, agli scioperi, all'arroganza, all'assoluta mancanza di interesse verso gli studenti che hanno voglia di fare, alla squallida propaganda politica portata avanti da chi invece dovrebbe favorire la circolazione e la diversità delle idee. E provi un po' di vomito, davvero."&lt;br /&gt;E ancora:&lt;br /&gt;"A parte questo, la vita accademica procede: il primo mese è stato difficile, come ti raccontavo, mentre ultimamente le cose sono migliorate. E’ bello iniziare anche a pensare a progetti a lungo termine. Esporre le proprie idee, e vedere che i professori non solo le ascoltano, ma cercano anche di indirizzarti nella maniera migliore e di partecipare attivamente. E’ un ritornello trito e ritrito, ma ogni volta mi stupisco: a Bologna mi rispondevano – se mi rispondevano – come se fossi una scocciatura. Qui addirittura ti dicono “beh, muoviti che così riusciamo anche a mandarlo a qualche conferenza”. Due mondi lontanissimi, ora più che mai."&lt;br /&gt;Che dire? Si tratta di una persona di intelligenza particolare, è vero. Dunque un esempio che tale è solo in parte, perché non è da tutti avere doti simili e intraprendere un percorso simile. Ma è anche la dimostrazione che applicandosi e isolandosi dalle distrazioni, concentrandosi sugli studi e non su altro, ci si può creare una parvenza di futuro anche nella disastrata situazione attuale. Che poi questo futuro non possa che essere all'estero è un altro e triste discorso, perché da noi nessuna riforma purtroppo scalzerà mai i baroni e i vili che danneggiano chi ha voglia di studiare, ma la via è questa. Chi può la segua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6951990765984803646?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6951990765984803646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6951990765984803646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/12/uno-che-studia.html' title='Uno che studia'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TRHBAOF1S4I/AAAAAAAAAp0/4CPlD1PDjaQ/s72-c/DSCN5312.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7768201495801917424</id><published>2010-12-17T10:17:00.001+01:00</published><updated>2010-12-17T10:53:33.207+01:00</updated><title type='text'>Sabato e domenica, a Bresso</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TQszADdLU9I/AAAAAAAAAps/vRifDr9wfI4/s1600/Immagine%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TQszADdLU9I/AAAAAAAAAps/vRifDr9wfI4/s200/Immagine%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551587041684968402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Finali giovanili di football, e raduno della nazionale giovanile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7768201495801917424?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7768201495801917424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7768201495801917424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/12/sabato-e-domenica-bresso.html' title='Sabato e domenica, a Bresso'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TQszADdLU9I/AAAAAAAAAps/vRifDr9wfI4/s72-c/Immagine%2B1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8442814576260744443</id><published>2010-12-05T10:09:00.004+01:00</published><updated>2010-12-05T13:02:33.295+01:00</updated><title type='text'>Sfruttamento dei minori</title><content type='html'>L'ideologia non conosce confini. E', si può dire in modo appropriato dato il filo che la lega, "internazionale". Che differenza c'è infatti tra i poveri bambini che insegnanti e genitori politicizzati sfruttano appendendo loro al collo, nelle varie manifestazioni italiane, cartelli del cui contenuto non sanno nulla e gli scolaretti di 9 anni che, secondo un articolo di domenica di un quotidiano inglese, inseguono per strada Nick Clegg, il leader dei Liberal Democratici, con un appello a non tagliare le spese per lo sport nelle scuole? Nessuna. In entrambi i casi non ci si fa scrupoli di utilizzare dei bambini - categoria umana per la quale normalmente, sia chiaro, non ho alcuna simpatia - per i propri scopi di lotta politica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8442814576260744443?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8442814576260744443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8442814576260744443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/12/sfruttamento-dei-minori.html' title='Sfruttamento dei minori'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2478503120351603512</id><published>2010-12-02T12:03:00.004+01:00</published><updated>2010-12-02T12:36:22.144+01:00</updated><title type='text'>Sassolini dalla scarpa, ancora</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPeELi8pfpI/AAAAAAAAApE/KOP6Q9B3EEk/s1600/christkind1_1533353c.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 125px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPeELi8pfpI/AAAAAAAAApE/KOP6Q9B3EEk/s200/christkind1_1533353c.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546046800024665746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Visto che siamo entrati nel mese di dicembre, un paio di precisazioni, una legata proprio a quel che accade in questo mese, l'altra più estemporanea.&lt;br /&gt;1) Questo blog non si occupa del Natale. Ovvero di una bella, gradita, significativa festa religiosa diventata però con il passare degli anni uno sconfortante fenomeno di caduta del pudore su due fronti, quello di chi per mestiere - legittimo, più che legittimo - cerca di vendere prodotti, il più delle volte inutili, e chi dovrebbe acquistarli. C'è qualcosa che mi blocca la respirazione, ogni volta che, da fine novembre in poi, vedo le decorazioni, gli alberi di Natale, quegli orrendi Babbi Natale arrampicanti appesi all'esterno di finestre o balconi; ogni volta che vedo persone con pacchetti, borse, borsoni, bigliettini; ogni volta che spunta intorno a me l'inevitabile e drammatico interrogativo sul regalo più opportuno da fare; ogni volta che la retorica, già dilagante di norma nella quasi totalità dei media, si impadronisce del linguaggio pre-natalizio e confeziona inaffrontabili articoli o servizi con i consigli per acquisti e con considerazioni persino offensive per chi non solo non voglia saperne del Natale, ma per chi, per pressione familiare, sia costretto ad affrontare spese sgradite. Sarò antiquato, ma per me leggere che "iPad e iPhone sono regali di moda", come mi è accaduto di recente, è atroce: è l'ennesimo esempio del fatto che molti giornalisti, influenzati dai propri gusti e da quelli dei propri sodali perditempo, applicano alla maggioranza delle persone categorie di pensiero riservate da pochi eletti. Perché se in un periodo di evidente crisi - tranne che per il lavoro in nero, diffusissimo in un'Italia dove del resto intere parti politiche appoggiano analoghe pratiche illegali come le occupazioni di monumenti - viene considerato di moda un regalo da non meno di 600 euro, allora complimenti allo stato dell'economia italiana. E allora, monotono come sempre, ho dovuto anche quest'anno ripetere il mio mantra, alle 2-3 persone - tutte legate da parentela, sia chiaro - eventualmente interessate: "non voglio regali di nessun tipo. Quel che vorrei costa troppo, per cui lasciate perdere, e tenetevi i soldi per qualcosa di utile". E non è una posa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Questo blog non si occupa di manifestazioni studentesche, ed è un bene. Non le ho mai sopportate nemmeno quando ero studente, figuriamoci adesso: da ingenuo 14enne convinto che a scuola si andasse per studiare, ci capitai dentro 2-3 settimane dopo avere iniziato il liceo, a fine settembre 1978, e quel giorno per la prima, ma non ultima volta, riuscii con abilità a forzare il blocco di chi "democraticamente" voleva impedirmi di fare il mio dovere, e altrettanto "democraticamente" intimidiva i dissidenti, e da quel momento la mia avversione verso questi fenomeni è cresciuta esponenzialmente. Non dico altro, perché non ce n'è bisogno, e torno alle mie cose più abituali, e più consone a quel che faccio normalmente, se mai capirò di cosa si tratti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2478503120351603512?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2478503120351603512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2478503120351603512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/12/sassolini-dalla-scarpa-ancora.html' title='Sassolini dalla scarpa, ancora'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPeELi8pfpI/AAAAAAAAApE/KOP6Q9B3EEk/s72-c/christkind1_1533353c.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8732806461984779285</id><published>2010-12-01T10:49:00.005+01:00</published><updated>2010-12-01T10:54:48.511+01:00</updated><title type='text'>Football!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPYa3bgEC8I/AAAAAAAAAo8/4hPiSg1hj9c/s1600/batella%2Bcover.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 134px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPYa3bgEC8I/AAAAAAAAAo8/4hPiSg1hj9c/s200/batella%2Bcover.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545649530730712002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In vendita dal 10 dicembre, in libreria. Edizioni Pendragon, 114 pagine, 14 euro. E' la storia di Jack Kerouac, lo scrittore della Beat Generation. Ma la storia come giocatore di football, aspetto poco noto della sua esistenza, e davvero interessante. Fausto Batella, per chi non lo conoscesse, è stato uno dei primi appassionati, nonché giocatore, di football in Italia, ed è da anni uno studioso della storia del football, specialmente negli intrecci tra Italia e USA. E' ovviamente anche la seconda voce per le telecronache di football che faccio per Dahlia, certo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8732806461984779285?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8732806461984779285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8732806461984779285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/12/football.html' title='Football!'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPYa3bgEC8I/AAAAAAAAAo8/4hPiSg1hj9c/s72-c/batella%2Bcover.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5136337991572304422</id><published>2010-11-23T19:34:00.004+01:00</published><updated>2010-11-23T19:42:14.593+01:00</updated><title type='text'>L'ipocrisia delle star</title><content type='html'>Dal solito divertente, istruttivo, utile &lt;a href="http://sports.espn.go.com/espn/page2/story?page=easterbrook/101123_tuesday_morning_quarterback&amp;amp;sportCat=nfl"&gt;pezzo&lt;/a&gt; di Gregg Easterbrook, di Espn.com:&lt;br /&gt;“Last week a group of millionaires, including the musician Moby, urged Barack Obama to &lt;a target="new" href="http://www.fiscalstrength.com/"&gt;raise taxes on the rich&lt;/a&gt;.  Taxes on the rich should indeed be raised, though that alone would be  far from sufficient to fix the national debt -- a combination higher  middle-class taxes, Social Security reductions, defense-spending cuts  and increased economic growth is required &lt;a target="new" href="http://www.fiscalcommission.gov/sites/fiscalcommission.gov/files/documents/CoChair_Draft.pdf"&gt;to fix the damage&lt;/a&gt; done by a decade of reckless spending by Democrats and Republicans alike.&lt;p&gt;Last  week's group, and rich people such as Warren Buffett and Bill Gates,  who say they favor higher taxes on the wealthy, should bear in mind that  they can tax themselves immediately. Right now the top rate for federal  income taxes in 35 percent; Obama has proposed raising the number to  39.6 percent beginning in 2011. Nothing stops Gates, or Moby, or any  other rich person from simply calculating an additional tax of 4.6  percent, and adding it to the check they send to the Treasury. If you're  rich and say you believe the rich should be taxed more -- then tax  yourself! Otherwise you're just patting yourself on the back for  claiming to want to be taxed, but never actually parting with the money.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;And  if the president is sincere, why hasn't he already taxed himself to the  same extent that he wants to tax others? Filing jointly in 2009, Barack  and Michelle Obama had an &lt;a target="new" href="http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/president-obama-2010-complete-return.pdf"&gt;adjusted gross income of $5,505,409&lt;/a&gt;,  and paid $1,792,414 in federal taxes. Had the top-rate tax that Obama  advocates been in effect they would have paid an additional $253,249.  Why didn't the president set a leadership example and tax himself by  sending an additional $253,249 to the Treasury?" &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5136337991572304422?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5136337991572304422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5136337991572304422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/11/lipocrisia-buonista-delle-star.html' title='L&apos;ipocrisia delle star'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4865303666354514716</id><published>2010-11-19T18:51:00.003+01:00</published><updated>2010-11-19T22:53:56.194+01:00</updated><title type='text'>Appena arrivato, già icona pubblicitaria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TOa_mYvAZlI/AAAAAAAAAo0/-JoOzKwr6cU/s1600/Immagine%2B1.png"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 195px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TOa_mYvAZlI/AAAAAAAAAo0/-JoOzKwr6cU/s200/Immagine%2B1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541327057721517650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Robert Pires, Aston Villa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4865303666354514716?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4865303666354514716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4865303666354514716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/11/appena-arrivato-gia-icona-pubblicitaria.html' title='Appena arrivato, già icona pubblicitaria'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TOa_mYvAZlI/AAAAAAAAAo0/-JoOzKwr6cU/s72-c/Immagine%2B1.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1435937340087900171</id><published>2010-11-08T09:13:00.003+01:00</published><updated>2010-11-08T10:03:21.806+01:00</updated><title type='text'>Ridicoli, ma non è una novità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TNe8zRaL0lI/AAAAAAAAAos/1G2SzIYKhvU/s1600/Egg_and_Chicken.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TNe8zRaL0lI/AAAAAAAAAos/1G2SzIYKhvU/s200/Egg_and_Chicken.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537101855907893842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio scetticismo verso le procedure del mondo dei media risalgono a molto prima che io aprissi questo blog, anzi risalgono ai primi anni Novanta, quando cioè di fatto Internet non era diffuso che tra poche centinaia di persone. Procedure bizzarre, se si vuole utilizzare un aggettivo benevolo. Ma nella maggioranza dei casi si dovrebbero usare termini più crudi. Conoscendo questo mio scetticismo, condiviso purtroppo solo da una parte ridotta di colleghi, l'amico Luca mi segnala &lt;a href="http://www.river-blog.com/2010/11/01/la-warner-bros-cerca-il-presidente-sul-web"&gt;questo&lt;/a&gt;, che ribadisce quanto appunto sostengo da tempo. La differenza con le pratiche abituali - segnalata in modo esemplare nell'accenno all'editrice Condé Nast - è ovviamente enorme: ma è anche vero che le testate italiane, anche in campi di secondo piano come lo sport, rispondono spesso all'esigenza di conservare o mantenere una "linea" che sia favorevole a qualcuno, anche all'insaputa di questo qualcuno. E un curriculum neutro e ricco, purtroppo, garantisce la professionalità ma non la protezione di questo o quello (tutti, a scanso di equivoci) personaggio, partito, club.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1435937340087900171?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1435937340087900171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1435937340087900171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/11/ridicoli-ma-non-e-una-novita.html' title='Ridicoli, ma non è una novità'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TNe8zRaL0lI/AAAAAAAAAos/1G2SzIYKhvU/s72-c/Egg_and_Chicken.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7086223174744122957</id><published>2010-11-05T10:09:00.004+01:00</published><updated>2010-11-05T15:09:23.959+01:00</updated><title type='text'>Chi ricatta vince</title><content type='html'>Toni forti, &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/veneto_alluvionati_spalano_fango_mentre_napoli_si_fa_guerriglia/05-11-2010/articolo-id=484738-page=0-comments=1"&gt;qui&lt;/a&gt;, ma difficile non essere d'accordo con la tesi sostenuta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7086223174744122957?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7086223174744122957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7086223174744122957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/11/chi-ricatta-vince.html' title='Chi ricatta vince'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7464145158086043041</id><published>2010-10-26T13:09:00.004+01:00</published><updated>2010-10-26T18:07:25.788+01:00</updated><title type='text'>Come superare l'ipocrisia NCAA</title><content type='html'>La proposta, semiseria, di Gregg Easterbrook, nel suo solito &lt;a href="http://sports.espn.go.com/espn/page2/story?page=easterbrook/101026_tuesday_morning_quarterback&amp;amp;sportCat=nfl"&gt;pezzo&lt;/a&gt; per espn.com: TMQ [sta per Tuesday Morning Quarterback, ovvero il nome della rubrica; nota mia] thinks the University of Kentucky should become  an NBA franchise, since it's not even going through the motions of  attempting to educate men's basketball players. The team nickname would  change from the Wildcats to the Dones, short for One-and-Dones.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7464145158086043041?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7464145158086043041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7464145158086043041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/10/come-superare-lipocrisia-di-alcune.html' title='Come superare l&apos;ipocrisia NCAA'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8727447170882851903</id><published>2010-10-22T10:16:00.002+01:00</published><updated>2010-10-22T10:20:52.316+01:00</updated><title type='text'>Attore, ma prima ancora quarterback</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TMFXYbT61WI/AAAAAAAAAok/9lEri0NT4o8/s1600/dl.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 158px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TMFXYbT61WI/AAAAAAAAAok/9lEri0NT4o8/s200/dl.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530797894547461474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente senza legami con l'attualità, ecco una curiosità che avevo in testa da mesi. Chi conosce la serie tv NCIS saprà certamente chi è Mark Harmon, ovvero l'attore che interpreta la parte di Jehtro Gibbs. Quel che però pochi sanno è che Harmon fu, nel 1972 e 1973, quarterback titolare di UCLA, uno dei più grandi college americani sia sul piano accademico sia su quello sportivo. Figlio di Tom Harmon, che era stato Heisman Trophy cioé miglior giocatore universitario (ma con la maglia di Michigan), non fu mai considerato dalla NFL perché era un Qb più da corse con la palla mescolate a qualche lancio che non un bombardiere, ma il passato, di alto livell0, resta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8727447170882851903?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8727447170882851903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8727447170882851903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/10/attore-ma-prima-ancora-quarterback.html' title='Attore, ma prima ancora quarterback'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TMFXYbT61WI/AAAAAAAAAok/9lEri0NT4o8/s72-c/dl.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2452143315990214688</id><published>2010-10-22T09:54:00.003+01:00</published><updated>2010-10-22T09:55:55.253+01:00</updated><title type='text'>Soccernet, martedì 19 ottobre</title><content type='html'>Questo invece un breve sproloquio per ESPN Soccernet, scritto di getto martedì sera subito dopo Real Madrid-Milan. Beh, non proprio breve, dai. Abbiate pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tactical dilemmas remain for Allegri&lt;br /&gt;Despite the heavily-hyped anticipation, Milan's visit to the Santiago Bernabeu was never going to be a confrontation between two unequals - Massimiliano Allegri and Jose Mourinho - as much as an important test of knowledge. Allegri's knowledge of his side, of course.&lt;br /&gt;The 41-year old coach, who had pipped Mourinho for the admittedly unglamourous title of Serie A's best manager in 2009, rarely seems to get a break. He had already planned for a rough ride - this is Milan after all, where a big salary comes with huge expectations and the need to watch your back all the time - but the club's decision to break away from their recent policy of spending wisely with the purchase of Zlatan Ibrahimovic, made things even tougher. It was clear Allegri would have to speed up the process of finding the right balance as the side would now be expected not just to compete for a Champions League place, but perhaps to challenge Inter for the Scudetto. In turn, Milan and Allegri would have little time to feel each other and settle down, as the backlash that followed the side's 0-2 defeat at Cesena in the second game of the season proved. On that occasion, the Rossoneri had failed to control the tempo and had been outfought and outrun by their opponents. It was more a case of the wrong players for the 4-3-3 formation than poor tactics, as Ronaldinho, Ibrahimovic and Pato had repeatedly failed to get back behind the ball, leaving Cesena players too much room against Massimo Ambrosini and Andrea Pirlo, midfielders not known for their speed. Milan's ponderous midfield had again been criticised a few days later, when the 2-0 win over Auxerre failed to mask the worrying tendency to leave gaps at the back while committing too many men forward, especially at set-pieces. Catania coach Marco Giampaolo may have noted that "Milan can wreck your nerves with their ball-control", but it's what happened when possession was lost that worried Allegri the most. On one hand, starting Ronaldinho would mean placing him on his preferred left side of a 4-3-3, while on the other hand the inclusion of Ibrahimovic and Pato or Robinho, increases the chances of failure against opponents of less quality but greater leg muscle. Thus the 1-1 home draw with Catania and a less than scintillating 1-0 home win over Genoa were born, along with an away draw at Lazio. In fairness, the latter is looking increasingly like a good result, with the Biancazzurri sitting atop the Serie A table. At the Olimpico, Allegri had fielded Kevin-Prince Boateng - whom one paper said had been "discovered" by Genoa this summer: guess his time in England did not count - as a right-sided forward in the 4-3-3, getting little in return on the attacking front, but providing the right flank with the kind of endeavour and muscle the side had been missing. Not by chance, perhaps, that game marked the return of Rino Gattuso, whose future at Milan had appeared so uncertain his agents had started entertaining offers in the summer. With Ambrosini's injury keeping him out, Gattuso has been an ever-present since, although he played on the left at Ajax when Mathieu Flamini took his place on the right. The captain's presence has also given the side a steelier look, in contrast with Clarence Seedorf and Andrea Pirlo's less noticeable ground-covering attitudes (San Siro regulars would probably use stronger words, though), but there was still something missing, and it all came to a head after the Ajax game. Ronaldinho had been left on the bench, inactive and unhappy, and Seedorf had complained that too many long balls had been played towards Ibrahimovic. In the next game, a 1-0 win at Parma, Allegri chose to go with the kind of 4-3-1-2 he was very successful with at Cagliari, with Seedorf and Gattuso flanking Pirlo and Ronaldinho as the trequartista, despite the coach's remark back in August that "Seedorf is a trequartista, Ronaldinho is not; I can go 4-3-3 with Ronie, 4-3-1-2 without him". The same formation was used in the 3-1 win over Chievo last Saturday - where it was less than convincing - and again at the Bernabeu to little effect. Real Madrid broke the game open with two bizarre goals in a minute within the first quarter of an hour, and this changed the complexion of the game as Milan, who had come out prepared to spray passes around, pull Real out of shape then hit quick balls to Ronaldinho and the front pair of Ibrahimovic and Pato, had to show more urgency, which they didn't. They had the better of possession for the remainder of the first half but only threatened a couple of times, notably when sharp off-the-ball movement created room for Seedorf to shoot disappointingly over the bar. Even then, Milan's high defence was beaten several times on the break, and the home side might have easily scored another couple on the break, with Daniele Bonera, in for the injured Thiago Silva, once making a desperate interception after letting Higuain through a badly executed offside trap. Ronaldinho, whose central position was also meant to speed up play on the left side, tried to move across the pitch to find a decent place to start with the ball, often shifting to the right when Seedorf had possession on the other side, in the hope that at least one of the deep-lying midfield pair of Xabi Alonso and Sami Khedira would leave his place and open up a two-on-two on the left, where Luca Antonini tried to support the Dutch midfielder while keeping a constant eye on Angel Di Maria. At times, with Milan trying to build from the back, Ibrahimovic and Pato would each pull as wide as a few yards from the sideline, perhaps hoping Ronaldinho would be able to receive the ball in a dynamic position and create in a less crowded area. It didn't work, though. Real Madrid may not yet look like last year's Inter - the finished product extraordinaire in terms of marrying graft with skills - but they clearly took advantage of whatever Milan were not doing well and looked much livelier and energetic throughout, which may again cause worrysome reflections on what the right combination in the Rossoneri midfield should be. Robinho's introduction on 72 minutes, greeted by the home crowd with a deafening round of boos and whistles and a few choice words from the ultras, changed little; Milan went to a 4-3-3 which later included Pippo Inzaghi, and despite the forward trio's constant changing of positions Iker Casillas was never really threatened. Robinho again displayed his disappointing tendency to go past an opponent in such a way as to allow the next one to easily intercept the ball, a trait he will have to shake off if he aims to become a permanent fixture in the side. Allegri's worried expression near the end told the story. He's sure to be criticised harshly for his side's display, this being the name of the game, but it would be unfair to put the blame, and the onus of quick revival, entirely on him. A stretch of important matches is coming up, though, including away to Napoli on Monday, home to Juventus on October 30 and the derby on November 14, and this is not the way the Rossoneri wanted their so-called month of truth to begin.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2452143315990214688?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2452143315990214688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2452143315990214688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/10/soccernet-martedi-19-ottobre.html' title='Soccernet, martedì 19 ottobre'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8750633281853668307</id><published>2010-10-22T09:31:00.003+01:00</published><updated>2010-10-22T09:51:10.977+01:00</updated><title type='text'>Copiare da se stessi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TMFPV2QavII/AAAAAAAAAoc/q9qNdyMW3Ds/s1600/IMG_0027.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TMFPV2QavII/AAAAAAAAAoc/q9qNdyMW3Ds/s200/IMG_0027.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5530789054147902594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;No, non è la nuova frontiera del giornalismo, quella che ho segnalato nel titolo. Semplicemente, ecco qui alcuni degli interventi che ho pubblicato, in questo periodo di scrittura oppressiva su altri fronti, sul blog del Guerin Sportivo, http://blog.guerinsportivo.it. Non che il mondo sentisse il bisogno di queste mie considerazioni, ma tant'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9 settembre&lt;br /&gt;Due partite e due vittorie per l’Inghilterra nelle qualificazioni agli  Europei del 2012. Come era prevedibile, già in gran parte dimenticata la  deludente spedizione mondiale, anche se le scorie, stavolta, hanno  intossicato l’atmosfera più a lungo del solito. Il motivo era ovvio: le  speranze di una permanenza prolungata ai Mondiali, quest’anno, erano  state superiori persino al 2006 quando si riteneva che la maturità del  gruppo fosse pressoché completa, e allora ecco qualche mugugno  all’apparire dell’immagine di Fabio Capello sullo schermo gigante a  Wembley per la gara contro la Bulgaria e qualche cartello di dissenso,  roba che all’allenatore italiano non fa nemmeno il solletico. Vero però  che verso di lui c’era stato un atteggiamento bifronte, ambiguo,  dominato dal facile senno di poi: prima delle grandi partite il suo  inglese non certo perfetto aveva suscitato quasi simpatia, mentre  nell’estate della digestione post-Sudafrica il balbettio è diventato  quasi una delle fonti dello scarso rendimento dei vari Rooney e Lampard.  Altro che banderuole, allora. Sta di fatto che dopo gli (eventuali)  Europei 2012 Capello lascerà e il suo successore avrà le grane di ogni  allenatore dell’Inghilterra, ovvero la necessità di conciliare  l’immagine brillante della Premier League con la realtà di calciatori  stanchi e spesso sopravvalutati. A proposito, uno di questi, stanco ma  non sopravvalutato, potrebbe faticare a tornare titolare: è Frank  Lampard, in cui assenza la coppia centrale Barry-Gerrard ha funzionato  molto bene.&lt;div class="post" id="post-9"&gt;&lt;div class="text"&gt;      &lt;/div&gt;Un editorialista americano, Gregg Easterbrook, capace di  scrivere con uguale brillantezza di football americano e di scienza, ha  coniato anni fa un termine gustoso per identificare gli allenatori  universitari che saltano da un college all’altro dopo avere sottolineato  ai loro giocatori l’importanza della fedeltà alla squadra: weasel  coaches, ove weasel (donnola) sta per persona viscida e inaffidabile. Il  calcio inglese di weasel coach ne ha qualcuno, ma cominciano ad  abbondare soprattutto i giocatori, e alla fine gli unici che ci  guadagnano qualcosa sono i procuratori, che di reputazione e buon gusto  in genere se ne fregano.&lt;span id="more-9"&gt;&lt;/span&gt; Che dire infatti di  quel che potrebbe accadere al Manchester City? Il mercato estivo non era  ancora finito e già Emmanuel Adebayor faceva capire di volersene andare  in cerca di migliori opportunità. Ma non era lo stesso Adebayor che  dodici mesi prima aveva praticamente costretto l’Arsenal a cederlo  perché si sentiva poco apprezzato? La ruota gira e chi cura gli  interessi del togolese dovrebbe saperlo: se appena iniziano le  difficoltà e arriva concorrenza vera cominci a pensare alla tua prossima  squadra, quanto ci vorrà prima che qualche potenziale acquirente per  una volta non pensi solo al grande nome da gettare nelle fauci dei  tifosi ma rifletta sull’opportunità di mettersi in rosa un giocatore che  alla prima perdita di spazio vorrà passare oltre?&lt;br /&gt;    &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;18 settembre&lt;br /&gt;Lasciamo stare che al giorno d’oggi non sia facile definire cosa si   intenda per calcio inglese: quella che si è vista oggi all’ora di   pranzo, tra Stoke City e West Ham United, è stata una partita per certi   versi vecchio stile. Specialmente da parte dei padroni di casa, noti   ormai dal rientro nella massima serie per il tipo di calcio diretto e   scarno che praticano. L’arrivo di Jermaine Pennant ha se non altro dato   ai Potters una maggiore varietà: finora, nel 4-4-2 di base quasi   costante, lo Stoke giocava alzando molto Matt Etherington sulla fascia   sinistra ma poco dalla parte opposta, per la mancanza di un’ala vera,   che ora c’è. Chiaro che devono tenere meglio la posizione gli altri,   quelli in mezzo. Ma a proposito: diverso il modo di stare in campo degli   Irons, che oggi hanno giocato quasi 4-3-3, con però Scott Parker   davanti alla difesa con maggior evidenza rispetto ad altre gare, e Brian   Noble+Valon Behrami lievemente più avanzati. Giocare palla a terra è  da  un paio di anni, già sotto Gianfranco Zola, la tendenza del West  Ham,  che però in tutte le altre partite è andato in svantaggio ed ha  presto  perso le posizioni e la calma nel tentativo di recuperare. Oggi  per la  prima volta avanti, poi il tentativo di addormentare il ritmo  passando  proprio per Parker, che pur se minuto è anche discreto nei  tackle,  grazie ad una tecnica corretta. I suoi passaggi non sempre  producono  forme geometriche perfette, ma hanno il vantaggio di sfoltire  zone  congestionate. Resta il mistero di cosa, infortuni a parte, gli  abbia  impedito di diventare un’alternativa valida per il centrocampo  della  nazionale: forse la ridotta dimensione fisica, chissà. Al Chelsea  non  aveva avuto spazio e continuità, ma al di là della cinica  esattezza  della definizione non è certo un “Chelsea reject” (scarto del  Chelsea)  come gli cantavano la scorsa settimana i tifosi dei Blues  all’Upton  Park. E’ anzi un giocatorino dall’ottimo piede, speranza  costante degli  Irons, che non per nulla si sono rifiutati di cederlo al  Tottenham, a  fine mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22 settembre&lt;br /&gt;Lo Stato Indipendente del Millwall, situato appena a sud del Tamigi, in  una Londra fortunatamente non contaminata da turisti e non qualche  straniero in cerca di emozioni, ha colpito ancora. Sabato, nel corso  dell’1-6 – massì – in casa contro il Watford, un tifoso dei Lions è  stato colto da improvvisa voglia di jogging ed ha deciso di farlo in  campo, usando come lepre Lloyd Doyley, laterale difens… ok, terzino  destro degli Hornets. Piombatigli addosso uno steward e l’immenso Neil  Harris, icona del club, è stato un altro tifoso del Millwall a sfogarsi  contro di lui nella maniera più degna, cercando di rovinarlo di botte.  Conclusione: l’invasore non potrà più mettere piede al New Den, ed è  giusto così, ma anche l’altro tifoso, quello che gli si è scagliato  contro, rischia una lunga squalifica e conseguenze penali. Perché non  aveva alcun titolo per scagliarsi sul collega, ed era pure lui entrato  in campo senza permesso. Considerando che alla fine non si è tratto di  nulla di drammatico, al New Den non si sono ancora viste le decine di  episodi bizzarri andati in scena al Den, ma per il semplice motivo che  lo stadio è attivo solo dal 1993 e comunque già dal maggio successivo  aveva visto un’invasione di campo con caccia all’uomo (del Derby County)  durante i playoff: su questo il tempo farà giustizia. Ma in questo  momento di confusione, un pensiero va comunque rivolto al Millwall come  squadra: un pareggio e due sconfitte di fila in casa, la seconda ieri in  Coppa di Lega contro l’Ipswich Town, hanno parzialmente rovinato un  bell’inizio di campionato, ma sarebbe osceno trarre giudizi adesso, dopo  un mese di stagione. Così come conta poco il nono posto ad un punto  dalla zona playoff, con 39 gare ancora da giocare: solo due anni fa il  club solo ad una giornata dalla fine si era salvato dalla caduta nella  quarta serie di Lega, ed ora è invece appena sotto la Premier League.  Vacche grasse, in confronto, anche quando perdi contro l’Ipswich.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23 settembre&lt;br /&gt;Facciamo così: aboliamo la Coppa di Lega? No, seriamente (forse). Dio  solo sa quanto MisterFootball sia attaccato alle tradizioni e a  quell’ambientazione particolare del calcio britannico che ne  rappresentano la vera identità, e certamente la &lt;strong&gt;Coppa di Lega&lt;/strong&gt;  è tra queste, ma intanto noi tradizionalisti non dobbiamo farci  fuorviare: quando nacque, nel 1960, per fornire ai club una scusa per  utilizzare l’innovazione delle luci artificiali per l’illuminazione  notturna, la LC venne vista come inutile perdita di tempo e molte  squadre anche di rango si rifiutarono di prendervi parte, e si noti che  non si poneva certo, all’epoca, il problema dell’eccesso di partite,  essendo in embrione o nulla la partecipazione alle coppe europee. Il  passare del tempo ha reso radicato nella tradizione ciò che a suo tempo  non lo era, e gli accigliati tromboni che nel 1960 fremerono di sdegno  alla novità guarderebbero con derisione, oggi, a noialtri che riteniamo  la League Cup un monumento intoccabile. Dunque, che fare, alla luce dei  risultati di ieri, l’altroieri e delle scorse edizioni? La League Cup  porta qualche utile, se non alle squadre che saltuariamente entrano in  una cronaca schizzata di storia, come ieri il Northampton Town? Se  schieri le riserve e perdi, risulta comunque una tua sconfitta e le  riserve non ne escono bene; se le schieri e vinci, nessuno ci fa caso,  salvo che tu non sia l’Arsenal il cui allenatore riesce sempre ad  incantare un numero sufficiente di giornalisti; se giochi con i titolari  e perdi apri una crisi, come quella del Liverpool ieri, crisi che tale  non dovrebbe essere, in un mondo serio, ma che viene creata da media  attentissimi a creare “casi” per poi sguazzarvici dentro; se con i  titolari vinci avanti la prossima avversaria. La storia e il rispetto  per i club cosiddetti minori, che poi sono minori per seguito e area  geografica – in attesa che risorga il Bristol City, che attendiamo in  Premier League non perché così non sia più meritevole di attenzione, ma  perché intascherebbe un po’ di soldini e rappresenterebbe una zona  inedita del paese – ma non per dignità, vuole che la coppa resti, perché  un avanzamento di 1-2 turni nel cuore della competizione può fornire  qualche sterlina molto utile, ma per il resto si cade sempre in una  delle quattro categorie di cui sopra. Poi, è chiaro: dalle semifinali in  poi lo spettacolo è reale, le partite verissime e giocate in  ambientazione che piace molto a chi guarda in tv (pieno inverno, freddo,  gelo) e magari un po’ meno a chi è allo stadio, e la finale è  un’apoteosi un po’ cialtrona e spesso memorabile, nonché utile per  lanciare qualche nuova reputazione, ma la sensazione di disagio che  avvertiamo in questa fase, in cui vengono celebrate come storiche  imprese realizzate in condizioni non normali, è ogni anno molto forte.  Un motivo per mantenere la Coppa però ci sarebbe: perché non piace ai  grandi club. Che si fanno già ampiamente i cavoli loro, e non meritano  ulteriori soddisfazioni. Però tenere in vita una manifestazione solo per  esultare, 2-3 volte l’anno, per il Mansfield Town o lo Scunthorpe  United, che Dio li conservi e li faccia prosperare, è un po’ troppo. Ah,  d’accordo, ce n’è un altro, di motivo per cui la Coppa dovrebbe  restare, almeno finché è sponsorizzata da quella marca di birra:  rallegrarci la giornata quando, inevitabilmente, nei programmi tv di  alcuni media verrà indicata come “&lt;strong&gt;Curling Cup&lt;/strong&gt;“, nella  convinzione, evidentemente, che si tratti di uno sport su ghiaccio cui  per motivi non chiari partecipano squadre di calcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 ottobre&lt;br /&gt;Copiare dai ricchissimi (di notizie) quotidiani britannici è  facilissimo, e lo fanno in tanti specialmente in settori giornalistici  non sportivi: basta rivoltare l’articolo, citare solo di passaggio (o  non citare proprio) il giornale cui ci si è “ispirati”, e magari mettere  all’inizio il nome della città di cui si parla (NEW YORK, MELBOURNE)  per propagare l’inganno e fingere di aver scritto da là. Ecco, piuttosto  che ingannare i lettori, Mister Football chiarisce subito: la notizia  di cui scriviamo il commento l’abbiamo letta questa mattina sul  Guardian, quotidiano oscenamente di parte quando non si occupa di  calcio, ma qui di calcio si parla, e non andiamo oltre. La notiziola di  oggi riguarda il Craven Cottage, lo stadio del Fulham che assieme al  Goodison Park dell’Everton rappresenta, tra gli impianti di Premier  League, l’esempio più mirabile di architettura conservata com’era ai  tempi eroici, perlomeno per quel che si è potuto fare. Il Guardian  infatti ha appreso che Mohamed Al-Fayed, proprietario del club, aveva  commissionato una statua di Michael Jackson da collocare nei locali di  Harrods, i grandi magazzini londinesi: a lavorazione avanzata però  Al-Fayed ha ceduto Harrods ad un gruppo composto in maggioranza da  membri della famiglia reale del Qatar, intascando tra l’altro 1,7  miliardi di euro, e dunque il simulacro non avrebbe più avuto una casa –  fermo restando che gli interni di Harrods, parte dell’iconografia  londinese, erano già abbastanza pacchiani così com’erano. Ecco allora  l’idea di collocarlo al Craven Cottage, al quale Jackson è legato più di  quanto non si pensi: nel 1999 Al-Fayed infatti lo invitò in occasione  di Fulham-Wigan Athletic, facendogli fare un giro del campo tra gli  applausi divertiti e perplessi dei tifosi, che non comprendevano cosa ci  facesse lì, in uno stadio allora di seconda serie, un’icona mondiale.  L’idea però aveva atterrito quasi tutti i dipendenti del Fulham, e per  fortuna loro, oltre che del decori, MJ finirà probabilmente per adornare  un luogo più atto, l’arena 02. Meno male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 ottobre&lt;br /&gt;A dirla tutta, a Mister Football le ricorrenze non fanno né caldo né  freddo. Nemmeno festeggeremmo il compleanno, se non ci fosse qualcuno  che ci costringe ogni volta a farlo. Per cui che il Millwall oggi (…)  compia 125 o 124 anni per noi è indifferente. Meno, lo è, per il club  stesso, che ha dichiarato la gara delle 16 contro il Burnley come  celebrazione dei 125 anni, con tanto di maglia speciale – impressi, i  nomi dei giocatori del passato – e invito al pubblico a recarsi al Den  indossando i flat cap (le coppole, che i più poveri di immaginazione  ricorderanno in testa ad Andy Capp, il personaggio dei fumetti) e  vestendo maglie vecchie per ricreare un’atmosfera antica. Antica quanto,  però? La simpatica operazione retrò mescola infatti elementi diversi:  nella lunga epoca dei flat cap il resto dell’abbigliamento consisteva in  giacche, a volte cravatte, panciotto e pantaloni coordinati con la  giacca, mentre portare le maglie sopra i jeans è roba degli ultimi 15  anni, se si considera che nell’era del peggior teppismo gli hooligans,  non solo quelli del Millwall, avevano modi di vestire casual del tutto  svincolati dalla presenza di maglie/replica, ed anzi ispirati, a seconda  di tempi e luoghi, a marche di abbigliamento ben precise. Dunque tra  pochi minuti al Den ci sarà una simpatica iniziativa di marketing  contrassegnata però da una miscela parecchio eterogenea di stili. Chi  avrà qualcosa da ridire? Nessuno, probabilmente. Di questi tempi va  sempre bene tutto, a quanto pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 ottobre&lt;br /&gt;Bella pagina di Massimo Basile, ieri, sul Corriere dello Sport-Stadio.  Argomento: le presenze medie negli stadi dei quattro maggiori campionati  europei, e ciò che le influenza. Viene citato un aspetto cruciale, che  non poteva ovviamente essere esteso nell’analisi del CDS ma che oggi  intendiamo ribadire nella sede più adatta, scusandoci per la lunga  assenza dal blog. E’, prevedibilmente, l’aspetto televisivo. Si è  parlato spesso di introiti derivanti dai contratti tv, in questi anni, e  in alcuni casi addetti ai lavori hanno lamentato le diversità di  trattamento dei club italiani rispetto a quelli inglesi, ma c’è un  particolare fondamentale che viene taciuto, consapevolmente, proprio da  chi propugna un aumento delle entrate. Ed è questo, che fa tutta la  differenza possibile: posto che le ore 15 del sabato sono in Inghilterra  quel che da noi sono le 15 della domenica, ovvero l’orario d’inizio  della maggioranza delle partite, in Inghilterra in quel momento uno  spettatore che sia abbonato a tutti i canali possibili vede in diretta  Tv esattamente… zero partite di Premier League, mentre un abbonato  italiano alle 15 della domenica può vedere tutte le gare di Serie A (e  su più di una piattaforma), una per una ma anche nel canale che propone i  gol appena segnati. Nel primo caso, a meno che non si ricorra a  streaming online pirata o alla ricerca, per passaparola, di pub che  carpiscano illegalmente il segnale da una televisione straniera (e ci  sono varie cause in corso, vertenze cui la Premier League dedica  giustamente molte energie), chi vuole vedere una partita in diretta può  solo andare allo stadio; da noi, può comodamente – o scomodamente, anzi è  la maggior parte dei casi per chi ha famiglia – starsene a casa a  contribuire alle distese di posti vuoti che si vedono, pietosamente,  nelle riprese Tv. Fa differenza? Sì. Infinita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19 ottobre&lt;br /&gt;Massì, Mister Football per una sera ha sbagliato strada ed è al Santiago  Bernabeu, perché… beh, perché si gioca una partita di calcio importante  e non vogliamo fare sempre gli schizzinosi. E’ decisamente uno stacco  tale, dall’ambiente inglese, che ci si può persino rilassare: tifo a  tamburi a noi sgradito, orride vuvuzelas prima della partita, ma è  calcio, e di alto livello, perlomeno nei nomi. Quel che ci ha colpito,  nel pre-partita e durante la partita stessa, è il clima: presentata con  toni epici, un esame (?) per il Milan, un test di ammissione al circuito  dei grandi per il suo allenatore, una sorta di collaudo per  Ibrahimovic, Ronaldinho e Robinho (prevedibilmente fischiatissimi), la  gara si è svolta in un’atmosfera che non siamo mai riusciti a sentire  come tesa. Stessa sensazione vissuta sempre qui nel maggio scorso per la  finale di Champions League, e allora viene quasi da pensare che siano  l’enormità e la maestosità del Bernabeu a diluire, anziché amplificare, i  suoni materiali e quelli dello spirito, tranne che al momento della  sostituzione di Ronaldinho con Robinho, quando l’intensità sonora dei  fischi destinati ad entrambi è stata assordante. O forse siamo abituati  troppo bene. Curiosità di qualche italiano per il numero esiguo di – con  licenza parlando – ultras del Real Madrid, ma non è che nelle altre  gare per così dire normali siano di più: occupano un terzo della “curva”  sul lato sinistro rispetto alle telecamere, ed è il solito posto con il  solito numero di presenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8750633281853668307?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8750633281853668307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8750633281853668307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/10/copiare-da-se-stessi.html' title='Copiare da se stessi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TMFPV2QavII/AAAAAAAAAoc/q9qNdyMW3Ds/s72-c/IMG_0027.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2219625939860637901</id><published>2010-09-09T09:09:00.004+01:00</published><updated>2010-09-09T09:13:39.523+01:00</updated><title type='text'>La giusta protesta degli Hogs</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TIiXJgB10iI/AAAAAAAAAoM/wI--7rGbhOQ/s1600/Libreria+-+3545.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TIiXJgB10iI/AAAAAAAAAoM/wI--7rGbhOQ/s200/Libreria+-+3545.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514823933187445282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come dicono quelli che sanno scrivere, riceviamo e volentieri (altrimenti bastava non farlo) pubblichiamo:&lt;br /&gt;"75 ragazzi in campo con una età che vai dai 14 ai 21 anni….ma il campo non c’è.&lt;br /&gt;La Provincia, la Fondazione dello Sport e il comune non sono riusciti a trovare un campo sul territorio comunale che possa essere utilizzato tre sere alla settimana dagli HOGS REGGIO EMILIA&lt;br /&gt;Per chi non lo sapesse gli Hogs giocano sì a football…ma a football americano con casco e spalliera, e per loro non c’è posto sui mille impianti sportivi cittadini.&lt;br /&gt;Perché? Beh la scusa principale che viene data è che il manto erboso viene rovinato da questo gioco. Peccato che da anni le partite vengano disputate dal team senior sul suolo del Torelli di Scandiano e che questo sia rinomato per l’erba sempre perfetta!&lt;br /&gt;Allora cosa c’è che non va in questa società sportiva? Avere più di 180 tesserati non importa? Avere vinto nel 2007 il titolo nazionale under 21, nel 2008 quello senior, non importa?&lt;br /&gt;Cosa deve avere una società sportiva in Italia per essere degnata di attenzione? Forse solo giocare con una palla tonda e non ovale?&lt;br /&gt;Bene, signori della Provincia, della fondazione, del comune, venite voi a dire ai ragazzi che ho davanti a me stasera ad allenamento che da domani non hanno dove andare a giocare perché hanno sbagliato palla.&lt;br /&gt;Io sono troppo delusa dalle belle istituzioni reggiane per riuscire a farlo".&lt;br /&gt;Manuela Pellegrini&lt;br /&gt;Manager Settore Giovanile&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2219625939860637901?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2219625939860637901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2219625939860637901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/09/la-giusta-protesta-degli-hogs.html' title='La giusta protesta degli Hogs'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TIiXJgB10iI/AAAAAAAAAoM/wI--7rGbhOQ/s72-c/Libreria+-+3545.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6705084051246918029</id><published>2010-09-01T07:34:00.005+01:00</published><updated>2010-09-01T08:12:25.291+01:00</updated><title type='text'>Pazienza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TH38gRNy6qI/AAAAAAAAAoE/oxU7lUclW9M/s1600/DSCN9172.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TH38gRNy6qI/AAAAAAAAAoE/oxU7lUclW9M/s200/DSCN9172.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5511839150278634146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi piace lavorare. Non scherzo: l'estate 2010 mi ha confermato quel che sentivo già da anni, ovvero che non ho più alcuna voglia di fare quelle che normalmente vengono definite vacanze. Sette giorni al mare con l'obbligo (?) di correre in spiaggia appena puoi perché devi (?) abbronzarti in quel limitato arco di tempo, weekend in città che percorri in lungo e in largo vedendo molto senza capire o assorbire nulla della loro reale identità, frenetici giri di una settimana in un paese straniero solo per dire di esserci stato, ma senza averci capito nulla, specialmente se sei costretto a fare un tour organizzato che è, in genere, l'antitesi della conoscenza e l'apoteosi della superficialità da "pomeriggio libero per eventuali escursioni"? No, grazie. Preferisco lavorare. Certo però non nel modo in cui ho lavorato dal, diciamo, 2002 a pochi mesi fa. Cioé male, come in un articolificio dove contava produrre molto e in tempo piuttosto che produrre bene, e non per nulla chi mi conosce sa che proprio da quel 2002 mi ha preso la nausea di un aspetto particolare del lavoro. Che speravo - sbagliandomi clamorosamente, proprio come mi aveva predetto un collega più smaliziato di me - di avere abbandonato con il passaggio a direttore (senza portafoglio...) della rivista di basket americano, e nel quale purtroppo ora, e per un po', sono ricascato. Non è la fine del mondo, sia chiaro, ma è un ingolfamento di impegni scrittorii che mi sta impedendo, e mi impedirà per qualche tempo, di aggiornare questo blog. La pazienza del titolo è quella che chiedo a chi, benevolmente, ogni tanto gli dedica qualche minuto. Il mondo va avanti lo stesso, no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6705084051246918029?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6705084051246918029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6705084051246918029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/09/pazienza.html' title='Pazienza'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TH38gRNy6qI/AAAAAAAAAoE/oxU7lUclW9M/s72-c/DSCN9172.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7777124628387362466</id><published>2010-08-17T19:34:00.003+01:00</published><updated>2010-08-17T19:41:29.271+01:00</updated><title type='text'>Ego sum</title><content type='html'>Un editorialista abbastanza famoso (che non leggo mai, perché stufo di certi scorci e deluso dai retroscena raccontatimi da suoi conoscenti) nei giorni scorsi è riuscito a parlare di sé anche commemorando una persona appena deceduta. Quando un continente scomparirà, inghiottito dalle acque, rammenterà forse di quella volta che sotto casa sua si aprì una voragine nel terreno. Lui, insomma, c'era. C'è sempre. Noi poveri mortali non possiamo che imitare, miseramente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7777124628387362466?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7777124628387362466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7777124628387362466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/08/ego-sum.html' title='Ego sum'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-481772373172524039</id><published>2010-08-17T09:59:00.004+01:00</published><updated>2010-08-19T23:01:13.383+01:00</updated><title type='text'>Se potessi avere... 250 lire alla settimana?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGpkMwL63-I/AAAAAAAAAn8/rR2rp9nTkWs/s1600/LIRA+Mille+lire+al+mese.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 124px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGpkMwL63-I/AAAAAAAAAn8/rR2rp9nTkWs/s200/LIRA+Mille+lire+al+mese.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506323664669958114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Torno su un argomento a me caro, che tocca il giornalismo e spesso anche lo sport e dunque non è del tutto estraneo alla ragion d'essere di questo sito: quello delle traduzioni, e ancor più degli adattamenti all'Italia di notizie provenienti dall'estero. Ci risiamo, sì, immagino gli sbuffi. Ma è, come sempre, questione di cultura, di conoscenza, di professionalità, di rispetto. Lo spunto questa volta mi viene dalla constatazione che le frequentissime traduzioni quasi letterali di articoli stranieri sono spesso fatte con tale ristrettezza di vedute da risultare sconfortanti. Oggi su numerosi media compare la notizia, invero patetica, della situazione economica preoccupante di Lynne Beckham, sorella di David. Si apprende che la Beckham ha richiesto un sussidio pubblico di circa 200 euro la settimana. La mia domanda è questa: se vi chiedono quanto guadagnate o quanto prende di pensione un anziano a voi vicino, voi cosa rispondete? Indicando la cifra "a settimana", o non piuttosto al mese? Al mese, giusto?  "Prendo 1200 euro al mese". "Mio nonno tira avanti con 500 euro di pensione" (sottinteso, al mese). Del resto, c'era anche la canzoncina di un secolo fa che recitava proprio "se potessi avere/mille lire al mese", unità temporale standard di misura. E allora perché ogni volta che leggiamo pezzi "ispirati" al mondo anglosassone ci vediamo riportare cifre ALLA SETTIMANA? Non solo il sussidio della Beckham, ma anche lo stipendio dei calciatori: se lassù utilizzano come parametro la settimana, tradizione se non erro derivante dalla cadenza di pagamento degli operai, perché mai da noi in pochissimi fanno lo sforzo non solo di pappagallare, ma anche di adattare? Se ci viene detto che un calciatore del Fulham viene in Italia perché ha chiesto "80.000 sterline alla settimana" che gli sono state rifiutate, perché non fare il passettino in più e dire "400.000 euro al mese", che danno alla persona comune il senso più immediato e lacerante della realtà, e della differenza tra la propria retribuzione e quella di personaggi del genere? Già, perché? Perché costa fatica, ecco perché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-481772373172524039?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/481772373172524039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/481772373172524039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/08/se-potessi-avere-250-lire-alla.html' title='Se potessi avere... 250 lire alla settimana?'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGpkMwL63-I/AAAAAAAAAn8/rR2rp9nTkWs/s72-c/LIRA+Mille+lire+al+mese.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1683835381034393976</id><published>2010-08-10T18:23:00.002+01:00</published><updated>2010-08-10T18:43:06.397+01:00</updated><title type='text'>Galleria fotografica estemporanea</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNZdNj93I/AAAAAAAAAn0/r0QGz55lRsE/s1600/DSCN9476_2.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNZdNj93I/AAAAAAAAAn0/r0QGz55lRsE/s200/DSCN9476_2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503835688101214066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNY-S-vGI/AAAAAAAAAns/9gyVKqzxp8w/s1600/DSCN9460_2.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNY-S-vGI/AAAAAAAAAns/9gyVKqzxp8w/s200/DSCN9460_2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503835679802440802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNYBBlhVI/AAAAAAAAAnk/t3xCsJ_hJ7Y/s1600/DSCN9354.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNYBBlhVI/AAAAAAAAAnk/t3xCsJ_hJ7Y/s200/DSCN9354.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503835663354922322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNXhUyIII/AAAAAAAAAnc/q9UyOvor8XM/s1600/DSCN9338.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNXhUyIII/AAAAAAAAAnc/q9UyOvor8XM/s200/DSCN9338.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503835654845505666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNW1h9z-I/AAAAAAAAAnU/yMRFEeEoyCs/s1600/DSCN9280.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNW1h9z-I/AAAAAAAAAnU/yMRFEeEoyCs/s200/DSCN9280.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5503835643089637346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1683835381034393976?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1683835381034393976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1683835381034393976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/08/galleria-fotografica-estemporanea.html' title='Galleria fotografica estemporanea'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TGGNZdNj93I/AAAAAAAAAn0/r0QGz55lRsE/s72-c/DSCN9476_2.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6527948316649907339</id><published>2010-07-25T16:44:00.002+01:00</published><updated>2010-07-25T16:46:57.963+01:00</updated><title type='text'>Santonio? Mai sentito</title><content type='html'>Secondo il Pittsburgh Post-Gazette, ecco l'elenco di ciò che è vietato al training camp dei Pittsburgh Steelers a Latrobe, Pennsylvania: alcohol, drugs, whistles, nudity (unless tastefully done), video cameras (taking video on cell phones is discouraged but hard to stop), profanity, stalkers, graffiti, pets, pests, Baltimore Ravens scouts, hovering helicopters and hot-air balloons, Santonio Holmes and Bob Ligashesky.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6527948316649907339?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6527948316649907339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6527948316649907339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/santonio-mai-sentito.html' title='Santonio? Mai sentito'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-3564601633371043022</id><published>2010-07-25T09:13:00.003+01:00</published><updated>2010-07-25T09:15:02.936+01:00</updated><title type='text'>Andy Barron si ritira</title><content type='html'>Dall'&lt;a href="http://www.independent.co.uk/sport/football/news-and-comment/outside-the-box-barron-enjoys-four-minutes--of-fame-then-calls-it-quits-2034858.html"&gt;Independent on Sunday&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;Barron enjoys four minutes of fame then calls it quits&lt;br /&gt;By Phil Shaw&lt;br /&gt;Sunday, 25 July 2010&lt;br /&gt;In future, to paraphrase Andy Warhol's maxim, Andy Barron will be famous for four minutes. That was how long he spent on the pitch during the World Cup, though the fact that the New Zealand midfielder was the sole amateur in the 32 squads and also an investment consultant, ensured his cameo against Italy made news around the planet.&lt;br /&gt;Now, having achieved the impossible – a banker getting a good press – Barron has retired from football. The 29-year-old feels he owes it to his employer, the Westpac Banking Corp in Wellington, to focus on his £1bn investment portfolio. Even in South Africa, he admits, he was monitoring clients' funds. Having started out at Petone FC in Wellington, aged five, he went on to play in the US for Minnesota Thunder and Northern Ireland with Lisburn Distillery, realigning himself with Petone before deciding to quit. And to remind him of when he took a break from trying to make millions to rub shoulders with those who already do, he'll always have his framed Azzurri top. A swift transaction with Gianluca Zambrotta saw to that. Bankers? They'll have the shirt off your back.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-3564601633371043022?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3564601633371043022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3564601633371043022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/andy-barron-si-ritira.html' title='Andy Barron si ritira'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7547094648348521166</id><published>2010-07-20T08:27:00.002+01:00</published><updated>2010-07-20T08:35:09.097+01:00</updated><title type='text'>Gli Spurs vietano le vuvuzelas</title><content type='html'>Dal Guardian:&lt;br /&gt;Tottenham Hotspur have become the first Premier League club to ban vuvuzelas from their ground. A number of Football League sides have already barred the controversial instruments from their stadiums and Spurs have now followed suit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spurs said in a statement on their website: "Following discussions with the police and representatives from the local licensing authorities, the club will not be permitting vuvuzelas or similar instruments into White Hart Lane on match days.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"We are concerned that the presence of the instruments within the stadium pose unnecessary risks to public safety and could impact on the ability of all supporters to hear any emergency safety announcements.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"We are very proud of the fantastic atmosphere that our supporters produce organically at White Hart Lane and we are all very much looking forward to this continuing into the forthcoming season."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola più bella di tutto l'articolo è "organically", e spiega anche uno dei principali motivi per cui, ad istinto, fin da pre-adolescente ho preferito di gran lunga l'ambiente del calcio inglese a quello del calcio italiano. In poche parole, e magari generalizzando un po': in Italia, allo stadio come nella vita pubblica, si copre la mancanza di sostanza con l'esteriorità delle manifestazioni del tifo. Fare rumore con tamburi e trombe ad aria compressa e fare colore con fumogeni e striscioni colpisce infatti al primo sguardo o ascolto, ma dietro a quei fenomeni esteriori c'è poco più del nulla; molto più impegnativo, molto più indicativo di partecipazione vera, è cantare e accompagnare i cori con il battito delle mani, come è sempre avvenuto in Gran Bretagna. Dunque: lassù zero striscioni, zero fumogeni, zero tamburi (anche se negli ultimi anni qualcuno, purtroppo, ne ha introdotti), ma la sostanza vera di canti e sciarpe, che richiedono uno sforzo individuale per creare uno scenario gradevole, al contrario di uno striscione grande come una curva, che può essere stato preparato da dieci persone (e magari pagato dal club o dallo sponsor, pratica sconosciuta nel Regno Unito). Un tifo prodotto "organically", non artificialmente, come invece accade con tamburi o vuvuzelas. Bravi, dunque, al Tottenham.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7547094648348521166?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7547094648348521166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7547094648348521166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/gli-spurs-vietano-le-vuvuzelas.html' title='Gli Spurs vietano le vuvuzelas'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6402511114981737130</id><published>2010-07-16T23:16:00.003+01:00</published><updated>2010-07-16T23:22:33.739+01:00</updated><title type='text'>Via!</title><content type='html'>Consiglio agli insegnanti di inglese che in questo periodo stanno lavorando ai corsi di lingue: eliminare dalla serie di traduzioni appropriate di "can" il significato "riuscire a" ("can you see me?" "riesci a vedermi?"). Spieghereste ai vostri allievi un delicato aspetto della traduzione, e fareste bene, ma al di fuori delle aule hanno vinto ormai l'ignoranza e la faciloneria, ovvero la consuetudine di tradurre con il primo significato che passa per la testa. Per cui siamo, fisso, al "puoi vedermi?", che non è italiano corretto, anche se formalmente lo sembra. Le colpe di pochi, che però traducono (?) film e serie televisive, ricadono sui molti che cercano di lavorare bene, come appunto gli insegnanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6402511114981737130?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6402511114981737130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6402511114981737130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/via.html' title='Via!'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2668751168237084631</id><published>2010-07-08T19:12:00.003+01:00</published><updated>2010-07-08T22:18:03.894+01:00</updated><title type='text'>E il Livorno?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TDYVw3ZC1BI/AAAAAAAAAnM/LCflRjWihNs/s1600/email_02.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 172px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TDYVw3ZC1BI/AAAAAAAAAnM/LCflRjWihNs/s200/email_02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491600724871795730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;D'accordo che lo sponsor tecnico è italiano, ma il mistero resta: perché i giocatori del West Ham United nel pubblicizzare la nuova (?) seconda maglia sono a tavola sotto i gagliardetti di Fiorentina e Pisa? Decisamente non italo-mediterranea pare, invece, la dieta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2668751168237084631?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2668751168237084631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2668751168237084631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/e-il-livorno.html' title='E il Livorno?'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TDYVw3ZC1BI/AAAAAAAAAnM/LCflRjWihNs/s72-c/email_02.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7179254815071504386</id><published>2010-07-06T09:58:00.001+01:00</published><updated>2010-07-06T10:00:03.137+01:00</updated><title type='text'>Riforma scolastica urgente</title><content type='html'>Da un quotidiano, a proposito di una atleta italiana di una certa notorietà: «risponde con grande leggerezza a chi gli fa notare». GLI, riferito ad una donna. Molto bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7179254815071504386?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7179254815071504386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7179254815071504386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/riforma-scolastica-urgente.html' title='Riforma scolastica urgente'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8081492482934328846</id><published>2010-07-05T10:38:00.003+01:00</published><updated>2010-07-05T11:11:02.888+01:00</updated><title type='text'>Ambiguità</title><content type='html'>Le "due donne", Karen Sorensen e Brendan Evans, che secondo alcuni siti web italiani sono state arrestate in Sudafrica per bagarinaggio sono in realtà una donna (Karen) e un uomo. Come al solito, tradurre senza pensare, o senza conoscere la cultura e la società del mondo da cui si traduce, provoca danni. In inglese Brenda è nome di donna, Brendan no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8081492482934328846?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8081492482934328846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8081492482934328846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/ambiguita.html' title='Ambiguità'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5491628380128854559</id><published>2010-07-04T16:05:00.005+01:00</published><updated>2010-07-04T16:20:03.128+01:00</updated><title type='text'>Colpi di sole</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TDCjrH1xmAI/AAAAAAAAAnE/Dx0YEPyJQQg/s1600/Immagine+1.png"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 186px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TDCjrH1xmAI/AAAAAAAAAnE/Dx0YEPyJQQg/s200/Immagine+1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490067906998933506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In rete ormai da ore, su vari siti di informazione, la notizia dell'attribuzione a John Madden, regista di Shakespeare in Love, di uno dei tanti premi estivi inutili se non sospetti. La foto però è quella di John Madden ex telecronista NFL e coach degli Oakland Raiders, con i quali ha vinto anche un Super Bowl. Che con Shakespeare non c'entra nulla. A meno che non abbia un giorno commentato le imprese di Stanley Shakespeare, ricevitore dei Miami Hurricanes campioni NCAA della stagione 1983, dopo il fenomenale Orange Bowl in cui Kenny Calhoun, se la memoria non mi lascia a piedi, impedì con un tuffo una trasformazione da 2 di Nebraska, dando a The U la vittoria 31-30.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5491628380128854559?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5491628380128854559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5491628380128854559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/colpi-di-sole.html' title='Colpi di sole'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TDCjrH1xmAI/AAAAAAAAAnE/Dx0YEPyJQQg/s72-c/Immagine+1.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1267768365711841493</id><published>2010-07-01T06:20:00.004+01:00</published><updated>2010-07-01T06:52:25.627+01:00</updated><title type='text'>La posta del cuore</title><content type='html'>Quando non c'è nulla di edificante da scrivere sarebbe buona regola non scrivere nulla. Norma quasi sempre inapplicabile (i quotidiani sportivi ad esempio in luglio e agosto, quando tre quarti del contenuto è costituito di voci di mercato e inutili dichiarazioni di intenti di giocatori e allenatori, uscirebbero con un quartino) ma che a proposito della rubrica delle lettere ho seguito nei mesi in cui ho gestito una rivista: pochissime, tra email e lettere che arrivavano, erano sufficientemente interessanti da meritare pubblicazione e risposta, e dunque quando non c'era materiale non le pubblicavo. Mi cadevano poi le braccia quando qualcuno mi chiedeva come mai la rubrica non fosse presente in ogni numero: in privato, rispondevo dicendo semplicemente la verità, ovvero che una rubrica ha bisogno di argomenti seri, utili al resto dei lettori, e che mai mi sarei piegato alla pessima norma, purtroppo molto in uso, di pubblicare false lettere su argomenti spinosi - quasi sempre personali - che ti permettano di dire quel che normalmente non potresti dire. Perché non puoi mica non rispondere ad una lettera così diretta, no?&lt;br /&gt;Chi invece si ostina a pubblicare lettere ogni giorno lo fa, credo, turandosi il naso, di fronte a scempi che andrebbero evitati per non incoraggiare emulatori di vario tipo. La categoria peggiore, secondo me, è quella di chi evidentemente nella vita ha così poca varietà e ricchezza da potersi permettere il tempo di... fare il mercato (e già questo...) della squadra per cui fa il tifo: l'altro giorno un quotidiano, certo malvolentieri, ha pubblicato la missiva di un tizio che consigliava al Napoli l'acquisto di Mexes, Mantovani, Sissoko, Cristiano Zanetti, Pazzini, Fred, scusandosi pure con il club perché in effetti rappresenterebbero una spesa consistente. Certo: i dirigenti del Napoli non vedevano l'ora che qualcuno, senza conoscere i mille retroscena spesso orridi delle trattative, scrivesse la sua formazione ideale su un foglietto e, tutto fiero, la inviasse a destra e manca. Altra lettera da far cadere le braccia? Quel tizio secondo il quale Joseph Blatter, della FIFA, avrebbe dovuto chiedere scusa non solo a Inghilterra e Messico ma anche all'Italia (?) perché "forse anche l'Italia nel suo piccolo ha subito delle sviste... Anche l'Italia meritava un minimo di considerazione, in fondo siamo pur sempre i campioni uscenti". Da brividi. Da scappare di redazione urlando. O da restarci deglutendo, e pubblicando lo stesso, a malincuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1267768365711841493?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1267768365711841493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1267768365711841493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/07/la-posta-del-cuore.html' title='La posta del cuore'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6569099875839548223</id><published>2010-06-30T17:45:00.004+01:00</published><updated>2010-06-30T19:58:14.859+01:00</updated><title type='text'>No comment</title><content type='html'>Comunicato arrivatomi per email: &lt;span style=";font-family:verdana,arial,helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;Tonight's World Press Nite reception at the Sandton Convention Centre in  Johannesburg will have a touch of glamour with a penalty shootout  contested between the Miss World contestants representing the quarter  finalists in the 2010 Football World Cup&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6569099875839548223?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6569099875839548223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6569099875839548223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/precipizio.html' title='No comment'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7921523234991835334</id><published>2010-06-23T17:03:00.004+01:00</published><updated>2010-06-23T17:08:05.357+01:00</updated><title type='text'>U-S-A</title><content type='html'>Grande giornata per il calcio (soccer!) americano. Ancora migliore perché coronata dalla vittoria su una squadra isterica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7921523234991835334?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7921523234991835334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7921523234991835334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/u-s.html' title='U-S-A'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5348063751822216392</id><published>2010-06-23T08:40:00.004+01:00</published><updated>2010-06-23T09:54:56.009+01:00</updated><title type='text'>Retoricamente parlando</title><content type='html'>Per quanto conta il mio parere, cioé per uno, dunque non più né meno di altri, sono da sempre un grande sostenitore dell'editoria locale. Nel mio mondo ideale, gli italiani al mattino comprerebbero un grande quotidiano nazionale, un bel quotidiano locale e... nessun quotidiano sportivo (questo però è un altro discorso), e seguirebbero un tg nazionale ed un tg locale. Tutto ciò è impossibile, perchè purtroppo mancano, da sempre, i fondi per creare e sostenere editoria locale di qualità costante; o meglio, i soldi ci sono, qua e là e saltuariamente, ma non finiscono quasi mai a chi deve fornirla, la qualità.&lt;br /&gt;Un'editoria locale forte, ovvero con fondi e dunque stipendi adeguati, potrebbe divenire qualitativamente più consistente per un motivo molto semplice: a meno che i proprietari della testata non siano potentati con interessi da perseguire e proteggere, come invece avviene quasi sempre a livello nazionale e locale, avere le spalle coperte vorrebbe dire maggiore libertà di espressione. Non è mia competenza, qui, affrontare temi politici o sociali. Mi limito allo sport. Settore nel quale l'editoria locale soffre per i costanti condizionamenti ambientali che rendono difficile il lavoro e costringono a riporre il buon senso in un angolino. Un fattore evidente soprattutto quando si parla di tifo e tifoserie. Ho già scritto da qualche parte che non mi sarei sorpreso se a Bologna qualche sconsiderato avesse tirato un sasso ad un esponente della famiglia Menarini, che aveva la maggioranza delle azioni del Bologna fino a poche ore fa (in realtà la cessione non è ancora avvenuta): evidenti e nette le colpe dei Menarini su molti fronti, prima tra tutte la relazione con Luciano Moggi che da sola squalificherebbe qualsiasi presidente di club sul piano etico prima ancora che regolamentare, ma la campagna di stampa contro di loro era stata così forte e così martellante e così "facile" da avermi fatto preoccupare per la loro incolumità (e si badi che dei Menarini o di chiunque altro mi frega meno di zero, mai visti né conosciuti e anzi l'uso costante e ruffiano da parte dei media dell'espressione "lady Menarini" mi aveva irritato parecchio). Il concetto per cui "Bologna e i bolognesi meritano di più" è parte di quella boscaglia di luoghi comuni espressi senza riflessione che infesta l'editoria locale: chi stabilisce cosa meritano Bologna o i bolognesi, e quali sono i criteri? A parte il fatto che terminerà la vita sulla Terra prima che qualcuno scriva di una città che "non merita una squadra all'altezza", non è un po' ruffiano fare affermazioni come quelle, anche se con intento positivo (i tifosi del Bologna, come quelli del 90% delle altre squadre di vertice, sono purtroppo condannati a sapere che MAI, nel tempo della loro vita, la squadra potrà vincere lo scudetto)? Ruffiano ma inevitabile: perché chi in ambito locale muove una qualsiasi critica ragionevole ai tifosi si trova presto la macchina graffiata o le gomme tagliate, o peggio. Il che dà validità, ancora una volta, a Fabio Capello e alla sua «il calcio italiano è in mano agli ultras». E' vero. Succede ovunque, accade ovunque che piccoli ricatti locali condizionino gli eventi e le relazioni di un club, e succede anche nella regione che, sempre a proposito di insensati luoghi comuni derivanti da evidente senso di autoreferenzialità benevola, si appiccica addosso la reputazione di "civile". E invece gli episodi di inciviltà e di pressione indebita sono tanti, ma non restano mai depositati nella memoria collettiva di chi deve dare giudizi. L'ultimo è di ieri: nella complessa e intricata vicenda del possibile cambio di proprietà del Modena, l'attuale azionista di maggioranza è stato messo in contatto con un potenziale acquirente, che si era tirato indietro, dai... tifosi: che dopo avere tirato bombe carta all'abitazione del presidente hanno fatto il numero del candidato a sostituirlo e glielo hanno passato. E guai a chi dovesse scrivere o dire che è una procedura allucinante: in molti vorrebbero farlo, almeno spero, ma nessuno osa. Perché nessuna persona con un minimo di buon senso potrebbe mai voler correre rischi per un pezzo che gli verrà pagato 10 euro con fattura a 90 giorni e magari con la frase para-mafiosa "e se non ti va bene abbiamo qui fuori la fila di gente che scriverebbe anche gratis". E allora si torna al discorso iniziale, ovvero dell'auspicio di un'editoria locale forte sul piano economico, sia sugli stipendi sia sulla solidità a lungo termine. Più che un discorso, però, un'utopia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5348063751822216392?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5348063751822216392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5348063751822216392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/retoricamente-parlando.html' title='Retoricamente parlando'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-1246580210459315573</id><published>2010-06-20T11:25:00.001+01:00</published><updated>2010-06-20T11:27:10.399+01:00</updated><title type='text'>Il bombardamento inizia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TB3s7r9JJQI/AAAAAAAAAm8/SXWQrDRANqQ/s1600/MZ21918_20100628_Mag_Wall.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 165px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TB3s7r9JJQI/AAAAAAAAAm8/SXWQrDRANqQ/s200/MZ21918_20100628_Mag_Wall.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484800431362745602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;John Wall, prossimamente. E ora&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-1246580210459315573?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1246580210459315573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/1246580210459315573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/il-bombardamento-inizia.html' title='Il bombardamento inizia'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TB3s7r9JJQI/AAAAAAAAAm8/SXWQrDRANqQ/s72-c/MZ21918_20100628_Mag_Wall.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-3135531856480620706</id><published>2010-06-16T21:33:00.002+01:00</published><updated>2010-06-16T21:34:43.884+01:00</updated><title type='text'>Le semifinali IFL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBk1XMvVKMI/AAAAAAAAAm0/_G-ud8XsBMk/s1600/Craddock-Giuliano.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBk1XMvVKMI/AAAAAAAAAm0/_G-ud8XsBMk/s200/Craddock-Giuliano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5483472693973297346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tarallucci e vino, anche se non erano tarallucci e non era vino, ma più probabilmente crostata e birra e panino alla salsiccia. Fatto salvo il cliché, senza il quale il giornalismo non sarebbe se stesso, il ritratto del football italiano che si approssima all'Italian Superbowl del 26 giugno (stadio Breda di Sesto S.Giovanni) è anche quello, umanissimo, di giocatori e addetti dei Panthers Parma che dopo la conclusione della vittoriosa (21-20) semifinale contro i Giants Bolzano si mettono in fila al chiosco dello stadio per un anticipo di cena, pescando nel frattempo dal contenitore di alluminio che una signora ha riempito di dolcetti da distribuire a chiunque passi di lì. E' il volto di un club che conta su una delle strutture più complete del football italiano ma al tempo, e senza alcuna contraddizione ma anzi con un filo diretto a legare i due aspetti, sorge dall'humus perennemente rinnovato di un contatto costante tra organizzazione e volontariato. E' forse anche così che nascono scene come quella verificatasi sul campo qualche minuto dopo la fine della partita: un ballo di gruppo, un po' villaggio turistico un po' sorridente haka emiliana, che ha visto coinvolti tutti i giocatori. Un ballo di sollievo, forse. Perché portandosi appresso qualche patema dalle due sconfitte precedenti, in campionato a Catania (ma senza schierare gli americani) e in coppa a Chur, i Panthers erano scesi in campo con il mastice nelle giunture. Subito sotto 14-0, e con la preoccupazione nata proprio dalle modalità del doppio touchdown di distacco: ovvero il controllo palla dei Giants Bolzano. Che hanno un gioco monocorde, tutto basato sulle corse di Reggie Greene, capace com'è, anche a 34 anni e da primatista assoluto di yards conquistate nella storia del campionato italiano, di eseguire quei cambi di direzione, quegli arresti e ripartenze che ricordano, a livello minore, le medesime movenze di un suo idolo del passato, Barry Sanders. A dire il vero, il secondo drive (possesso continuato di palla) dei Giants è durato pochino, ma insomma si era sul 14-0 a metà primo quarto e i Panthers non avevano ancora mosso foglia, al contrario del vento che spirava. Anche perché i Giants avevano scommesso la casa sul blitz al quarterback Joe Craddock: e blitz significa pressione costante non solo dai 4 uomini di linea, che per mestiere fanno proprio quello in ogni situazione di lancio, ma anche da altri, con variazioni di percorso e di ruolo così da non permettere all'attacco di reagire con tempestività. Craddock ha subito 4 sack (atterramenti), di cui 2.5 da Alberto Gallina, che pareva un guerriero nibelungo, e 1.5 (la mezza misura indica che sono arrivati due giocatori in contemporanea e dunque il merito va, letteralmente, diviso a metà) di Francesco Giuliano, che, con quel viso mezzo dipinto con il nerofumo d'ordinanza, sembrava invece un demone. Pressione per impedire a Craddock di individuare con cura e calma i suoi ricevitori, con il male necessario, per Bolzano, di avere ovviamente meno uomini in protezione arretrata: alla fine Craddock ha completato 12 passaggi su 18, ma non ha mai avuto la libertà di massacro vista in altre partite. Ed ha poi in realtà deciso la partita, a metà dell'ultimo quarto, con una corsa personale di 52 yards, travolgente e potente, proprio in una situazione in cui i difensori di Bolzano avevano coperto bene i ricevitori e impedito a Craddock medesimo di lanciare. Semplicemente, con il passare del tempo, la stanchezza di dover giocare in molti casi un doppio ruolo attacco-difesa nonostante alcune prestazioni eroiche (riconosciute anche da alcuni avversari: «sono pochi ma sono tutti fortissimi») e una certa prevedibilità - causata da infortuni: a inizio anno era arrivato un Qb lanciatore, Lorne Sam, poi infortunatosi - i Giants alla fine hanno un po' ceduto, ma il divario è stato minimo, e di fatto creato solo da una trasformazione su calcio sbagliata. Niente più scudetto dunque per Bolzano, che si ferma, e terzo Superbowl (per motivi ignoti, in Italia la parola si scrive quasi sempre così e non Super Bowl come in USA) in cinque anni per Parma. Sconfitta, e sempre di pochissimo, nelle due precedenti circostanze, una delle quali un epico - soprattutto per chi vinse... - 49-55 contro i Lions Bergamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tutto questo senza neppure che siano i Panthers la squadra, o la notizia, della settimana. Perché è indubbio che anche rifuggendo, come ci viene facilissimo, dalla stanchissima retorica che valuta le imprese sportive a seconda del luogo in cui avvengano, la presenza degli Elephants Catania all'Italian Superbowl rappresenti una novità forte, e gradita. Squadra di una regione che nel football ha tradizione robusta, e che non può che disporre di giocatori locali, non essendo disponibile l'opzione, valida altrove, di atleti che passano da un squadra all'altra, sempre in ambito IFL, potendosi permettere uno spostamento di un paio d'ore in auto per gli allenamenti, anche se è roba che a fine stagione ti sfinisce. Gli Elephants sono una squadra bella da vedere: hanno scelto perfettamente gli americani, tra cui David Morgan che è parso addirittura crescere man mano che la stagione marciava, e un quarterback, Richard Kovalcheck, che all'università ha fatto un pizzico di storia, come vedremo tra una decina di giorni, al momento di presentare il Superbowl. La semifinale casalinga contro i Lions poteva essere pericolosissima, dato che gli ospiti erano stati l'unica squadra a vincere contro i siciliani, quest'anno, ma il ritmo dell'attacco degli Elephants è stato ancora una volta difficile da sostenere per la difesa. Kovalchek ha iniziato completando 11 dei suoi primi 13 passaggi e a quel punto si era 13-0, esteso a 19-0 poco prima dell'intervallo lungo, al quale però i Lions sono arrivati segnando un touchdown con una corsa di Andrea Ghislandi. Danzando al suono di dieci passaggi consecutivi di Kovalcheck, uno solo dei quali incompleto, Catania ha poi ripreso tre touchdown di vantaggio sul 27-6 resistendo anche dopo il 27-14, anche perché è riuscita ad incollare una serie di primi down che hanno ottenuto un duplice risultato: bruciare tempo (6'47" la durata del drive, concluso con un passaggio incompleto) e ovviamente tenere palla lontana dai Lions, che l'hanno riavuta a 2'15" dalla fine e sono poi stati fermati dall'intercetto decisivo di Clarence Cunningham. Lì, poi, la festa e il pensiero immediato allo studio dei filmati dei Panthers e all'organizzazione della trasferta a Milano, grane che possono diventare persino piacevoli, se l'obiettivo è quello che sappiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-3135531856480620706?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3135531856480620706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3135531856480620706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/le-semifinali-ifl.html' title='Le semifinali IFL'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBk1XMvVKMI/AAAAAAAAAm0/_G-ud8XsBMk/s72-c/Craddock-Giuliano.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5337815718566467615</id><published>2010-06-11T10:14:00.002+01:00</published><updated>2010-06-11T10:24:13.002+01:00</updated><title type='text'>Subbuteo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBIAtlZgIBI/AAAAAAAAAms/YNKN--1s8XM/s1600/Subbuteo.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBIAtlZgIBI/AAAAAAAAAms/YNKN--1s8XM/s200/Subbuteo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481444479596503058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBH-wXLnFxI/AAAAAAAAAmk/oXhBfBZORHg/s1600/Foto+14.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBH-wXLnFxI/AAAAAAAAAmk/oXhBfBZORHg/s200/Foto+14.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481442328296494866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5337815718566467615?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5337815718566467615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5337815718566467615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/subbuteo.html' title='Subbuteo'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TBIAtlZgIBI/AAAAAAAAAms/YNKN--1s8XM/s72-c/Subbuteo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-3247010173197292666</id><published>2010-06-09T16:38:00.003+01:00</published><updated>2010-06-09T16:48:06.006+01:00</updated><title type='text'>Mundialito</title><content type='html'>Rivedendo i film ufficiali dei Mondiali di calcio colpiscono i testi: vistosamente tradotti dall'inglese, e spesso davvero assurdi, perché non adattati nemmeno un briciolo al pubblico italiano. "Entrare per l'ultima azione dei Mondiali" da noi vuol dire mettere piedi sul terreno di gioco a partita ormai finita, per l'ultima o le ultime azioni. Ma "action" in inglese vuol dire altro, indica semplicemente entrare in campo e far parte del gioco, e infatti la menzione riguardava Roberto Rivelino, che entrando nel 2° tempo contro l'Italia fu all'ultima apparizione con la nazionale brasiliana. E non era certo "l'ultima azione". Altre assurdità: il difensore brasiliano Oscar si scontra con Dino Zoff in uscita, commettendo vistosamente fallo, e rientra come se niente fosse verso la metà campo, mentre il portiere italiano cade. Il commento accenna alle proteste per un fallo... solo che vengono mostrati componenti della panchina del Brasile, che di sicuro da protestare non avevano nulla. Tra le altre cose, chiamare "Sergio Gonnella" (era Gonella) l'arbitro italiano della finale 1978 vuol dire proprio andare a pappagallo senza neppure verificare. Unica soluzione: audio originale, per quanto retorico e con humour britannico deviante rispetto alle aspettative del telespettatore, e un sospiro nel pensare che c'è gente che è stata pure pagata, per tradurre. Anche se probabilmente un tozzo di pane, o poco più. Perché la traduzione, erroneamente, viene considerata un sottogenere letterario, quando invece è a mio avviso un segmento che richiede non meno creatività della scrittura ex novo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-3247010173197292666?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3247010173197292666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3247010173197292666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/mundialito.html' title='Mundialito'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-2903749947317442148</id><published>2010-06-09T14:50:00.003+01:00</published><updated>2010-06-09T15:08:28.192+01:00</updated><title type='text'>Milito Ignoto?</title><content type='html'>Il nuovo "re del mercato", titolo onorifico in genere meritato in prima istanza poi ripetuto alla nausea anche in presenza di continue ciofeche, evita di menzionare Kjaer come giocatore da tenere d'occhio perché fin troppo noto, poi segnala.... Nicklas Bendtner, che è "solo" uno dei più conosciuti di una delle squadre più famose d'Europa. Altra cosa, letta sempre oggi: chiamare l'allenatore del Tottenham Hotspur "Harry James Redknapp" significa averlo cercato su Wikipedia ma di fatto non sapere neppure chi sia (e allena gli Spurs, non il Mammuth United): che il suo secondo nome sia James forse lo sanno solo lui e i familiari, e in più non viene MAI usato pubblicamente, . Come la stragrande maggioranza dei secondi nomi inglesi o americani, che però i nostri media, non si sa perché, riportano sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-2903749947317442148?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2903749947317442148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/2903749947317442148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/milito-ignoto.html' title='Milito Ignoto?'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5192137325772905369</id><published>2010-06-09T06:45:00.002+01:00</published><updated>2010-06-09T06:50:52.514+01:00</updated><title type='text'>Sfortuna e dramma</title><content type='html'>Woman killed by lightning at Max Patch minutes from engagement&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;By Jonathan Walczak • June 8, 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Richard Butler and Bethany Lott had made it through the rain as they wound their way up the curves of Max Patch Road.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Most would have turned around and returned home, but not Butler. Though he told Lott they were going on a summer hike, he had other plans.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So with a pause in the rain, the young couple from Knoxville got out of their car, crossed the road and began the ascent to Max Patch Bald, Lott ready to show her boyfriend a favorite trail, Butler with an engagement ring in his pocket and the sky not yet warning of the danger to come.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Thunderstorms had rumbled across the region Friday, and some were severe. But the one that struck as Lott and Butler were on their way to the top of Max Patch Bald in Madison County rolled in suddenly.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Butler, 30, said Monday that he remembers three bursts of lightning, and he thinks the third struck Lott, 25.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“She was probably five feet in front of me, so given the incline, she was a good bit higher than me, but it jumped to me.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Butler suffered second-degree burns, but said he didn't initially realize he had been hit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I was spun 180 degrees and thrown several feet back,” he said. “My legs turned to Jell-O, my shoes were smoking and the bottom of my feet felt like they were on fire.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;About 30 seconds before the lightning struck, Butler said Lott had turned around to speak to him. “She said, ‘God, baby, look how beautiful it is,'” Butler said.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;After the strike, Butler turned around to see his girlfriend lying on the hill.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“She didn't say anything, and I turned around and she was laying a few feet away, and I crawled to her,” he said. “I did CPR for probably 15 minutes and the whole time was trying her cell phone, but I couldn't get anything out.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Butler tried to pull Lott down the hill, but was unable to continue because the lightning had weakened his legs, so he took off in his vehicle, spinning down curvy roads as fast as he could.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He pulled into the first private driveway he saw and pounded on the door of the house for help.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A couple and their son, who was home on leave from the Navy, answered the door. The father, Dean Farmer I, and his son, Dean Farmer II, both from Knoxville, jumped in a truck with Butler and raced back to the scene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The elder Farmer said his son is a Navy helicopter pilot who has extensive emergency training.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“When we got back, he was the first one up there, and I was a couple hundred yards behind him,” he said. “He said there was no pulse, no breathing activity at the time he arrived.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Butler said he is very grateful for the Farmers' help.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“They were absolute heroes,” Butler said. “By that time, the storm had gotten worse. They stood on the top of the hill doing what they could for probably 20 minutes until the rescuers got there.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As they ascended the hill together, Butler and Lott were vulnerable out in the open, and the burst of  lightning caught them off guard, said Tina Tilley, a district ranger with the U.S. Forest Service.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“If you're in a situation like that, especially on a bald, you're naturally going to be the highest&lt;br /&gt;point,” Tilley said. “You need to get down and off of the higher elevations. Get back into your vehicle.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Butler, who works at a grocery store and wants to counsel veterans, said Lott had wanted to take him to Max Patch since the first week they started dating last year and had even mentioned wanting to marry there someday.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Family was important for Lott, he said. She was very close to her mother, father, three brothers and three nieces.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lott had just returned to school at Pellissippi State Community College in Knoxville in the hopes of becoming a park ranger, Butler said.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When the rescuers did arrive to take over for Dean Farmer and his son, an hour had already passed since the first lightning strike about 4:30 p.m.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As rescuers tried in vain to bring Lott back to life, Butler said he crouched near her body.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I put the ring on her finger while the EMTs were working on her,” he said. “They are listing me as her fiancé in the obituaries.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5192137325772905369?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5192137325772905369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5192137325772905369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/sfortuna-e-dramma.html' title='Sfortuna e dramma'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4541441195716824794</id><published>2010-06-08T16:20:00.004+01:00</published><updated>2010-06-08T17:10:06.234+01:00</updated><title type='text'>Ah ah!</title><content type='html'>&lt;a onclick="return ckSrv(this,'HPL','3877-1','tit',null);" href="http://notizie.libero.it/"&gt;&lt;/a&gt;Titolo di un sito (ci controllo la posta, a scanso di equivoci, ma non lo leggo mai):&lt;br /&gt;Melissa ci snobba: "Gli americani sono più seri". La Satta pronta a conquistare gli States (come sta facendo l'ex  collega Canalis). "Mai più Velina", tanto per chiarire il concetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse un americano su un milione, se proprio super-appassionato di pettegolezzi a vuoto, potrà sapere che George Clooney ha una fidanzata (?) italiana, e una percentuale ancora minore ne conoscerà il nome. Dunque come ovvio nessuno sta realmente "conquistando gli States", anche se uffici stampa e propaganda lavorano a farlo credere, con la disponibilità dei media italiani a bersi certe esagerazioni. E la Satta, che conosco solo perché fidanzata (o ex?) di Bobo Vieri, rischia grosso: negli USA sono più seri proprio perché persone come lei non emergono...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4541441195716824794?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4541441195716824794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4541441195716824794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/ah-ah.html' title='Ah ah!'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4174127276113298755</id><published>2010-06-07T21:06:00.003+01:00</published><updated>2010-06-07T21:37:32.716+01:00</updated><title type='text'>Falsi</title><content type='html'>Irritante, e l'ho sottolineato più volte, quando i media, specialmente i media italiani e certi media in particolare, cercano di far passare l'idea che determinati comportamenti, ispirati magari da parenti o amici, siano in rapida diffusione: quasi a volerli pubblicizzare, o sostenere. E come accade per ogni finzione, si fa presto a scoprirne il lato debole, se la struttura che la supporta non è coordinata. Un esempio? Quello di un tg di lunedì sera: in studio abbiamo sentito dire - riassumo, non sono le parole esatte - che "è sempre più di moda" scegliere un determinato modo di fare vacanze. Nel servizio, invece, ad un certo punto si sentiva dire che "sono ancora pochissimi gli italiani che decidono" di farlo. La mano destra non sa cosa fa la sinistra, ma l'esito, per quel che importa a questa esposizione, è palese: la presentazione del servizio era un'accozzaglia di frasi fatte cucite assieme, ed è stata smentita dal servizio stesso. Altro che moda dilagante: sono quattro gatti. Nulla di male, anzi nella società attuale meno persone scelgono un indirizzo di vita maggiori sono le probabilità che esso risulti dignitoso. Ma certo fuorviante sostenere il contrario, cioé che siano a frotte coloro che vanno in vacanza su un aliante di carta velina o soggiornino in grotte scavate nel tufo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4174127276113298755?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4174127276113298755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4174127276113298755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/falsi.html' title='Falsi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5946912323604320881</id><published>2010-06-06T19:11:00.003+01:00</published><updated>2010-06-07T08:15:51.439+01:00</updated><title type='text'>Il mondo a rovescio</title><content type='html'>C'è almeno una persona, che con il mondo del cinema ha legami di passione e competenza, che certamente replicherà a questa mia considerazione. Nata dall'ascolto, ieri, della rassegna stampa di una radio che apprezzo molto, Radio24. La citazione era di un articolo di non so quale quotidiano, nel quale si parlava della difficoltà delle donne più belle a instaurare rapporti stabili. Argomento sul quale volterei pagina immediatamente se me lo trovassi in una rivista, ma trattandosi di radio ho pazienzato in attesa che ci fosse qualcosa di più interessante. E pazientando, ho ascoltato un concetto come questo (mi scuso per la ricostruzione incerta, ma stavo seguendo distrattamente, e solo verso la fine mi sono accorto di quel che stava accadendo): "dite che non è possibile per una ragazza superbella sposare un ragazzo normale? E invece sì: succede infatti nel film (segue nome)...". Siamo dunque arrivati a questo, cioé che un film, costruzione totalmente basata sull'invenzione e sulla fantasia (la vicenda narrata non è realmente avvenuta), viene preso come paradigma di una situazione concretamente realizzabile. A quando un dotto articolo sul possibile amore tra un orco e una ragazza, citando come esempio Shrek?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5946912323604320881?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5946912323604320881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5946912323604320881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/il-mondo-rovescio.html' title='Il mondo a rovescio'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4167107590726415477</id><published>2010-06-04T12:34:00.004+01:00</published><updated>2010-06-04T15:45:42.849+01:00</updated><title type='text'>Taz, oggi</title><content type='html'>Impossibile, forse cialtrone cercare di descrivere un funerale, perché si è inadeguati sempre, e si rischia di precipitare nel retorico. Nel mio caso ancora di più: conoscevo Paolo Fantazzini e ho sempre in mente un curioso dialogo avvenuto sulla pista del Motovelodromo di Ferrara nel 2001, quando vestiva la maglia delle Aquile, ma certamente lo conoscevo meno rispetto ai suoi ex compagni di squadra e alle persone che lo frequentavano da sempre, dunque sarebbe patetico che tirassi fuori aneddoti e fatterelli giusto per accreditare chissà quale legame. Però stamattina mi ha riscaldato il cuore vedere così tanta gente al saluto, due o forse tre generazioni di giocatori di football, specialmente dei Warriors Bologna, che hanno inconsciamente formato un gigantesco huddle in cui non c'era distinzione tra attacco e difesa, tra bravi e scarsi, tra duri e morbidi, tra amici ed avversari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4167107590726415477?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4167107590726415477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4167107590726415477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/taz-oggi.html' title='Taz, oggi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-179211333117558389</id><published>2010-06-04T06:25:00.004+01:00</published><updated>2010-06-04T06:48:19.445+01:00</updated><title type='text'>Finalmente</title><content type='html'>Di economia, e di politica economica, ho conoscenze vaghe e competenza ridotta, ma tra gli interventi per la riduzione delle spese previsti dalla cosiddetta manovra del Governo c'è, sospirato e (da me, e non solo) auspicato da anni, il divieto per gli enti pubblici di sponsorizzare società sportive, sia direttamente sia attraverso il pietoso trucco dei prodotti tipici o località turistiche da pubblicizzare, una pratica diffusa che ha creato a lungo figli e figliastri. Ora i politici che vogliono crearsi clientele e procacciarsi voti con i soldi di tutti non potranno più farlo in questo modo, ed è già qualcosa. Trattandosi di Italia, troveranno altre vie, ma almeno non si vedranno più Regioni, Province e Comuni di ogni colore (la furbizia e l'intrigo, specialmente in ambito locale, da noi sono daltoniche), magari mascherate da Consorzi del Radicchio o del Pesce Rampicante, versare soldi a club sportivi. Purtroppo nessuna manovra potrà mai cancellare un'altra usanza cialtrona, e molto sospetta, di questo paese, sulla quale mi sono più volte soffermato: l'uso di istituire ed elargire premi, specialmente estivi, con motivazioni bizzarre e incomprensibili a chi non faccia parte della cerchia degli amici e sodali degli organizzatori. La trafila è ben nota: tramite ente locale (a proposito, pare che nella manovra sia stato introdotto per essi anche il divieto di organizzare convegni - altra pratica sospetta - in orario di lavoro) si crea un riconoscimento dal nome spesso improbabile (notato di recente il "Reggio Calabria Area Metropolitana", e chissà cosa vorrà dire: forse ne esiste uno chiamato anche "Reggio Calabria Città" e bisognava distinguere), si chiamano a far parte della giuria personaggi di notorietà locale da ingraziarsi o rilevanza nazionale da usare come veicolo di promozione (meglio se sono giornalisti che presentano la serata e che scriveranno del premio o ne faranno scrivere amici), si dà loro un gettone di presenza accoppiato ad un cestone di prodotti locali, si finisce con il votare come vincitori... altri personaggi di notorietà locale da ingraziarsi o rilevanza nazionale da usare come veicolo di promozione, e così via. Cosa si guadagna? Spazio su giornali e tv amiche e contatti diretti con i premiati, che sono sempre persone di un certo potere o una certa notorietà (chi verrebbe mai alla serata per la premiazione di un geniale ma sconosciuto - cioé mai visto in un salotto tv - ingegnere nucleare con 3 lauree?) proprio per eventuali vantaggi che possono darti: puoi infatti mostrare le foto mentre dai loro la mano e la targa, diventando così famoso per associazione e non certo per meriti, e lo sponsor si convince ad aumentare il contributo per l'edizione successiva, e così via.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-179211333117558389?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/179211333117558389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/179211333117558389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/finalmente.html' title='Finalmente'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-479624504820878868</id><published>2010-06-02T11:41:00.005+01:00</published><updated>2010-06-04T06:40:07.813+01:00</updated><title type='text'>Taz</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TAY3Oid-OMI/AAAAAAAAAl4/IBKCTE8jGgs/s1600/taz.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 140px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TAY3Oid-OMI/AAAAAAAAAl4/IBKCTE8jGgs/s200/taz.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5478126719653001410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' morto stanotte Paolo Fantazzini, uno dei nomi storici, davvero, del football italiano. Era malato da anni di sclerosi laterale (Sla). Niente di quel che potrei scrivere io varrebbe più di &lt;a href="http://www.blogger.com/www.warriorsbologna.it/Main/News.asp"&gt;quel&lt;/a&gt; che hanno scritto nel loro sito i Warriors Bologna, la squadra alla quale il suo ricordo è maggiormente legato. Dunque, parola a loro.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(4, 52, 164);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;Paolo Fantazzini ci ha lasciato.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(4, 52, 164);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;Questa mattina, molto presto, Paolo Fantazzini, il  Taz, ha smesso di soffrire nella sua casa.&lt;br /&gt;La famiglia ha avvisato  alcuni amici, e subito è partito un enorme tam tam per fare partecipi  tutti che il Taz aveva chiuso gli occhi.&lt;br /&gt;A distanza di poche ore la  notizia ha fatto il giro d'Italia, e non solo.&lt;br /&gt;Classe 1959, il Taz  non ha bisogno di presentazioni; era solo un "Guerriero", uno di quelli  veri, uno di quelli che hanno costruito quel grande sogno di tanti anni  fa e che ora è una realtà consolidata.&lt;br /&gt;Il numero 30 non c'è più; la  sua maglia era già stata ritirata dalla società, ma ora lo stesso numero  sarà nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato,  come amico, come compagno di squadra, come avversario e come allenatore.&lt;br /&gt;Taz ha aspettato la comunicazione del prossimo compleanno dei  Warriors, guarda caso proprio i 30 anni che hanno percorso trenta anni  di vittorie, di sconfitte, di adrenalina e di lacrime......il Taz c'era  sempre.&lt;br /&gt;Ci dispiace per chi non lo ha conosciuto, ma siamo felici di  aver condiviso con lui un percorso, troppo breve, ma estremamente  intenso.&lt;br /&gt;Mai come in questo momento la società, i tifosi, gli  sponsor, gli avversari, tutti coloro che hanno vissuto il football  americano made in Italy, si stringono attorno alla famiglia di Paolo per  ricordare che in fondo, gli "uomini speciali" non muoiono mai, vanno  solamente a fare i leader da un'altra parte.&lt;br /&gt;Come detto da un grande  poeta cantautore (F.d.A.)..."è stato meglio lasciarci che non esserci  mai incontrati"....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;# 30  guerriero da sempre, guerriero per  sempre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;          &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-479624504820878868?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/479624504820878868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/479624504820878868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/e-morto-stanotte-paolo-fantazzini-uno.html' title='Taz'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TAY3Oid-OMI/AAAAAAAAAl4/IBKCTE8jGgs/s72-c/taz.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7343578598081546377</id><published>2010-06-01T20:46:00.002+01:00</published><updated>2010-06-01T20:48:30.107+01:00</updated><title type='text'>IFL, ultima giornata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TAVkA2w6oII/AAAAAAAAAlw/KAS1Xs2fGu8/s1600/Mario+Panzani.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 141px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TAVkA2w6oII/AAAAAAAAAlw/KAS1Xs2fGu8/s200/Mario+Panzani.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477894487629537410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia, sempre quella. S minuscola o maiuscola a seconda di come venga vissuta da chi è fuori, e da chi è dentro. Storia come complesso di storie, di spessore e peso completamente soggettivi. Quella di (Super)Mario Panzani, ad esempio (nella foto). Ricevitore dei Warriors Bologna, classe 1969, iniziò a giocare a 17 anni, seguendo l'esempio del fratello, e non ha più smesso. O meglio, potrebbe avere smesso proprio sabato 29 maggio, all'Alfheim Field di Bologna alias Lunetta Gamberini. Dicono, dice, che possa essere stata la sua ultima partita. E dicono anche che agli amici, in settimana, avesse espresso un desiderio, uno di quelli che, nelle mani giuste, non sono utopia ma semplice esplicitazione di un progetto da realizzare: «voglio segnare in tuffo il mio ultimo touchdown».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimo quarto di gioco della gara contro i Marines Lazio, altra squadra ormai impossibilitata a raggiungere i playoffs: palla sulla linea delle 11 yards difensive degli ospiti, 2° tentativo e 2 yards a guadagnare per la chiusura del down, il quarterback Vincent Esposito arretra per lanciare e lascia partire un lancio morbido, proprio uno di quelli per i quali quest'anno è stato più volte criticato. Stavolta però il lancio morbido, arcuato, è l'unico possibile, perché Panzani, schierato sul lato sinistro, corre una traiettoria fade: quella cioé volta a tenere verso l'interno il difensore - che è costretto a preoccuparsi di questo lato, teoricamente più scoperto - per consentire una presa migliore sull'esterno. Il Qb deve essere bravo a lanciare la palla in modo che il suo arco la porti oltre il difensore ma non troppo esterna, poi sta al ricevitore finire il lavoro, prendendola e cercando di cadere con i piedi in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto richiede tocco morbido, bravura nel percorrere la "traccia", capacità di girarsi verso il pallone mantenendo l'equilibrio del corpo. Se il difensore si gira troppo presto verso la palla, perdendo il contatto (basta una mano, appoggiata con delicatezza per non commettere fallo), è quasi automatico che il ricevitore possa afferrarla senza ostacoli; se dà la schiena all'azione, avendo magari intuito di cosa si tratta, ovviamente la palla non la vedrà arrivare e dovrà cercare di leggere le espressioni facciali del WR e vorticare alla cieca le mani per cercare di deviarla pur non vedendola. I difensori più forti possono passare dalla marcatura a contatto al giro per seguire la palla in una frazione di secondo, al momento giusto, ma è un compito durissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cornerback dei Marines che sabato sera ha cercato di eseguirlo non ci è riuscito - ha seguito l'uomo, non la palla - e Panzani ha ricevuto per il touchdown... esattamente in tuffo, come aveva desiderato, andando a cercare il pallone che in realtà più che tra difensore e linea laterale proprio nei pressi dello spigolo lontano era andato verso la linea di fondo. Touchdown del 35-6 (finirà 42-14) e festa per Panzani, ai cui intenti di ritiro, dopo una superba carriera che lo ha portato a giocare in sei squadre diverse (la prima, i Towers Bologna), superare le 11.000 yards totali, vincere 3 Super Bowl, non tutti credono, quasi che si trattasse di una riedizione italiana della pantomima che da un paio d'anni mette in scena Brett Favre, il quarterback, classe 1969 (toh!), che dopo il "ritiro" ha poi giocato la stagione 2008 (nei New York Jets), quella 2009 (nei Minnesota Vikings) e forse, ma lo sapremo tra un po', quella 2010. C'è chi dopo la partita, sabato, alzava le spalle sorridendo, al sentir nominare Panzani, quasi che fosse una storia già sentita. «Massì, lascia che lo dica, non è la prima volta» era il ritornello, decorato dal sorriso di chi queste presunte recite le adora, più che ritenerle fastidiose come avviene invece per i tiramolla di Favre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed era una partita priva di connessioni-playoff, giocata dai Warriors con lo spirito liberatorio di chi vuole approfittare dell'occasione per vincere finalmente in casa - non avveniva dalla primavera del 2008! - e dai Marines con l'animo di chi si è dimostrato fino alla gara precedente meritevole di un posto nei playoff stessi - lo avrete letto la scorsa settimana, è stato un campionato molto equilibrato - ed ha poi un po' visto cadere la tensione agonistica. Altrove, l'accesso alle semifinali e l'ordine di arrivo se lo giocavano in cinque, Lions Bergamo compresi anche se fermi avendo esaurito il loro programma con 5 vittorie e 3 sconfitte. Adesso si sa tutto: dentro i Lions (quarti) ed anche i Giants Bolzano (anche loro 5-3, ma terzi per via dello scontro diretto favorevole), vincitori ad Ancona in un bizzarro 64-63 ai supplementari (è stata una trasformazione da 2 punti su un touchdown di Reggie Greene a fare la differenza); fuori gli Hogs Reggio Emilia, che per la seconda settimana consecutiva hanno perso con un margine ridottissimo, stavolta in casa contro i Rhinos Milano, 39-41, ed hanno, proprio come i milanesi, profondi motivi per rimpiangere le occasioni perdute, avendo dimostrato di valere qualcosa di più (le 4 sconfitte sono venute per 7 punti totali!). Ma su nove squadre ai playoff vanno in quattro, e si è già detto la scorsa settimana che mai come quest'anno il divario tra ammesse ed escluse è stato sottile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, ma si tratta in realtà del vertice, 6-1 gli Elephants Catania e 7-1 i Panthers Parma, che domenica si sono affrontate a Catania: Parma ha tenuto a riposo gli americani, avendo come obiettivo la semifinale di Efaf Cup di sabato prossimo in Svizzera, e i siciliani hanno vinto 51-30 aprendosi così la strada ad un potenziale primo posto finale, dovessero vincere anche a Reggio Emilia, sabato prossimo, nel recupero. Del resto, difficile non comprendere la decisione dei Panthers: sicuri comunque del secondo posto, dunque della semifinale in casa, probabilmente certi di essere favoriti qualunque fosse l'avversaria, hanno privilegiato la competizione europea, e non è che abbiano poi messo in campo dei neofiti. Tanto per dirne una, il quarterback Tommaso Monardi sarà anche la riserva dell'eccellente Joe Craddock, ma intanto ha già esordito in nazionale e domenica se l'è cavata bene, segnando il primo touchdown con una corsa personale di 50 yards e lanciando poi Nicola Gasparri per un td di 33 yards.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risultati: Warriors Bologna-Marines Lazio 41-14; Dolphins Ancona-Giants Bolzano 63-64; Elephants Catania-Panthers Parma 51-30; Hogs Reggio Emilia-Rhinos Milano 39-41.&lt;br /&gt;Classifica: Panthers Parma 7 vinte 1 persa; Elephants Catania 6-1; Giants Bolzano e Lions Bergamo 5-3; Rhinos Milano 4-4; Hogs Reggio Emilia 3-4; Marines Lazio 3-5; Warriors Bologna 2-6; Dolphins Ancona 0-8.&lt;br /&gt;Prossima giornata: sabato 5 giugno ore 20 (stadio Torelli di Scandiano) Hogs-Elephants (recupero ottava giornata).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7343578598081546377?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7343578598081546377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7343578598081546377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/06/ifl-ultima-giornata.html' title='IFL, ultima giornata'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TAVkA2w6oII/AAAAAAAAAlw/KAS1Xs2fGu8/s72-c/Mario+Panzani.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-892923025544448075</id><published>2010-05-23T20:55:00.003+01:00</published><updated>2010-05-24T07:48:42.953+01:00</updated><title type='text'>Il manoscritto della madre</title><content type='html'>Massimiliano Parente, da Il Giornale del 22 novembre 2009, ripresa nei giorni scorsi con un gustoso pezzo di cui però non ho trovato la versione online. In tutti i settori ci sono queste miserie, ma è desolante vedere come anche qui valga soprattutto la finzione, la presa in giro del pubblico, per coprire misfatti che avvengono dietro le quinte. L'episodio della "madre" è orrendo ma, temo, molto significativo: anni fa una soubrettina disse di avere ottenuto la conduzione di una trasmissione "senza che mia madre sapesse nulla, ho fatto tutto da sola". La madre era un famoso personaggio tv spesso conduttrice di programmi sulla medesima rete, e fare due più due fu facile. I pomodori marci, ci vorrebbero, per chi non solo ottiene posti a danno di altre candidate magari più qualificate - anche se presentare una trasmissione leggera richiede doti non particolarmente rare - ma cerca pure di prendere in giro gli interlocutori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Breve guida comica dell'editoria italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vai a capire perché gli editori hanno una «casa editrice» e non un  ufficio, per illudere gli scrittori di essere a casa? Perché  l’arredamento rispecchia lo stile, la linea editoriale, il gusto  dell’editore? Macché. Per esempio se entrate all’Adelphi, a Milano,  sembra un ufficio della Asl, vi trovate di fronte a un bancone bianco,  pareti bianche, una fotocopiatrice bianca, non c’è ombra di libro,  piuttosto una segretaria scocciata a cui ti verrebbe naturale chiedere  qual è il tuo turno per il prelievo del sangue, invece le chiedi «c’è  Calasso?» e lei ti guarda come se andassi all’ambasciata americana per  parlare con Obama, prima di esalare un frettoloso «No. Il dottore non  c’è». Invece il vero Adelphi Style lo trovate alla SE, in via Manin,  salendo una scalinata con passatoia di velluto rosso, passando tra  statue neoclassiche, entrando in una casa editrice dove si respira aria  d’altri tempi, da impero austro-ungarico, silenzio e serietà e gusto  sobrio, e lì vedete il mitico Diego Paolini con le forbici in mano che  fa le prove di una copertina con dedizione artigianale, e se gli chiedi  come mai ha così pochi denti in bocca ti risponde «perché farsi mettere a  posto i denti costa quanto pubblicare un libro, preferisco il libro».  Uno dei pochi editori veri rimasti, tant’è che la sublime qualità del  loro catalogo è inversamente proporzionale all’esibizionismo di Diego,  se lo nominate pubblicamente borbotta maledicendovi per mesi. È una casa  editrice vera, inoltre, perché è attrezzata con una brandina, Diego ci  dorme per alzarsi direttamente lì.&lt;br /&gt;L’opposto di quanto trovate alla Fazi Editore, che non sembra una Asl ma  un poliambulatorio per ricchi, dove Elido, il boss, pensa ai libri come  un mezzo per fare soldi, ti squaderna tabulati e parla di Stephenie  Meyer come se fosse Joyce, e di Joyce come se fosse un coglione, ti  sembra di essere dal capocultura del Corriere Magazine. Mi ha parlato  mezz’ora dei suoi «young-adult» in classifica e per mezz’ora di Jung  Hadult di qua e Jung Hadult di là ho creduto fosse un autore tedesco, e  mi chiedevo come mai non l’avessi mai sentito nominare, questo  bestsellerista. Quando entra Alice Di Stefano, una ragazza molto carina,  Elido ti dice che è il direttore editoriale, ed è la stessa Alice che a  Benevento, alla finale dodicina dello Strega, parlò orgogliosa al  pubblico di come la Fazi avesse scovato il loro candidato al premio,  Cesarina Vighy, «un manoscritto arrivato in casa editrice per caso, ha  stupito tutti», e per fortuna il conduttore Marino Sinibaldi, mica  scemo, la rimbeccò prontamente «Scusi, ma non è sua madre?». La Fazi è  in via Isonzo, dove c’è un groviglio di case editrici (da Elliot a  Arcana, da Pequod alla Castelvecchi decastelvecchizzata) controllate  dalla Vivalibri di Pietro D’Amore, e dove i gossip sugli incesti e i  triangoli amorosi sono irriferibili, ma a Roma non si parla d’altro,  ogni mese: «La sai l’ultima di via Isonzo?». Non accadeva da quando in  via Severano c’era la storica Castelvecchi di Alberto Castelvecchi, che  prese il posto di Theoria dove c’era Repetti, il quale fondò Einaudi  Stile Libero e rubò la moglie a Castelvecchi, la quale anni dopo prese  la direzione della Castelvecchi presa da D’Amore, e ora Castelvecchi  lavora con Aliberti e abita su Facebook. La D’Addario, lì, non può che  avercela portata lui.&lt;br /&gt;Alla Coniglio Editore, nonostante i suoi centonovanta chili portati con  orgoglio, se volete trovare il mitico Francesco dovete essere furbi, non  cercatelo ai piani alti, dove ci sono i trecento metri quadrati della  redazione, lui sta in basso, in un bugigattolo, nascosto dietro una  scrivania sommersa di libri e di tutto, a comprare prime edizioni di  dischi di musica leggera su E-bay. Oppure lo beccate giù, in piazza  Regina Margherita, a mangiare un gelato. Il più improvvisato, caciarone e  coreografico è Alberto Gaffi Editore in Roma, un mix tra Alberto Sordi e  Benito Mussolini e Wanna Marchi, sebbene non reciti per niente, non  governi niente e non venda niente. Alberto Gaffi ha ben due sedi  extralusso di proprietà ex democristiana con tanto di bassorilievo di  Aldo Moro: una a piazza Verbano, l’altra sotto Montecitorio, in via  della Guglia, e perfino un Comitato editoriale dove mangiano Filippo La  Porta, Raffaele Manica, Massimo Onofri e tanti altri, perché Gaffi paga  pranzi a tutti, un paio per sbaglio anche a me, uno spasso.&lt;br /&gt;La sede della minimum fax è invece a Ponte Milvio, in un appartamento a  due piani dentro una ridente palazzina, salgono e scendono la scaletta  come formichine laboriose e very happy, e hanno una bella terrazza per  le feste degli happy friends, e mai che vadano via col vento, domani è  sempre un altro happy day, e sono ventenni anche quando hanno  cinquant’anni, una happy life.&lt;br /&gt;Per entrare dai grandi editori devi fare il pass all’ingresso ed essere  schedato. Alla Rcs, in via Mecenate, all’ultimo piano c’è un giardino  pensile per fumare, accanto alla sala imperiale dove si presentano i  libri ai venditori e tutto è in pompa magna o giù di lì. Al piano  inferiore c’è la Bompiani, con l’ufficio di Elisabetta Sgarbi pieno di  bigliettini attaccati alle pareti tipo «L’autore non ha mai ragione»,  «Problema crea problema», con le sue scarpe sempre aperte e gli alluci  in vista smaltati di rosso che distraggono i feticisti come me, per cui  alla fine firmi qualsiasi contratto perché ragioni con i piedi e neppure  con i tuoi. Se scendete c’è il simpatico Michele Rossi, editor della  collana «24/7», che non ha gli alluci però almeno ci si parla.&lt;br /&gt;La Mondadori, come si sa, è in via Mondadori 1 (c’è solo la Mondadori,  non cercate gli altri numeri), nel prestigioso Palazzo Mondadori,  monumentale opera dell’architetto Oscar Niemeyer. Le redazioni sono  ubicate all’ultimo piano, è tutto open-space, e lì per esempio, una  volta scannerizzati, potete incontrare il direttore della narrativa  Antonio Franchini, a differenza di Calasso lui esiste, e avendo  conosciuto Fazi, fatte le debite proporzioni, ve lo immaginate uno  professorale e antipatico e invece è un simpatico scamiciato con gli  anelli, un bullo del Bronx ma erudito, simpatico e ospitale, che mi fa  fare tutto il giro turistico del palazzo fino al lago, mi offre un  caffè, mi chiama «Massimilia’», e lì mi sento finalmente a casa, anche  perché, penso, senza lago nessuna casa editrice è davvero fica, altro  che giardino pensile. Quindi? Pubblicherò con Mondadori? Non credo,  perché sono un attaccabrighe, perché in quel lago per esempio mi ci  affogherebbe Saviano e il suo fatturato, perché scrivendo sul Giornale e  attaccando la sinistra passo per berlusconiano e la Mondadori è di  Berlusconi, il nemico di Saviano, e le cose in Italia sono sempre molto  complicate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-892923025544448075?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/892923025544448075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/892923025544448075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/il-manoscritto-della-madre.html' title='Il manoscritto della madre'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-742279433355817285</id><published>2010-05-23T19:01:00.005+01:00</published><updated>2010-05-23T19:11:15.053+01:00</updated><title type='text'>Alcune foto da Madrid, senza commento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/S_lvbRH8QDI/AAAAAAAAAlg/wfHtP08u2GY/s1600/DSCN8920.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/S_lvbRH8QDI/AAAAAAAAAlg/wfHtP08u2GY/s200/DSCN8920.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474529336289411122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/S_lvLh02iII/AAAAAAAAAlY/4CXX7aky6Wc/s1600/DSCN8919.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/S_lvLh02iII/AAAAAAAAAlY/4CXX7aky6Wc/s200/DSCN8919.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474529065894840450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/S_lu-rwwr_I/AAAAAAAAAlQ/CeOV-MOISl4/s1600/DSCN8909.JPG"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/S_lu-rwwr_I/AAAAAAAAAlQ/CeOV-MOISl4/s200/DSCN8909.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474528845223735282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-742279433355817285?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/742279433355817285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/742279433355817285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/alcune-foto-da-madrid-senza-commento.html' title='Alcune foto da Madrid, senza commento'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/S_lvbRH8QDI/AAAAAAAAAlg/wfHtP08u2GY/s72-c/DSCN8920.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4807660052243861088</id><published>2010-05-11T16:03:00.005+01:00</published><updated>2010-05-11T21:54:44.029+01:00</updated><title type='text'>Essì! - Yes, you get it</title><content type='html'>E già lo sapeva prima, Carlo Ancelotti, intervistato da Alberto Polverosi del Corriere dello Sport-Stadio: «In Inghilterra il calcio è ancora molto fisico, si dà poca importanza alla tattica, soprattutto nelle squadre di secondo piano. In tre partite, contro Aston Villa, Sunderland e Stoke City, abbiamo segnato 7 gol. Domenica ne abbiamo fatti 8 al Wigan Athletic. In Italia è impossibile». Siamo alle solite, per chi sa: e mai smetterò di ripetere che all'origine del fortunato (per gradimento, non vendite, e finché è esistito) MisterFootball, nato nel 2006, c'era stato l'apprezzamento per tradizione, ambiente, cultura, del calcio inglese, non certo per tattica o qualità pura del gioco. E va bene c0sì, come dimostra Ancelotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo Ancelotti knew it all beforehand, and he showed it when speaking to Corriere dello Sport-Stadio's Alberto Polverosi: «Football's still a very physical game in England. Not a great deal of care is given to tactics, especially among second-tier sides. We scored 7 goals each time in three games against Aston Villa (my words: imagine how Martin O'Neill would take his side's being termed second-tier), Sunderland and Stoke City. We scored 8 against Wigan last Sunday. None of this would have been possible in Italy». Same old story, and I still maintain what I said many times: when I founded the much-lauded (but ultimately unsuccessful) magazine MisterFootball back in 2006, it was meant to be less a celebration of the tactical sophistication or slickness of British football than of its atmosphere, culture, tradition.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4807660052243861088?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4807660052243861088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4807660052243861088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/essi.html' title='Essì! - Yes, you get it'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7965702027846486773</id><published>2010-05-06T14:08:00.003+01:00</published><updated>2010-05-06T21:22:55.361+01:00</updated><title type='text'>Dry heaves</title><content type='html'>E' già difficile normalmente, a livello generale, muoversi con mentalità involontariamente calvinista in ambiti a sud delle Alpi, dove gli schemi di vita sono infinitamente più sbiaditi, meno rigorosi. Meno seri, in due parole, e generalizzando un po'. La quotidianità è però quella che ti annienta di più, quando esci dal guscio delle tue rigidità concettuali e dallo sgabuzzino pontificatore e ti confronti, drammaticamente, con essa. Pochi gesti, ad esempio, ti fanno cadere addosso l'inutilità di tutto quel che fai quanto il conservare in tasca per ore uno scontrino per poterlo poi gettare nell'apposito bidone della carta alla stazione ferroviaria, e vedere che il suddetto apposito bidone-della-carta contiene in realtà bottiglie di plastica, mozziconi di sigarette, panini sbrindellati, fauna semi-respirante, cofani d'auto, sanitari di marmo, contratti di lavoro giornalistici (valgono carta straccia, del resto), manifestazioni di piazza (quelle sono ovunque, anche lì). Per una frazione di scondo, che ogni volta sembra durare sempre di più, ti chiedi chi te lo faccia fare, chi ti costringa, chi ti sproni a are la cosa giusta. Poi butti ugualmente lo scontrino nel cestino corretto, perché speri che nell'anello successivo della catena qualcuno sia così saggio e paziente da dividerlo dal resto dell'immondizia, e passi oltre. Dietro l'angolo troverai certamente un altro motivo per pentirti di avere aperto gli occhi al mattino, e questi obbrobri si passeranno il tuo animo l'uno l'altro, come trapezisti, fino a sera. Quasi quasi, è un peccato che là sotto, prima della pista, ci sia la rete di una coscienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7965702027846486773?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7965702027846486773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7965702027846486773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/dry-heaves.html' title='Dry heaves'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-4976830722682662278</id><published>2010-05-06T07:14:00.002+01:00</published><updated>2010-05-06T07:14:48.493+01:00</updated><title type='text'>6+6</title><content type='html'>A fine stagione succedono anche &lt;a href="http://news.bbc.co.uk/sport2/hi/football/scot_prem/8658858.stm"&gt;queste&lt;/a&gt; cose, tra gambe molli e allegria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-4976830722682662278?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4976830722682662278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/4976830722682662278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/66.html' title='6+6'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-8387666174291379707</id><published>2010-05-05T10:51:00.002+01:00</published><updated>2010-05-05T11:00:10.968+01:00</updated><title type='text'>Vedi "Di Manica larga", 4 maggio</title><content type='html'>Parole di Aleksander Kolarov, ieri, a proposito di Lazio-Inter: "un comportamento che viene da una passione, ma che si trasforma poi in  una malattia"&lt;br /&gt;In realtà parole del genere varrebbero per tantissimi altri aspetti del modo nostrano di interpretare lo sport, e in primis il calcio in quanto sport più popolare. Ribadisco: non piace realmente all'italiano medio, che lo usa invece solamente come sfogo polemico e complottista verso chiunque non abbia il proprio colore. Vedere anche l'impossibilità per il presidente del Torino - criticabile fin che si vuole per gestione, scelte, tutto... - di partecipare alla commemorazione dell'incidente di Superga, ieri. Il calcio in mano agli esagitati: quel che su questo argomento disse Fabio Capello settimane fa colpì molti, ma la sorpresa doveva essere nel fatto che in pochi l'avessero detto prima di lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-8387666174291379707?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8387666174291379707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/8387666174291379707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/vedi-di-manica-larga-4-maggio.html' title='Vedi &quot;Di Manica larga&quot;, 4 maggio'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-97460045923343332</id><published>2010-05-05T07:56:00.002+01:00</published><updated>2010-05-05T07:57:05.377+01:00</updated><title type='text'>Il commento è no comment</title><content type='html'>Da un quotidiano inglese, ripreso da un'agenzia: "Fifa president Sepp Blatter is keeping up with the WAGs, announcing that the World Cup trophy will have a new case designed especially by French fashion house Louis Vuitton. "A trophy as precious as the World Cup deserves a travel case of the same elegance and prestige," he said. "From now on, the trophy will not only travel in safety but in style.""&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-97460045923343332?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/97460045923343332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/97460045923343332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/il-commento-e-no-comment.html' title='Il commento è no comment'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-5530827232760518322</id><published>2010-05-05T05:57:00.005+01:00</published><updated>2010-05-05T06:32:20.582+01:00</updated><title type='text'>Valori inversi</title><content type='html'>Invasione non minacciosa di campo alla partita dei Phillies, un poliziotto ha fermato con il Taser (lo "storditore" elettrico, molto doloroso) il giovane tifoso invasore, e ci sono discussioni sull'opportunità di un'azione così decisa. Va però rilevato come, al contrario dei nostri calciatori, sempre in ginocchio davanti a ultras e simili, alcuni giocatori dei Phillies abbiano approvato il gesto dell'agente. E scommettiamo che il ragazzino il campo non lo invaderà mai più? Il problema è se altri lo imitano, come è successo questa notte:  il 34enne sceso sul terreno (ma a 34 anni non si dovrebbe essere un po' più furbi?) è stato stavolta preso senza l'uso del Taser.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-5530827232760518322?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5530827232760518322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/5530827232760518322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/valori-inversi.html' title='Valori inversi'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6117256352159287910</id><published>2010-05-04T20:08:00.002+01:00</published><updated>2010-05-04T20:09:34.368+01:00</updated><title type='text'>Feccia, versione East Coast</title><content type='html'>Ma che sia proprio il calcio come sport, cioé uno dei nostri amori, che attira &lt;a href="http://www.philly.com/philly/sports/Union_fans_bus_attacked_outside_Red_Bull_Arena.html"&gt;certi&lt;/a&gt; comportamenti cretini? Non voglio pensarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6117256352159287910?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6117256352159287910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6117256352159287910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/feccia-versione-east-coast.html' title='Feccia, versione East Coast'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-245068885433217470</id><published>2010-05-04T08:11:00.004+01:00</published><updated>2010-05-04T08:20:42.033+01:00</updated><title type='text'>Ai margini dell'Impero</title><content type='html'>In evidenza questa mattina, su alcuni media, quel che pensano all'estero di Lazio-Inter. Siamo provinciali come sempre. Dall'estero - non un "estero" generico, sia chiaro, ma dai paesi anglosassoni e nordici - dovremmo prendere il senso dello sport come sport e non come facile strumento per perpetrare gli intrighi che sono nel nostro DNA ad ogni livello: ma è impossibile, proprio per quel DNA. Dovremmo dunque ispirarci a quel che fanno, non a quel che dicono: come dare ascolto a quotidiani che regolarmente martellano l'Italia con motivazioni distorte e condizionate da malevoli bisbiglii interni?&lt;br /&gt;Si torna sempre al concetto base di molti miei interventi, anche quelli esasperatamente (pure da scrivere, non solo da leggere) negativi: i giornalisti, nella media (non tutti!), non sono una categoria che eticamente e moralmente possa o debba contare qualcosa, ed è errato dare loro importanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-245068885433217470?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/245068885433217470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/245068885433217470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/ai-margini-dellimpero.html' title='Ai margini dell&apos;Impero'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-3304272818802952747</id><published>2010-05-04T08:06:00.001+01:00</published><updated>2010-05-04T08:07:43.515+01:00</updated><title type='text'>Whine connoisseur</title><content type='html'>L'Arsenal perde contro una squadra robusta, e il suo allenatore si lamenta. Dove sarebbe la notizia? Cane morde uomo, come si diceva una volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-3304272818802952747?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3304272818802952747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/3304272818802952747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/whine-connoisseur.html' title='Whine connoisseur'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7034015837231429414</id><published>2010-05-04T07:27:00.005+01:00</published><updated>2010-05-04T08:05:20.752+01:00</updated><title type='text'>Di Manica larga</title><content type='html'>Mi mette un po' di tristezza leggere lo stillicidio costante di notizie a proposito della situazione di Rafa Benitez al Liverpool. Pur riconoscendone la bravura, non riesco ad essere un ammiratore totale dell'allenatore spagnolo (chissenefrega, direte, ed avreste ragione), colpevole ai miei occhi, come molti suoi colleghi, di un'eccesso di fiducia nei suoi connazionali calciatori, con uno sbilanciamento latino evidente in una squadra che come poche, nonostante le caratteristiche di internazionalità di Liverpool per il suo passato come grande porto, dovrebbe rappresentare carnosi valori britannici. Quel che spero, per Benitez, è che la situazione societaria muti presto in senso positivo: perché quel che è irritante, leggendo ed ascoltando i media italiani, è la presunzione, classicamente nostrana, di ritenere che Benitez non veda l'ora di venire ad allenare in Serie A. A parità di condizioni e di prospettive - ed è qui l'attuale problema - uno che ami davvero il calcio nella sua essenza più pura non dovrebbe nemmeno scegliere. Ovvero, al diavolo la Serie A, si resta a Liverpool: dove lo stadio è splendido, la vita (per chi ha soldi: ma non è lo stesso anche a Torino o Milano?) è comoda, l'ambiente positivo anche quando volge al negativo, i tifosi a volte esagerati nelle critiche ma non tirano bombe carta e non danno ceffoni, e insomma, ripeto, a parità di condizioni, perché lasciare un posto dove non ti fanno rivedere centocinquanta volte un'azione alla moviola cercando di indurti alla polemica e al lamento - che a Benitez peraltro riescono facili, va detto - e dove nelle trasmissioni sportive non si parla altro che di calcio senza nemmeno una velina ospite? José Mourinho, che pure si era preparato molto bene su di noi, ha scoperto presto che in Italia il calcio non interessa realmente come sport in sé - altrimenti nelle trasmissioni si parlerebbe di tecnica e tattica e non di scemenze o di arbitri - ma come facile strumento di spettacolo e polemica, e allora il mio augurio a Benitez è di non dover mai scoprire queste miserie se non dai tanti amici italiani che ha. Gianluigi Buffon, che è una persona seria nonostante tutto, ha già capito come si deve fare, nel dubbio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7034015837231429414?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7034015837231429414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7034015837231429414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/05/di-manica-larga.html' title='Di Manica larga'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-6609982403051503871</id><published>2010-04-30T12:30:00.005+01:00</published><updated>2010-05-01T07:06:37.147+01:00</updated><title type='text'>Feudalesimo nostrano</title><content type='html'>C'è una testata, diffusa in ambito principalmente regionale e, se così si può dire, interregionale, che pubblica periodici ritratti-intervista a imprenditori e imprenditrici di successo. A giudicare da quel che si nota in un buon 70% dei casi, calcolato non esattamente ma empiricamente, si tratta in realtà non di imprenditori che definiremmo all'americana, cioé passati da origini normali (c'è sempre bisogno di scrivere "umili"? No) alla creazione di aziende di grande sviluppo, ma di quelli che i media di solito per piaggeria definiscono "figli d'arte". Non sarà sempre facilissimo guidare aziende di famiglia che hanno già un nome, una reputazione e una fetta di mercato, ma certamente è più difficile crearle dal nulla e farle crescere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-6609982403051503871?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6609982403051503871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/6609982403051503871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/04/feudalesimo-nostrano.html' title='Feudalesimo nostrano'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6789371796538506267.post-7085561250205857252</id><published>2010-04-30T09:21:00.001+01:00</published><updated>2010-04-30T09:22:48.669+01:00</updated><title type='text'>Tutti in trasferta!</title><content type='html'>&lt;a href="www.protektorvest.com/Design-your-vest.aspx"&gt;Gilet&lt;/a&gt; anti-accoltellamento, per tifosi che non devono chiedere mai (di quale spessore sia la lama altrui)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6789371796538506267-7085561250205857252?l=vecchio23.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7085561250205857252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6789371796538506267/posts/default/7085561250205857252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://vecchio23.blogspot.com/2010/04/tutti-in-trasferta.html' title='Tutti in trasferta!'/><author><name>Roberto Gotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15562848352803199132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_w0Xjv6wDbcA/TPtWBZFW97I/AAAAAAAAApM/guaed3tPAVU/S220/SuperBowl2006.jpg'/></author></entry></feed>
